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    Home » Politica » Ema, il governo italiano fa ricorso contro Amsterdam, ma non chiede la sospensiva. Milano invece sì

    Ema, il governo italiano fa ricorso contro Amsterdam, ma non chiede la sospensiva. Milano invece sì

    Nel testo presentato dal Governo alla Corte di Giustizia dell'Ue si chiede solo di annullare la decisione, ma non anche di sospenderla in attesa della sentenza definitiva. Il ricorso di Milano invece la propone

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    31 Gennaio 2018
    in Politica
    ema, ricorso
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    Bruxelles – L’Italia si è attivata per tentare di strappare ad Amsterdam la sede dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), il Comune di Milano e il Governo hanno presentato due diversi ricorsi il primo al Tribunale dell’Ue, il secondo alla Corte di Giustizia. Nel ricorso del Governo, quello più “pesante” in quanto presentato da uno degli organi che hanno partecipato alla votazione dei 27, non si chiede la “sospensiva” della decisione. Si chiede l’annullamento, sì, ma non di sospendere gli effetti del ballottaggio del novembre scorso.

    Questo potrebbe essere una dimenticanza, dunque una sorta di errore tecnico da parte dell’Avvocatura dello Stato, cosa in realtà difficile da immaginare. Il ricorso del Comune di Milano, spiega invece l’avvocato Francesco Sciaudone che l’ha curato, la prevede. Normalmente “il Tribunale impiega un paio di mesi per completare l’istruttoria eventualmente con udienza ed emettere l’ordinanza”, spiega Sciaudone. Per il ricorso principale invece ci sono tempi più lunghi, ma “il Tribunale – sottolinea l’avvocato – può sospendere la decisione di assegnare la sede ad Amsterdam”, in attesa della sentenza definitiva.

    Da parte del Governo invece potrebbe esserci la scelta di un attacco “morbido” ai partner olandesi, ben sapendo che, alla fine, il ricorso ha poche possibilità anche solo di essere accolto. Senza sospensiva, in sostanza, in caso di accoglimento da parte della Corte della questione, si attenderanno alcuni mesi, molti, prima che possa arrivare la sentenza, che nessuno in Italia o a Bruxelles, al momento, davvero si attende favorevole a Milano. Mesi nei quali l’Olanda potrà tranquillamente continuare i suoi preparativi, il personale dell’Ema pure, ma la questione resterebbe formalmente aperta, e dunque a disposizione per eventuali polemiche politiche interne o trattative in sede europea. La sentenza, visti i normali tempi della Corte, non arriverà prima del 30 marzo 2019, dunque prima che Ema debba fisicamente essere fuori dalla Gran Bretagna. Certo, procedure urgenti sono sempre possibili, ma anche in quel caso la scadenza di marzo rischia di essere superata, o comunque la decisione potrebbe arrivare troppo a ridosso.

    Un “cortesia” dell’Italia all’Olanda, per spiegare che, vista la situazione, viste le elezioni alle porte, Governo, Regione, Comune e tutto il mondo politico non potevano ignorare la questione e dunque si è proceduto per carte bollate tanto perché il ricorso “temerario” non è sanzionato dalla giustizia dell’Unione… Intanto ad Amsterdam i lavori andranno avanti, a Londra pure (in direzione di Amsterdam) e quando la Corte dirà che no, che l’Italia non ha ragioni per chiedere la sospensione nulla del processo di trasferimento sarà ulteriormente rallentato.

    Ad accreditare questa ipotesi c’è anche la richiesta, esplicita, dell’Italia alla Corte di “richiedere al Regno dei Paesi Bassi, all’Ema e a ogni altra istituzione, organo o organismo, di fornire tutte le informazioni necessaria a dar conto dell’idoneità di Amsterdam, quale sede dell’Ema”. Dunque ancora tempo concesso agli olandesi per raffinare i piani, velocizzarli magari, e spiegarsi bene. Solo dopo, entrando nel merito, Roma chiede di “annullare la decisione” di novembre.

    Ma magari ci sbagliamo, e Roma si attende una sentenza lampo favorevole e già a Milano stanno lucidando i vetri del Pirellone.

    I passaggi chiave del ricorso italiano:

    “45. Voglia la Corte di giustizia dell’Unione europea:

    – in via istruttoria,

    (i) richiedere, ai sensi dell’art. 24 dello Statuto, al Regno dei Paesi Bassi, all’EMA e a ogni altra istituzione, organo o organismo, di fornire tutte le informazioni necessaria a dar conto dell’idoneità di Amsterdam, quale sede dell’EMA, a soddisfare i criteri indicati al punto 5 del presente ricorso e la coincidenza di tali informazioni con quelle poste a base dell’offerta;

    (ii) disporre ogni altro eventuale mezzo istruttorio ritenuto utile all’accertamento dei fatti

    • nel merito
    • annullare la decisione adottata a margine della riunione del 20 novembre 2017 – 14559/17, del Consiglio dell’Unione europea in formazione ‘affari generali’, pubblicata attraverso comunicato stampa che ne contiene il resoconto [Outcome of the Council meeting (3579th Council meeting): cfr., in All. A.1, il comunicato stampa medesimo, Presse 65, provisional version), nella parte in cui si è stabilito che la nuova sede dell’Agenzia europea per i medicinali (in prosieguo l’Ema) fosse collocata ad Amsterdam e, per conseguenza, stabilire l’assegnazione della sede alla città di Milano”.

    A proposito, come Eunews scrisse ieri, ben prima che il ricorso italiano fosse presentato, il Governo nel suo documento di oggi afferma: “A sostegno del ricorso, viene proposto un unico motivo di ricorso, di sviamento di potere per difetto di istruttoria e travisamento dei fatti, indotto dalla non corrispondenza della situazione di fatto della sede di Amsterdam alle informazioni fornite in sede di offerta”.

    Tags: brexitEmaMilanoricorso

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