HOT TOPICS  / Hge Invasione russa in Ucraina Unione della Salute Coronavirus Recovery plan Energia Allargamento UE
Severgnini: Per far capire cos'è l'Europa, proviamo a fare un giorno senza

Severgnini: Per far capire cos'è l'Europa, proviamo a fare un giorno senza

Il giornalista apre a Trento il Festival Siamo Europa. "Perché Zuckerberg va al Parlamento europeo? Perché ha capito che è con l'Unione che si deve discutere, non con i singoli Stati"

Trento – Perché il capo di Facebook, o quello di Microsoft parlano con l’Europa, accettano, come ha fatto Mark Zuckerberg, di farsi interrogare dai parlamentari europei? “Perché l’Europa conta, e conta l’Unione europea, non i suoi singoli Stati”. Lo dice Beppe Severgnini, direttore di “7”, il settimanale del Corriere della Sera in un incontro che ha aperto a Trento il Festival “Siamo Europa”, giunto alla sua seconda edizione.

A dire il vero Zuckerberg con qualche singolo Stato ha parlato, come ha fatto incontrando il presidente francese Emmanuel Macron, ma è vero che non lo fa con tutti gli altri, anche se i cittadini che usano Facebook sono ovunque, e che ha capito che le regole che normano il quadro nel quale si muove una grande multinazionale sono stabilite dall’Unione, e non dai singoli. Che invece, come ha ricordato Severgnini, “si fanno una assurda concorrenza fiscale”, alla quale l’Ue tenta di porre un fremo, senza moltissimo successo. Dunque ogni azienda sceglie di localizzarsi dove paga meno tasse “rispettando sempre le leggi”, come ha detto il ceo di FB, mentre l’Unione arranca per evitare questo tipo di concorrenza, multando spesso gli stati che la favoriscono

Severgnini, in una tensostruttura colma di pubblico ha tenuto il suo discorso nel quadro di un netto punto di partenza: “l’Europa è casa nostra”, ma purtroppo, ha sottolineato, “i suoi avversari hanno una passione che gli amanti invece non hanno nel proteggerla, è questo purtroppo è fondamentale”, ed aiuta a spiegare, ha aggiunto, il successo del referendum Brexit o dei partiti euroscettici.

L’Europa ha poi un grave difetto: “E’ un disastro nella comunicazione, e la sua Festa, il 9 maggio, è sconosciuta ai più… è una enorme occasione sprecata”. E su questo Severgnini ha ribadito una sua proposta: “Facciamo il 9 maggio la Festa della ‘non Europa’, blocchiamo tutto ciò che è europeo, come frontiere, Erasmus, roaming, mercato unico, regole sulla sicurezza in casa e sulle strade. Ecco, forse così gli europei capirebbero cosa vuol dire l’Unione europea”.

Per capirlo ci sono altri due giorni di Festival Siamo Europa, un’occasione da non perdere.