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    Home » Politica » Macron agli europei: “L’insidia non è nell’Ue ma in quanti vogliono distruggerla”

    Macron agli europei: “L’insidia non è nell’Ue ma in quanti vogliono distruggerla”

    Lettera del presidente francese in tutte le lingue per tutti i cittadini europei. L'invito a sostenere "un Rinascimento europeo" nel rispetto dei principio di libertà, protezione e progresso. Le reazioni

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    5 Marzo 2019
    in Politica
    Il presidente francese Emmanuel Macron

    Il presidente francese Emmanuel Macron

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    Bruxelles – Emmanuel Macron prova a farsi carico delle sorti dell’Unione europea. Il presidente francese getta il cuore oltre i confini nazionali con un lettera tradotta in tutte le lingue dell’Ue, per rivolgersi a tutti i cittadini comunitari. Si fa promotore di un nuovo spirito unitario, che deve essere alla base di quello che Macron non esita a considerare “un rinascimento europeo”. Perché in un momento in cui il progetto viene rimesso in discussione, far rifiorire il senso di Europa diventa la priorità.

    “L’insidia non è l’appartenenza all’Unione europea ma sono la menzogna e l’irresponsabilità che possono distruggerla”, avverte Macron nella sua lettera aperta. Un monito a quanti sono sedotti dalle forze sovraniste ed euro-scettiche. A tutto loro pone il quesito della Brexit. “Chi ha detto ai Britannici la verità sul loro futuro dopo la Brexit? Chi ha parlato loro di perdere l’accesso al mercato europeo? Chi ha evocato i rischi per la pace in Irlanda tornando alla frontiera del passato? Il ripiego nazionalista non propone nulla; è un rifiuto senza progetto”.

    Macron, un progetto ce l’ha e lo propone agli europei tutti. E’ imperniato sui principi di “libertà, protezione, progresso”. Una nuova declinazione tutta europea del motto nazionale francese “liberté, égalité, fraternité”.

    In questo programma per l’Europa in tre punti, Macron punta su un’Agenzia europea di protezione delle democrazie, un organismo comune per fermare hacker e manipolatori di iter elettorali da cyberattacchi e influenze esterne. Poi, il divieto di finanziamento dei partiti politici europei da parte delle potenze straniere. L’Europa agli europei. Quelli veri. Perché, insiste, “i nazionalisti sbagliano quando pretendono di difendere la nostra identità con il ritiro dall’Europa, perché è la civiltà europea che ci riunisce, ci libera e ci protegge”.

    A proposito di protezione, secondo pilastro dell’Europa secondo Macron: “Dobbiamo rivedere lo spazio Schengen”, quello della libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali. “Tutti coloro che vogliono parteciparvi devono rispettare obblighi di responsabilità e di solidarietà”. Un richiamo all’Italia per quanto riguarda i controlli alle frontiere, e un messaggio a tutti gli altri, che devono dare accoglienza. In tal senso vanno ancor pi sviluppate e potenziate una polizia comune delle frontiere e un ufficio europeo dell’asilo, oltre a istituire un Consiglio europeo di sicurezza interna per gestire, in particolare, le migrazioni.

    Infine il progresso, fatto innanzitutto di lotta al ‘dumping sociale’, la pratica che vede retribuire un lavoratore straniero meno di una stessa figura professionale nazionale. “L’Europa – scrive il presidente francese – deve instaurare per ogni lavoratore, da est a ovest e dal nord al sud, uno scudo sociale che gli garantisca la stessa retribuzione sullo stesso luogo di lavoro”. Accanto a questo spunta l’idea di “un salario minimo europeo”. E poi: lotta ai cambiamenti climatici, controlli sulla qualità degli alimenti, controllo delle piattaforme on-line, budget per l’innovazione “comparabile a quello degli Stati Uniti”.

    Ecco l’Unione europea secondo Macron. Il presidente francese invita tutti i leader ad una conferenza per l’Europa entro fine anno per discutere come tradurre in pratica il documento programmatico e dare vita al Rinascimento concepito all’Eliseo. “In questa Europa, il Regno Unito, ne sono certo, troverà pienamente il suo posto”, scommette Macron. Che esorta tutti a “dare un senso alle prossime elezioni e al nostro progetto”.

    Le reazioni

    Soddisfatto dell’iniziativa della lettera è il presidente del Comitato economico e sociale europeo Luca Jahier, che dal suo insediamento, lo scorso anno, ha lanciato uno slogan “rEUnaissance” inteso come “secondo Rinascimento europeo”, che Macron ha evidentemente apprezzato. A chi gli chiede se si sente “copiato” Jahier risponde con una risata, e commenta: “Rilancio…. Rispetto al silenzio degli altri capi di Stato lui almeno copia bene…”.

    Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk è “d’accordo con Macron, non dobbiamo permettere che forze anti europee influenzino le nostre elezioni e decidano su priorità chiave e la nostra nuova leadership”, dice in un tweet.

    I agree with @EmmanuelMacron. Do not allow external anti-European forces to influence our elections and decide on key priorities and new leadership of EU. All those who care about EU should cooperate during and after the EP elections. The renaissance of Europe must start now.

    — Charles Michel (@eucopresident) March 5, 2019

    “L’appello di Macron per il rilancio dell’Unione europea e contro il sovranismo è condivisibile, ma le sue battaglie sono già le nostre da tempo, con la differenza che noi abbiamo dato la priorità ai temi sociali che consideriamo imprescindibili”, commenta Patrizia Toia, capodelegazione degli eurodeputati PD.

    “In questa legislatura come eurodeputati Pd e come Gruppo dei Socialisti e Democratici abbiamo difeso la democrazia e lo stato di diritto con proposte concrete votate al Parlamento europeo – continua Toia -, abbiamo approvato la riforma di Dublino e la richiesta di una politica migratoria comune. Abbiamo fatto proposte concrete sulla difesa comune, abbiamo votato nella plenaria di febbraio un meccanismo di difesa commerciale contro gli investimenti predatori, lottiamo da anni contro l’evasione fiscale, mentre sui temi sociali ed ecologici siamo in prima fila da sempre, come dimostra la proposta per un’assicurazione europea contro la disoccupazione e l’approvazione del ‘Pilastro sociale dell’Ue’”. Secondo Toia, comunque, “è positivo che in questo momento storico un presidente francese influente come Macron voglia rilanciare questi temi e far ripartire le riforme europee. Auspico però che anche dopo le elezioni Macron faccia prevalere l’ambizione europeista alleandosi con il Gruppo S&D, che questi temi li vuole portare avanti davvero, mettendo in secondo piano l’esigenza francese di rafforzare il legame con la Germania a guida conservatrice”.

    Sandro Gozi, Presidente dell’Unione dei federalisti europei, sostiene la nuova iniziativa di Macron e invita i cittadini europei a mobilitarsi e sostenerla. “Rinascimento europeo! Con grande coraggio e lungimiranza, oggi il Presidente francese Emmanuel Macron rilancia l’Europa che vogliamo e per la quale lottiamo – spiega Gozi –  un’Europa sovrana, un’Europa dei cittadini, della democrazia e della partecipazione popolare, che moltiplica protezione, sicurezza e libertà per gli europei. Salario minimo garantito, nuova politica industriale, difesa comune, banca per il clima, diritto europeo di asilo e controllo comune delle frontiere esterne dell’Europa: sono proposte molto concrete, le proponiamo da tempo e rispondono alle nuove esigenze dei cittadini europei”.

    Il presidente della sinistra europea Gregor Gysi è polemico: “dopo il suo discorso alla Sorbona del 2017, il presidente francese Emmanuel Macron prova ancora una volta a rappresentare se stesso come un visionario per l’Europa e chiede un nuovo inizio e riforme per l’Europa in una dichiarazione. Parla chiaramente e giustamente contro i nazionalisti, ma le sue richieste portano a una maggiore esclusione, militarizzazione e sorveglianza”. Secondo Gysi “le sue proposte politiche sono tutt’altro che progressiste. Come visionario, vede nella creazione di un particolare confine esterno protetto una ‘libertà nellasicurezza'”.

    Secondo il leader della sinistra “i confini, specialmente quelli particolarmente protetti, portano regolarmente al contrario, a una restrizione della libertà. Macron tenta la lotta contro i nazionalisti accogliendone i contenuti. Spera di raccogliere voti da questa parte politica. Penso – conclude Gysi – che sia un errore di valutazione. Devi convincere le persone che votano per i nazionalisti dell’opposto, non accogliere le loro posizioni. Le richieste di Macron per ‘frontiere, sorveglianza e militarizzazione’ non salvano l’UE, al contrario”.

    Tags: brexitDonald Tuskelezioni 2019Emmanuel Macronfranciafuture of europeGregor GysiimmigrazionelibertàLuca Jahierpatrizia toiaprogressoprotezionesalario minimosandro goziSchengenue

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