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    Home » Editoriali » Quel pensiero unico che nessuno può giudicare

    Quel pensiero unico che nessuno può giudicare

    Virgilio Chelli di Virgilio Chelli
    17 Febbraio 2020
    in Editoriali

    In materia di ambiente, scienza, finanza è diventato obbligatorio adeguarsi al mainstream della correttezza politica in continua correzione senza farsi troppe domande. Perché altrimenti si scoprirebbe che…

    Correva l’anno 1966, i sovietici facevano atterrare per la prima volta un modulo senza umani sulla luna dando una spinta ai programmi spaziali americani, in Cina esplodeva la sanguinaria Rivoluzione Culturale, che tanto affascinò studenti e maître à penser europei, e in Italia il ‘Casco d’oro’ Caterina Caselli cantava a Sanremo ‘Nessuno mi può giudicare’. Qualche mese dopo la cantante modenese però chiede ‘Perdono’ e nel 1967 confessa: ‘Sono bugiarda’. Per ora, nell’emisfero occidentale del pianeta Terra 54 anni dopo, siamo fermi alla prima puntata: il Pensiero Unico in ‘correzione continua’, nel senso che il politicamente corretto viene continuamente aggiornato alla versione più estremista, giudica tutti ma non si fa giudicare da nessuno, pena la gogna sui media e sui social, versione digitale della Colonna Infame, destinata agli sventurati presunti untori della peste milanese nel 1600.

    JOSEP BORRELL COLPEVOLE DI ‘LESA GRETA’ COSTRETTO A SCUSARSI

    Un caso recente è quello del catalano Josep Borrell i Fontelles, che da dicembre ha preso il posto dell’Italiana Federica Mogherini come Alto rappresentante della politica estera di Bruxelles, che ha osato parlare di ‘Sindrome di Greta’ chiedendosi se i giovani che manifestano nelle piazze europee contro il cambiamento climatico siano coscienti dei costi, e se capiscano che dovranno ridurre il loro tenore di vita per compensare i minatori di carbone polacchi che resteranno disoccupati. Avrebbe potuto anche citare i miliardi di abitanti del resto del pianeta, dall’Asia all’Africa, per i quali misure troppo aggressive sulle emissioni vorrebbero dire brusco ritorno alla povertà assoluta. Borrell è stato subito bersagliato da accuse di ‘lesa Greta’, che ovviamente nessuno può giudicare, comprese quelle del connazionale indipendentista Carles Puigdemont (guarda caso Borrell è anti-separatista), e ha dovuto fare pubblica ammenda chiedendo scusa per “l’inappropriato riferimento all’importante movimento giovanile che combatte il #climatechange”. Ovviamente con un tweet.

    IL PRECEDENTE DEL SOVIETICO LYSENKO, CHE CONTRIBUI’ A FAR MORIRE DI FAME MILIONI DI RUSSI

    Altri due territori nei quali il Pensiero Unico non si lascia giudicare sono quelli della scienza e della finanza. Nel primo caso, la scienza viene costretta ad essere ‘amica’ della Natura, altrimenti è connivente con le multinazionali che ci vogliono alimentare con gli OGM o venderci farmaci e vaccini contro malanni e epidemie inventate al solo scopo di venderli. Una scienza non amica della Natura non è vera scienza, ma marketing. Niente di nuovo. Negli anni 30 lo ‘scienziato’ sovietico Lysenko, convinto che DNA e genetica fossero invenzioni capitaliste, costrinse con la benedizione di Stalin gli agricoltori russi a rivoluzionare i metodi di piantagione secondo la sua teoria ‘classista’ del mondo vegetale, contribuendo alla disastrosa carestia che costò milioni di morti alla repubblica sovietica nata dalla rivoluzione bolscevica. Anche nel caso di OGM e vaccini il Pensiero Unico è un prodotto del mondo sviluppato occidentale, e non tiene conto dei danni molto seri che, se applicato alla lettera, può provocare nel resto del pianeta, incamminato sul sentiero di uscita dalla povertà, problema che di solito comincia dalla disponibilità di cibo.

    FINANZA SOTTO ACCUSA PER LA GRANDE CRISI, MA IL VERO COLPEVOLE ERA LA POLITICA

    Passiamo alla finanza, la vera bestia nera del Pensiero Unico e senza dubbio la strega da mandare al rogo dopo la Grande Crisi aperta dal fallimento di Lehman Brothers nel settembre del 2008. Come la scienza, la finanza è uno strumento, che si può usare bene o per costruire bombe atomiche, come quella dei mutui subprime americani. A inizio 2003, Bush junior ha appena trascinato l’America nella guerra in Iraq e ha il problema di aumentare i consensi per vincere il secondo mandato tra pochi mesi. Si inventa la “ownership society”, dove tutti, anche i vagabondi senza reddito, devono aver il diritto di diventare proprietari di una casa. Il messaggio viene trasmesso per una serie di canali al sistema della finanza, che si adegua. Mutui per tutti, fino al 110% o 120% o anche oltre il valore stimato dell’immobile, chiudendo un occhio, o anche due, sulle garanzie. Ovviamente funziona, Bush junior a novembre 2004 viene rieletto alla grande, la cosa piace anche ai democratici, e si gonfia la più stratosferica bolla immobiliare della storia americana, visualizzata nel grafico qui sotto.

    SENZA LA FINANZA GLOBALE IL MONDO NON SVILUPPATO LO SAREBBE ANCORA

    Come tutte le bolle, anche questa esplode 4 anni dopo la rielezione di Bush junior, con fragore globale, perché a differenza di fine 1800 la finanza si è appunto globalizzata. Banchieri e broker da impiccare agli alberi di Central Park? Magari anche sì. Ma la finanza ha solo fatto quello che per sua natura sa fare, vale a dire quattrini, andando dietro alla politica che le diceva: puoi fare tutte le porcherie che vuoi, basta che se uno entra in banca e chiede un mutuo, fosse anche un suonatore di fisarmonica in metropolitana (è successo davvero!) glielo date. Anche qui il Pensiero Unico non ha dubbi, la finanza è il male da mandare al rogo. Ma anche qui si dimentica che senza finanza i capitali accumulati nei paesi sviluppati, dove guarda caso è nato, non avrebbero potuto spostarsi ed essere investiti nel resto del mondo, dove proprio grazie a quei capitali centinaia di milioni di persone sono passate dalla ciotola di riso e dai bisogni all’aperto all’hamburger e alla casa in città con acqua corrente e gabinetto.

    Tags: finanzaGretamutui subprimePensiero Unicopolitica

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