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    Home » Politica » Europarlamento chiede visti umanitari per l’Ue rilasciati nei consolati

    Europarlamento chiede visti umanitari per l’Ue rilasciati nei consolati

    In modo che le persone in cerca di protezione possano accedere all'Europa senza rischiare la vita. Una risoluzione approvata a larghissima maggioranza impegna la Commissione a rispondere

    Perla Ressese di Perla Ressese
    11 Dicembre 2018
    in Politica
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    Bruxelles – I paesi UE dovrebbero rilasciare visti umanitari presso ambasciate e consolati all’estero, in modo che le persone in cerca di protezione possano accedere all’Europa senza rischiare la vita. Il Parlamento oggi ha chiesto che la Commissione europea presenti, entro il 31 marzo 2019, una proposta legislativa che istituisca un “visto umanitario europeo”, che darebbe al richiedente l’accesso al territorio europeo esclusivamente nello Stato membro che lo rilascia e al solo scopo di presentare una domanda di protezione internazionale.

    L’iniziativa legislativa è stata approvata con 429 voti in favore, 194 voti contrari e 41 astensioni.

    I deputati sottolineano che, nonostante i numerosi annunci e richieste di percorsi sicuri e legali per i richiedenti asilo in Europa, l’UE non dispone di un quadro armonizzato di procedure di ingresso protetto. Inoltre, a causa di opzioni giuridiche insufficienti, si stima che il 90% delle persone cui è stata concessa protezione internazionale abbia raggiunto l’Unione europea con mezzi irregolari.

    Ridurre il numero di vittime, combattere il contrabbando e migliorare l’uso dei fondi per la migrazione

    Il Parlamento ritiene che i visti umanitari contribuirebbero “a ridurre l’intollerabile numero di vittime nel Mediterraneo e sulle rotte migratorie verso l’UE (almeno 30.000 persone sono morte alle frontiere dell’UE dal 2000)”. Permetterebbero, inoltre, di combattere il traffico di esseri umani e gestire meglio gli arrivi, l’accoglienza e il trattamento delle domande di asilo.

    Questo strumento dovrebbe, poi, contribuire a ottimizzare il bilancio degli Stati membri e dell’UE in materia di asilo, procedure di applicazione della legge, controllo delle frontiere, sorveglianza e attività di ricerca e salvataggio. I deputati sottolineano che la decisione di rilasciare visti umanitari europei rimarrebbe di esclusiva competenza degli Stati membri.

    Controllo di sicurezza prima del rilascio del visto

    La risoluzione chiarisce che i beneficiari del visto dovranno dimostrare “una chiara esposizione o un rischio di essere perseguitati e di non far parte di un processo di reinsediamento”. La valutazione della domanda non dovrebbe comportare un processo completo di determinazione dello status, ma prima del rilascio del visto, ogni richiedente dovrà essere sottoposto a un’indagine di sicurezza, attraverso le pertinenti banche dati nazionali ed europee, “per garantire che non costituisca un rischio per la sicurezza”.

    L’approvazione ha trovato d’accordo molti parlamentari italiani, tra i quali anche esponenti di spicco dei 5 Stelle, su una posizione che non sembra in linea con le scelte fatte dal governo italiano “Consentire a chi ha bisogno di protezione internazionale di richiedere un visto all’estero, presso le ambasciate o i consolati dell’UE,  significa aumentare la sicurezza dei Paesi europei di destinazione,  ridurre movimenti secondari attraverso l’Ue, scardinare business di reti criminali e migliorare il controllo dei flussi migratori”, dice Laura Ferrara, vice presidente della commissione Giustizia dell’Eurocamera. “Ora – esorta la parlamentare – spetta alla Commissione europea presentare una proposta legislativa che recepisca la raccomandazione del Parlamento europeo, in modo da creare finalmente un’alternativa legale al traffico di esseri umani, contrastando allo stesso tempo il business dell’immigrazione che abbiamo sempre denunciato”.

    “Piuttosto che creare nuovi clandestini, come sta facendo il Governo italiano, è necessario che i Paesi europei rilascino visti umanitari presso ambasciate e consolati all’estero. E’ questo l’unico modo per ridurre l’immigrazione illegale e le vittime nel Mediterraneo”, dice Patrizia Toia, capodelegazione del Pd a Strasburgo.

    “Da anni sentiamo ripetere che bisogna creare percorsi sicuri e legali per i richiedenti asilo in Europa – commenta Toia – ma al momento non esiste un quadro armonizzato per le procedure di ingresso protetto”.

    Anche la francese Marie-Christine Vergiat (Indipendente nel gruppo della sinistra Gue) è soddisfatta del risultato di oggi: “Nonostante i tentativi della destra di annacquare il testo, sono lieta che il voto sia stato schiacciante. La maggioranza assoluta dei parlamentari europei crede chiaramente nei visti umanitari che speriamo possano porre fine alle morti nel Mediterraneo”.

    Tags: consolatiLaura Ferraraparlamento europeopatrizia toiaprotezione internazionalevisti umanitari

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