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    Home » Politica » In Assia nuovo crollo dei cristiano-democratici, Merkel rinuncia alla guida del partito

    In Assia nuovo crollo dei cristiano-democratici, Merkel rinuncia alla guida del partito

    Dopo il voto in Baviera, un'altra caduta per i partiti della Grande Coalizione a beneficio di Verdi e estrema destra. La cancelliera lascerà la posizione di leader della Cdu e intende abbandonare la politica con le prossime elezioni, nel 2021

    Caterina Ristori</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@Caterina_Ue" target="_blank">@Caterina_Ue</a> di Caterina Ristori @Caterina_Ue
    29 Ottobre 2018
    in Politica
    Angela Merkel

    Angela Merkel

    Bruxelles – Il voto nel Land della Germania centrale era attesissimo, soprattutto dopo le amministrative in Baviera dello scorso 14 ottobre. Ieri la Grande Coalizione e la sua tenuta sono state sottoposte a un altro test, e indubbiamente l’esito è stato negativo. L’Assia infligge un’altra dura sconfitta alla Cdu della cancelliera Angela Merkel e agli alleati Spd. Questa mattina, alla conferma dei risultati, la Bundeskanzler fa sapere di voler lasciare la guida del partito, ma non quella del governo, che vorrebbe guidare fino alla scadenza del 2021, quando si ritirerà dalla politica.

    “E’ il mio ultimo mandato da cancelliera. Lascio la presidenza della Cdu, non voglio più incarichi politici”, ha detto Merkel questa mattina nella sede del partito, specificando che il risultato elettorale ha inviato “un chiaro messaggio che le cose non possono andare avanti come è stato fino ad ora”. La cancelliera non pensa neanche a un futuro a Bruxelles: “Non sono disponibile neanche per incarichi europei”.

    Il tentativo di Merkel di intervenire in aiuto alla Cdu locale, impegnandosi nella campagna in prima persona, non è servito, neanche in un Land caratterizzato da una forte tradizione cristiano-democratica. Il crollo, di portata storica, riguarda però principalmente i socialdemocratici: registrando il loro peggior risultato dal Dopoguerra, scendono a picco al 19,5 percento, oltre 10 punti in meno rispetto al 2013 (30,7 percento).

    I cristiano-democratici, pur scendendo anch’essi vertiginosamente e passando dal 38,3 al 27,8 percento, rimangono comunque alla guida del Land. Come nel caso della Baviera, i voti persi dalla Coalizione si sono incanalati verso i Verdi, che passano dall’11,1 al 19,5 percento confermando l’“onda verde” che sembra ormai aver preso avvio in Europa.

    Se ne compiacciono i Verdi europei, i cui co-presidenti Monica Frassoni e Reinhard Bütikofer hanno evidenziato come, dai sondaggi post-elettorali, emerga la fiducia conquistata dai Verdi più che da chiunque altro partito “perché considerati i più credibili nel tenere fede agli impegni presi con i cittadini e nella capacità di affrontare i problemi di tutti i giorni, quali la vita nelle città, la qualità del lavoro e dell’istruzione, la sostenibilità delle politiche agricole, ma anche le questioni legate alla sicurezza”. Essenziale si è rivelato il ruolo dell’ecologia come “grande proposta di emancipazione e miglioramento concreto della vita”, fondata su “un europeismo vissuto come una missione di pace e civiltà”, hanno aggiunto i due co-presidenti.

    Anche l’estrema destra beneficia della retrocessione di Cdu e Spd: per la prima volta, Afd ottiene seggi al Parlamento regionale, passando dal 4,1 del 2013 al 12,5 percento di ieri. Cresce anche la sinistra di Linke (+0,8 percento) e il partito Liberale Democratico (Fdp) del 2,9 percento, arrivando a 7,9 punti.

    Il terremoto, se da una parte è meno intenso di quello di un paio di settimane fa in Baviera, dall’altra non ha mancato di far giungere grandissime ripercussioni a Berlino. Dopo 18 anni Merkel rinuncia infatti alla guida del partito, non si ricandidandosi alla presidenza Cdu. A riferirlo sono diversi media tedeschi, che citano fonti del partito. Rimane comunque alla guida dell’esecutivo, come riferisce la Dpa (agenzia di stampa tedesca).

    “Il passo indietro della Merkel alla guida della CDU indebolisce la candidatura alla presidenza della Commissione europea del suo fedelissimo Manfred Weber, leader del PPE a Bruxelles. Le elezioni in Assia confermano il trend europeo che vede crollare i partiti dell’establishment”, ha dichiarato Laura Agea, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo. “Ovunque in Europa i cittadini votano il cambiamento e scelgono le forze politiche che lo incarnano. Noi siamo pronti a dialogare con tutti per ricostruire questa Unione europea distrutta dalle politiche fallimentari di popolari e socialisti che non hanno saputo gestire la globalizzazione nell’interesse dei cittadini”, ha concluso.

    Secondo alcuni media sarebbe Friedrich Merz, già presidente del partito al bundestag dal 1998 al 2000 e poi vice dal 2002 al 2004, a sostituire la cancelliera alla guida della Cdu. Economista Neoliberal ed esperto di finanza, è lobbista per l’industria metallurgica.

    Intanto, l’Spd rende nota la volontà di voler imprimere un cambio di direzione alla Grande Coalizione, sottoponendola a chiari obiettivi temporali e allo sviluppo di progetti concreti. Dopo la sconfitta in Assia, per il partito alleato della Cdu urge un “piano di lavoro preciso”, come si legge su una bozza di documento scritta dalla leader socialdemocratica Andrea Nahles, citato da Süddeutsche zeitung. Il piano dovrebbe, stando all’organo di stampa tedesco, disciplinare quali progetti attuare entro l’autunno 2019.

    Tags: 2018Angela MerkelBavieraCduelezioni Assiagermaniagrande coalizionesocialdemocraticiSpdverdivoto

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