- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 29 Luglio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » “Dobbiamo rimettere insieme un Paese diviso”. May apre a Corbyn, e lui accetta

    “Dobbiamo rimettere insieme un Paese diviso”. May apre a Corbyn, e lui accetta

    La premier cerca un accordo con il quale ottenere un breve rinvio rispetto alla scadenza del 12 aprile, ma non oltre il 22 maggio. "Serve l'unità nazionale per onorare l'interesse nazionale"

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    2 Aprile 2019
    in Politica
    Jeremy Corbyn e Theresa May

    Jeremy Corbyn e Theresa May

    Bruxelles – “Dobbiamo rimettere insieme un Paese diviso… così non si può andare avanti”. La premier britannica Theresa May apre all’opposizione, e il suo leader, Jeremy Corbin, accetta di sedersi al tavolo. Per tenere insieme il regno, e per realizzare la Brexit.

    E’ l’ultima speranza per la premier di portare a casa un accordo che consenta alla Brexit di avvenire (primo suo obiettivo) senza che ci siano strappi troppo duri con l’Unione europea e senza danno troppo gravi per i suoi concittadini. Per farlo chiede l’aiuto dei laburisti, spiegando che così non si può andare avanti, che sono “tempi difficili” in cui “la passioni si accendono”, ma che il Paese deve essere riunificato.

    Dopo sette ore di riunione di gabinetto May non dice quali contenuti potrebbero esserci in un documento sottoscritto, e votato, anche dai laburisti, è troppo presto per dirlo, ma vuole riuscire a trovare l’intesa prima del vertice europeo del 10 aprile, ed arriva anche a dire che se non si troverà un accordo bilaterale allora è pronta a sottoporre al Parlamento, insieme a Corbyn, varie scelte, per poi adeguarsi a quella che prevarrà, se mai ce ne sarà una.

    E’ il passo disperato di chi votò remain e poi si è votata al leave, aprendo le braccia a chi ha sempre accarezzato il leave, Corbyn, ma che l’ha interpretato in maniera più morbida. Non c’è nulla di scritto, non è affatto detto che un accordo tra i due poi possa trovare il consenso dei rispettivi deputati, anzi è certo che per molti non sarà così, però è un passo ragionevole, “sano”, dopo tre anni di “dispotismo” della premier, che non ha mai voluto ascoltare i deputati del regno ed ora, per salvare la patria da un no deal che sarebbe disastroso. Pur se May ha avuto ancora la forza di dire che nel lungo termine sarebbe un bene per i britannici.

    I brexiters più duri, quelli di Eton e delle società all’estero, si sono rivoltati come serpenti, accusandola di scendere a patti con “un noto marxista” (Corbyn), che affermano senza vergogna che lei preferisce questo passo al bene del suo partito (Jacob Rees-Mogg). Se May ha una possibilità di non passare alla storia come il peggior primo ministro britannico se la sta invece giocando ora, dando un po’ più di senso alle parole “popolo britannico”, riconoscendo che una buona parte di questo è anche tra i laburisti. Chissà quanti, però, probabilmente tanti, vorrebbero andare a votare in un nuovo referendum, che qualcuno ancora proverà a chiedere.

    Poi, certo, con questa mossa la premier spera di evitare altre scelte che sono ancora tutte possibili: dimissioni, elezioni anticipate, un secondo referendum, la cancellazione di tutto il processo, il no deal.

    Dunque ora May in questo momento “in cui serve l’unità nazionale per onorare l’interesse nazionale”, si vedrà con Corbyn e cercherà un’intesa, il necessario “compromesso”, ha detto, con il quale aggiornare l’accordo fatto con l’UE, che non può essere modificato. Se troverà l’intesa la premier chiederà ai leader UE una “breve proroga” che, ha sottolineato “non vada oltre il 22 maggio”, per avere il tempo di formalizzarne i passaggi in Parlamento, dunque senza elezioni europee per i britannici e nel rispetto, sostanziale, della tempistica concordata due settimane fa con Bruxelles in caso di uscita con un accordo. Che è sempre possibile.

    Tags: accordobrexitdiscorsointesaJeremy CorbynTheresa May

    Ti potrebbe piacere anche

    Photo de Ray Harringtonsur Unsplash
    Le Brevi

    L’UE rinnova l’accordo con le Seychelles per la pesca sostenibile del tonno

    27 Luglio 2026
    Distretto di polizia alla base militare britannica di Krotiri, a Cipro [foto: Dickelbers/Wikimedia Commons, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Souvereign_Base_Areas_Police_station_on_Cyprus.JPG]
    Politica Estera

    Iran ed Europa della difesa, per l’UE il nodo delle basi militari britanniche a Cipro

    27 Luglio 2026
    Il saluto dell'Eurocamera agli eurodeputati britannici il 29 gennaio 2020. Source: Imagoeconomica
    Politica Estera

    Europei favorevoli al ritorno di Londra nell’UE, mentre a Kiev chiedono prima le riforme: i dati di Polling Europe Euroscope

    20 Luglio 2026
    Proteste per la brexit [Foto: Unsplash]
    Politica Estera

    Regno Unito, ‘il decennio del rimpianto’: la maggioranza dei britannici ora voterebbe per il rientro nell’UE

    23 Giugno 2026
    UE Regno Unito Brexit- Erasmus (fonte: iStock)
    Politica Estera

    Dieci anni dalla Brexit: crescita frenata, sei premier e un sondaggio scoraggiante

    23 Giugno 2026
    Da sinistra: il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron [Londra, 7 giugno 2026. Foto: Lauren Hurley / No 10 Downing Street, via imagoeconomica]
    Politica

    Regno Unito, Starmer si dimette. Burnham pronto per guidare il Paese e i laburisti

    22 Giugno 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    [foto: imagoeconomica]

    Dal conflitto in Iran inflazione da shock dell’offerta, su cui la BCE può poco

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    29 Luglio 2026

    Gli esperti dell'Eurotower: "L'aumento dei prezzi attualmente in corso causato da sviluppi che sono in gran parte al di fuori...

    Trasporti - clima - calore - Europa

    Trasporti UE sempre più vulnerabili al clima estremo: entro il 2050 ondate di calore fino a 30 volte più frequenti

    di Annachiara Magenta annacmag
    29 Luglio 2026

    È quanto emerge dallo studio guidato dalla Vrije Universiteit Brussel (VUB), che ha analizzato l'esposizione di strade, ferrovie, porti, vie...

    Donald Trump

    L’UE teme le interferenze degli Stati Uniti nelle elezioni europee

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    29 Luglio 2026

    Le preoccupazioni sollevate in Parlamento europeo da Fabio De Masi (NI). La Commissione non lo esclude, e si dice pronta...

    Gas - stoccaggi

    Gli stoccaggi di gas in Europa sono ai minimi storici

    di Rodolfo Fabbri @ErreFabbri
    29 Luglio 2026

    Polonia, Portogallo e Italia i Paesi UE con i il maggiore livello di stoccaggio

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione