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I Verdi: alle europee con tre priorità, perché non sia più
Ska Keller e Bas Eickhout

I Verdi: alle europee con tre priorità, perché non sia più "business as usual"

Crisi climatica, obiettivi sociali vincolanti e democrazia e stato di diritto. Ska Keller e Bas Eickhout presentano la campagna elettorale 2019. Maggioranza con socialisti e popolari? "Dipende da che impegni sono disposti ad assumere"

Bruxelles – C’è sempre allegria e ottimismo agli eventi pubblici del Partito dei Verdi europei, ma oggi il clima è più frizzante del solito. La cosiddetta “onda verde” fa ben sperare in buoni risultati alle prossime elezioni, e così anche nella grafica dei materiali elettorali spunta sempre un’onda di buon augurio e di coinvolgimento.

Ska Keller e Bas Eickhout, i sue candidati alla guida della Commissione europea (poi, se davvero si dovesse arrivare a scegliere tra loro chi lo farà si dovrà rapidamente trovare un candidato unico) hanno presentato questa mattina al museo del fumetto di Bruxelles la campagna elettorale per le europee di fine maggio, che sarà incentrata su un manifesto di 12 punti, un programma articolato ma tutto sommato una cosa leggibile, che ha tre priorità, come ha spiegato la tedesca Keller: “Lotta alla crisi del clima, che abbiamo poco tempo per affrontare e per la quale serve un’azione immediata, poi le questioni sociali, come l’occupazione e la lotta alla povertà, per le quali gli obiettivi dell’Unione devono diventare vincolanti, e poi democrazia e stato di diritto”.

Reinhard Butikofer, Ska Keller, Bas Eickhout e Monica Frassoni durante la conferenza stampa

L’Onda verde sembra in piena, e, sostiene Eickhout, “è una buona notizia che la grande coalizione tra popolari e socialdemocratici non avrà più la maggioranza al Parlamento europeo. Ora ci vorrà una maggioranza nuova e noi siamo disponibili a parlarne con loro, ma mettiamo da subito in chiaro che non siamo disposti ad essere un ‘pennellata di verde’ nel loro business as usual, nel loro non cambiamento”.  Il popolari hanno un candidato alla guida della Commissione europea, Manfred Weber, che non ha mai mostrato molta vicinanza alle istanze dei Verdi, come si porrà dunque il partito se in una trattativa il leader designato sarà lui, lo sosterrebbero? “Dipende da quel che si impegna a fare – risponde l’eurodeputato l’olandese -. Confermo che siamo aperti a discutere, ma deve esser chiaro che la nostra domanda di cambiamento è seria, ferma”. Secondo Eickhout “ora abbiamo davvero l’opportunità di dare un nuovo verso all’Europa, non dobbiamo perderla”.

“Dobbiamo decidere dove andrà la democrazia europea e noi siamo l’alternativa a quel che è stato sino ad oggi”, rivendica Keller, ribadendo di essere “piuttosto ottimista per i nostri risultati”. Le fa eco uno dei due presidenti del partito, Reinhard Butikofer (l’altra è l’italiana Monica Frassoni) secondo il quale in 8 Stati probabilmente i Verdi andranno meglio che nel 2014, in 7 più o meno come allora, in 8 “probabilmente non raggiungeremo quei risultati” , mentre in 9 “certamente faremo meglio. Tutto sommato pensiamo che nel prossimo Parlamento europeo avremo il gruppo più grande di sempre”.

Il grande avversario sembrano essere i popolari europei, “loro vogliono continuare come è sempre stato in passato, ma non è quel che vogliono i cittadini – dice Eickhout -, che invece chiedono un profondo cambiamento” che i Verdi ritengono di saper interpretare con il loro Manifesto. “La scelta non è quella che presenta il PPE, ‘o noi o gli antieuropeisti’, ma – ripete l’olandese – è tra il business as usual e il cambiamento profondo”. Certo, aggiunge Keller, “i popolari non sono molto credibili, per la loro storia, per la presenza, tuttora, di Viktor Orban tra loro, per il fatto di essere coalizzati con forze antieuropee in vari governi”.

“Come Verdi, offriamo soluzioni praticabili alle sfide più impellenti in Europa. Siamo con i sostenitori dei diritti dei rifugiati in Italia – elenca Keller -, come facciamo con le donne che lottano per i loro diritti in Polonia. Vogliamo cambiare l’Europa in modo positivo. Nel corso degli anni siamo cresciuti fino a diventare una famiglia europea forte e unita e insieme ci schiereremo contro il nazionalismo, lotteremo per proteggere il nostro clima e lavoreremo per costruire un’Europa sociale capace di difendere le nostre libertà civili”.

E l’Onda verde arriverà anche in Italia. Monica Frassoni ci crede, “abbiamo una proposta competitiva, insieme a Italia in Comune. Stiamo finalizzando un accordo e sono relativamente ottimista – dice con scaramantica prudenza – che avremo la nostra proposta e che ci saremo anche noi, anche grazie ai viaggi che Ska e Bas faranno, a breve, in Italia”.