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Zero rifiuti e meno sprechi: la Commissione UE lancia il nuovo piano per l'economia circolare

Zero rifiuti e meno sprechi: la Commissione UE lancia il nuovo piano per l'economia circolare

Bruxelles – Dimezzare i rifiuti urbani entro il 2030, armonizzare la raccolta differenziata in tutta Europa, limitare i prodotti monouso, sostenere e monitorare il mercato delle materie prime seconde. Queste alcune delle strategie inserite nel Piano d’azione per l’economia circolare, adottato ieri [11 marzo] dalla Commissione UE e presentato dal commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius. Rafforzare la competitività dell’industria europea, dare potere ai consumatori e allo stesso tempo proteggere l’ambiente: questi gli obiettivi della strategia, menzionati dal commissario nel suo intervento.

Si tratta di un pacchetto di linee programmatiche che interessa l’intero ciclo di vita dei prodotti e che rientra nell’ambito della strategia industriale e del Green Deal lanciati dall’esecutivo europea. Elettronica e TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione), batterie e veicoli, imballaggi, plastica, tessili, edilizia e alimenti: la strategia europea per l’economia circolare si interessa ai settori che utilizzano più risorse e che hanno un “potenziale di circolarità” elevato.

Di questi settori, monitora la fase di progettazione e di produzione affinché siano “funzionali” all’economia circolare: l’obiettivo è dunque quello di garantire che le risorse utilizzate siano mantenute il più a lungo possibile all’interno dell’economia dell’UE, in modo da ridurre al minimo gli sprechi. L’attenzione della Commissione nei prossimi mesi si concentrerà soprattutto sull’evitare del tutto i rifiuti e trasformarli in risorse secondarie, ma di alta qualità.

Per la Commissione europea, l’economia circolare “può dare un contributo decisivo alla decarbonizzazione del continente europeo”. Solo negli ultimi anni, diversi studi hanno dimostrato il potenziale sostanziale della circolarità come strumento di mitigazione dei cambiamenti climatici: in una nota la Commissione spiega che quasi la metà delle emissioni totali di gas serra proviene dall’estrazione e dall’elaborazione delle risorse.

“Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, preservare il nostro ambiente naturale e rafforzare la nostra competitività economica, è necessaria un’economia completamente circolare”. Al momento, avverte il vice presidente esecutivo per il Green Deal, Frans Timmermans, l’economia europea è ancora per lo più lineare, con solo il 12 per cento di materiali e risorse secondari riportati nell’economia. 

Sul versante tecnologico ed elettronico, l’idea dell’UE è quella di inserire nel mercato europeo prodotti che siano in grado di durare più a lungo, che siano più facili da riparare e aggiornare, da riciclare e, infine, riutilizzare. La Commissione vaglia l’ipotesi di introdurre il caricatore universale per i telefonini e inoltre l’inserimento di una “diritto alla riparazione” per smartphone e computer per i cittadini europei. L’idea della Commissione UE è anche quella di una “responsabilizzare i consumatori”, i quali dovranno avere “accesso a informazioni affidabili su questioni quali la riparabilità e la durabilità dei prodotti per aiutarli a compiere scelte sostenibili dal punto di vista ambientale”.

Quanto ai rifiuti, saranno introdotte misure per la loro riduzione, con l’idea di aumentare i rifiuti riciclati e cercando anche di minimizzare le esportazioni di rifiuti al di fuori dell’UE. L’obiettivo di Bruxelles è quello di lanciare un modello unico e armonizzato per la raccolta differenziata e l’etichettatura dei prodotti.

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