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    Home » Politica » Conte a Bruxelles: i migranti che sbarcano in Italia, sbarcano in Europa

    Conte a Bruxelles: i migranti che sbarcano in Italia, sbarcano in Europa

    Secondo quanto proposto dal presidente del Consiglio italiano, i centri extra Ue sono la soluzione principale. E le responsabilità vanno condivise a 27

    Caterina Tani</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/CTBRX" target="_blank">CTBRX</a> di Caterina Tani CTBRX
    24 Giugno 2018
    in Politica
    Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker e il capo del governo italiano Giuseppe Conte (Fonte: governo.it)

    Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker e il capo del governo italiano Giuseppe Conte (Fonte: governo.it)

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    Bruxelles – La creazione di centri extra-Ue per valutare le richieste di asilo dei migranti, mentre, per coloro che, aggirando i centri, dovessero comunque raggiungere il suolo italiano –  che diventerebbe “suolo europeo” – una ripartizione tra hub jn diversi Stati europei per le valutazioni.

    Questo è il contenuto della proposta – che mira decisamente a superare il regolamento di Dublino – del governo italiano, che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato al vertice straordinario di 16 capi di Stato e di Governo Ue del 24 giugno, organizzato in vista del Consiglio di capi di Stato e Governo della prossima settimana.

    Arrivando alla Commissione europea, Conte ha spiegato che la sua è una “una proposta completamente nuova” in “6 premesse e 10 obiettivi” che mira “a proporre una puntuale politica di regolazione e di gestione dei flussi migratori che sia realmente efficace e sostenibile”.

    Secondo l’idea di Conte, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, sarà necessario “intensificare i rapporti tra Ue e Paesi terzi dai quali partono e transitano i migranti”, ad esempio “in Libia e Niger”, dove creare centri “di protezione internazionale per valutare le richieste di asilo”  e offrire assistenza giuridica ai migranti”.

    Una sorta di “centri-filtro”, quindi, da mettere in piedi e gestire con la collaborazione di Unhcr e Oim – che però hanno recentemente fatto sapere di non essere così disponibili all’idea di creazione di centri al di fuori dell’Ue.

    Secondo quanto riferito da persone vicine al governo, i migranti aventi diritto andrebbero ricollocati nell’Ue, mentre quelli economici rimandati nel Paese di origine, ma ogni dettaglio in proposito, sembra essere prematuro.

    Secondo fonti del governo, i centri di accoglienza e smistamento fuori dall’Unione dovrebbero offrire un incentivo per coloro che hanno diritto di asilo a non mettersi in viaggio, perché già saprebbero di potervi ricevere assistenza e protezione.

    Per quanto riguarda, invece, i migranti che dovessero comunque mettersi in viaggio e raggiungere le coste italiane, secondo palazzo Chigi sarà fondamentale affermare, in generale, il superamento di Dublino, secondo un nuovo principio per il quale “chi sbarca in Italia, sbarca in Europa”.

    Ci vuole “una responsabilità comune tra Stati membri sui naufraghi in mare”, ha spiegato la fonte del governo, aggiungendo che è necessario “superare il criterio del Paese di primo arrivo” e dividere i concetti di “porto sicuro di sbarco e stato competente ad esaminare le richieste di asilo”.

    “L’obbligo di salvataggio non può diventare un obbligo di processare domande per conto di tutti”, ed è per questo, secondo persone vicine alle posizioni del governo, che le persone che arrivano nell’Ue debbano essere smistati in “centri di accoglienza in più Paesi europei”.

    Tale proposta stride fortemente con quella ideata dal Presidente francese Emmanuel Macron i giorni scorsi, secondo la quale tali centri dovrebbero essere collocati in Italia e Spagna.

    Infine, fa sapere la fonte di Palazzo Chigi, dovrebbero essere previste adeguate “contromisure finanziarie” per gli Stati che “non si offrono di accogliere rifugiati” – ma non sono stati chiariti ulteriori dettagli, nemmeno in merito al destino di coloro che dovessero essere riconosciuti come migranti economici. Oltre a questo, l’Italia proporrà il rafforzamento delle frontiere esterne tramite “le missioni Ue e supportando la Guardia Costiera libica”.

    Per quanto riguarda, infine, i movimenti secondari, bestia nera dell’Italia nei giorni scorsi, dopo che Germania e Francia ne hanno fatto il fulcro delle proprie richieste per il vertice straordinario e quello “ordinario”, la fonte governativa ha dichiarato  che “mettendo in atto” gli altri “principi” proposti, tali movimenti sarebbero “marginali”.

    Secondo la fonte, i punti presentati dal Presidente del Consiglio sono stati scritti di suo pugno, nei giorni scorsi.

    Il vertice

    L’obiettivo di oggi per l’Italia, ha fatto sapere una fonte governativa, è vedersi riconosciuto il fatto che c’è un problema generale, evitando  che il discorso verta solo sui movimenti secondari come è avvenuto nei giorni scorsi.

    Sembra, ha spiegato la fonte, che la riunione stia procedendo in modo positivo e che Conte abbia fatto un discorso introduttivo, parlando per primo, nel quale ha presentato la sua proposta in modo esteso.

    Le fonti di Palazzo Chigi hanno anche fatto sapere che, per il momento, non sono arrivate controproposte all’idea italiana di suddividersi la responsabilità delle valutazioni dei migranti nell’Ue. Nello specifico, cioè, sembra che il Presidente francese Emmanuel Macron non abbia ribadito la sua idea di creare i centri di accoglienza solo in Italia e Spagna, come aveva fatto i giorni scorsi, creando più di un malumore.

    C’è dire, tuttavia, che, a quanto si apprende, i leader suddivideranno i propri interventi in tre parti distinte, la prima riguardante la dimensione “esterna” – ovvero i campi extra-Ue, sui quali non sembrano esservi sembra nparticolari resistenze – poi quella sui confini esterni dell’Ue e infine la dimensione interna, quella senz’altro più controversa, fa sapere Palazzo Chigi.

    Tags: bruxellescapi di stato e di governogiuseppe contelibyaMacronmigrantinigerPalazzo Chigivertice

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