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    Home » Politica » Il reddito minimo deve essere garantito in tutti gli Stati dell’Ue

    Il reddito minimo deve essere garantito in tutti gli Stati dell’Ue

    Lo chiede una risoluzione del Parlamento europeo. La relatrice Agea (M5s): "Restituire la dignità ai quasi 120 milioni di cittadini europei che non riescono più ad arrivare alla fine del mese"

    Perla Ressese di Perla Ressese
    24 Ottobre 2017
    in Politica

    Bruxelles – Tutti gli Stati membri dell’Ue dovrebbero introdurre regimi di reddito minimo adeguati, dovrebbero garantire anche l’accesso all’alloggio, all’assistenza sanitaria e all’istruzione, dovrebbero fornirne sostegno ai bambini, ai disoccupati, alle famiglie monoparentali e ai senzatetto. Sono i principali contenuti di una risoluzione approvata oggi dal Parlamento europeo della quale era relatrice Laura Agea, capo delegazione del Movimento 5 stelle a Strasburgo.

    “Il voto odierno – spiega l’europarlamentare – arriva alla fine di un iter lungo e complesso, ma finalmente abbiamo lo strumento giusto per permettere alla Commissione europea di affrontare la questione del reddito minimo di cittadinanza, mettendo sul tavolo la stesura di una direttiva quadro vincolante e valida per tutti, che possa finalmente cancellare una volta per tutte le differenze fra i cittadini europei nell’accesso alle politiche di lotta alla povertà e all’esclusione sociale”.

    Secondo il Parlamento l’introduzione e il rafforzamento di regimi di reddito minimo in tutti gli Stati membri dell’UE “è uno dei modi più efficaci per far uscire le persone dalla povertà”.

    La maggior parte dei Paesi dell’UE già dispone di programmi simili, ma non tutti forniscono sufficiente sostegno a coloro che ne hanno bisogno. I deputati esortano tutti i paesi UE a introdurre regimi di reddito minimo o, se necessario, a rafforzare quelli esistenti. Il documento è stato approvato con 451 voti a favore, 147 contrari e 42 astenuti.

    reddito minimo
    Laura Agea, eurodeputata del M5S

    “Da oggi le istituzioni europee non potranno più voltarsi dall’altra parte quando sentiranno parlare di cittadini in difficoltà, soffocati da un sistema finanziario che invece di fare i loro interessi ha ridotto sul lastrico le loro imprese e le loro famiglie – attacca lAgea – ma saranno costrette ad ammettere che la povertà è un problema europeo e come tale va affrontato”.

    Per migliorare l’efficacia di queste politiche il Parlamento propone di: fissare un reddito minimo utilizzando la soglia di rischio di povertà e altri indicatori Eurostat; garantire alla misura un finanziamento pubblico adeguato; rendere i regimi di reddito minimo più adattabili alle esigenze dei più vulnerabili; rivedere i requisiti per garantire che siano coperte tutte le persone bisognose.

    “L’ultima speranza per mettere un freno a questa emergenza senza precedenti è l’adozione in tutti i Paesi di un reddito minimo di cittadinanza che possa restituire la dignità ai quasi 120 milioni di cittadini europei che non riescono più ad arrivare alla fine del mese, incoraggiando politiche economiche espansive che creino occupazione”, aggiunge l’eurodeputata.

    Secondo la risoluzione i regimi di reddito minimo dovrebbero combinare il sostegno finanziario con un accesso più facile ai servizi sociali pubblici come l’alloggio, l’assistenza sanitaria, l’istruzione e la formazione. Coloro che possono lavorare dovrebbero essere aiutati ad accedere al mercato del lavoro, poiché un lavoro dignitoso è il modo migliore per combattere la povertà”.

    “La lotta alla povertà e all’esclusione sociale è il vero obiettivo del mio report, e il reddito minimo di cittadinanza il miglior modo per ottenerlo, attraverso una vera e propria rete di protezione sociale che preveda una struttura più ampia ed articolata per impedire ai più deboli di rimanere indietro. Questo documento porta la mia firma e quella del MoVimento 5 Stelle e racchiude i nomi di tutti i 120 milioni di cittadini europei per i quali è stato scritto: il nostro impegno, la nostra dedizione, il nostro lavoro sono stati, sono e saranno sempre rivolti a loro”, conclude Laura Agea.

    “L’approvazione di una relazione volta a garantire il reddito minimo come strumento per combattere la povertà è un risultato importante, che mette ancora una volta in minoranza il fronte conservatore al Parlamento europeo”, sostiene l’eurodeputato del Pd Brando Benifei.

    “Pur non trattandosi di un documento legislativo – continua Benifei – contiene una serie di raccomandazioni da parte del Parlamento europeo alla Commissione e agli Stati Membri. Il Gruppo dei Socialisti e Democratici in Commissione Occupazione ha visto accolti diversi emendamenti che alzano l’asticella degli obiettivi da raggiungere dall’Europa nella lotta alla povertà: almeno il 20 per cento della spesa del Fondo Sociale europeo da indirizzare a politiche innovative per combattere la povertà e l’esclusione sociale, con la possibilità per i fondi strutturali europei di andare ad integrare i regimi di reddito minimo nazionali”.

    “L’Italia – insiste il parlamentare dem – è già allineata alle migliori pratiche dei paesi europei con l’approvazione del Reddito d’Inclusione, che a partire dal 2018 fornirà un aiuto alle famiglie più deboli, con particolare attenzione alle famiglie con figli minorenni o disabili, a donne in gravidanza e ai disoccupati over 50”.

    “Un dibattito europeo – conclude Benifei- sulle risorse e gli strumenti disponibili, e un impegno diretto da parte della Commissione europea alla lotta alla povertà, sono sempre più essenziali. Il Pilastro europeo dei Diritti Sociali che sarà approvato a Goteborg il prossimo 17 Novembre, contiene raccomandazioni di ampio raggio. Ora servono concrete misure legislative e fondi sufficienti per trasformare i ‘principi’ elencati nel Pilastro in precisi obiettivi economico-sociali dell’agire comunitario”.

    L’obiettivo del reddito minimo, afferma il documento parlamentare, non dovrebbe essere solo quello di assistere le persone, ma soprattutto quello di accompagnarle dall’esclusione sociale alla vita attiva. Inoltre è necessario rivedere gli attuali regimi di reddito minimo per affrontare meglio la sfida della disoccupazione giovanile.

    Nell’Unione europea quasi 120 milioni di persone, circa il 25 per cento della popolazione, sono a rischio di povertà ed esclusione sociale (dati del 2015). I bambini, le donne, i disoccupati, i nuclei familiari monoparentali e le persone con disabilità sono considerati particolarmente vulnerabili.

    Il Parlamento ha già sottolineato l’importanza dei regimi di reddito minimo a gennaio nella risoluzione su un pilastro europeo dei diritti sociali.

    Tags: Brando Benifeilaura ageaparlamento europeoReddito garantito

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