Strasburgo – Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le nuove norme per contrastare il dumping nelle importazioni le importazioni da Paesi terzi. Per la prima volta a livello mondiale le regole Ue imporranno ai partner commerciali extra-europei di conformarsi agli standard sociali e ambientali internazionali per evitare di subire dazi anti dumping. Il nuovo testo è stato necessario per rispondere al riconoscimento all’interno del Wto dello status di economica di mercato alla Cina. “Oggi non stiamo solo discutendo se la Cina sia un’economia di mercato o un’economia non di mercato, ma se il nostro sistema europeo possa e debba creare regole uguali per tutti e se queste regole possano offrire le stesse opportunità a tutti. La risposta è sì, perché abbiamo bisogno di una concorrenza equa e leale”, ha spiegato il relatore per l’Aula, l’italiano del Ppe Salvatore Cicu. “Sono orgoglioso del risultato raggiunto. Abbiamo rafforzato la nostra difesa commerciale e garantito che, per la prima volta, la legislazione mondiale in materia di difesa commerciale terrà conto del rispetto delle norme su lavoro e ambiente. Abbiamo dato alle nostre industrie un sistema a prova di futuro per proteggerle efficacemente dalle pratiche sleali”, ha dichiarato il presidente della commissione per il Commercio internazionale,Bernd Lange.
Tra le novità delle nuove regole, la principale è che ora anche le politiche sociali e ambientali saranno preso in considerazione nel valutare le misure antidumping. Poi la Commissione europea monitorerà la situazione nei Paesi esportatori e le imprese dell’Ue potranno basarsi sulle relazioni della Commissione per presentare eventuali reclami, alle aziende comunitarie non sarà chiesto alcun onere di prova supplementare oltre all’attuale procedura. Infine le piccole e medie imprese riceveranno assistenza nella gestione dei reclami per aiutarle a superare le difficoltà che questi procedimenti pongono sopratutto a chi non dispone di mezzi sufficienti.


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