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Migranti, il Coronavirus ritarda il ricollocamento di 1.600 minori dalla Grecia

Migranti, il Coronavirus ritarda il ricollocamento di 1.600 minori dalla Grecia

Bruxelles – Francia, Germania, Lituania, Finlandia, Lussemburgo, Portogallo, Irlanda e Croazia: sono otto in tutto i paesi dell’UE disponibili ad accogliere almeno 1.600 minori non accompagnati provenienti dalle isole greche, secondo uno schema di ricollocamento su cui la Commissione europea sta lavorando.

A un mese dall’annuncio dell’Esecutivo di voler preparare un programma europeo per trasferire minori non accompagnati e altre categorie di soggetti considerati ‘vulnerabili’ (stabilito il 6 marzo), proseguono gli sforzi per alleggerire la pressione migratoria sulle isole della Grecia, aggravatasi dopo la decisione della Turchia di lasciare libero il passaggio ai migranti verso l’UE.

Sforzi che sono ritardati dalla necessità di una risposta europea al Coronavirus, ma che al tempo stesso la pandemia rende ancora più impellenti visti i timori che possa scoppiare un focolaio del virus all’interno dei campi di accoglienza allestiti sulle isole della Grecia. Tanto che i minori non accompagnati potrebbero essere trasferiti dai campi di accoglienza in hotel o altri alloggi delle isole prima di essere ricollocati effettivamente nei paesi europei che si sono resi disponibili. Almeno questo è l’intento della Commissione europea, precisa il portavoce Jahnz Adalbert nel corso del rituale briefing con la stampa [6 aprile].

La commissaria europea per gli Affari Interni, Ylva Johansson

Come anticipato dalla commissaria europea per gli Affari Interni Ylva Johansson nel corso di un’audizione in Parlamento, l’idea dell’esecutivo è quella di trasferire i primi minori già questa settimana, “almeno prima di Pasqua”. Per Johansson il dialogo con gli otto Paesi in questione è positivo, “mostrano segni concreti di solidarietà proprio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno” dice di fronte alla commissione LIBE (per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni) dell’Europarlamento.

L’esecutivo non esclude neanche che il numero dei paesi disposti ad accogliere i ragazzi non accompagnati possa aumentare nel corso delle prossime settimane: è aperto, se pur rallentato, il dialogo con gli altri paesi membri sulla questione. Johansson ha annunciato che i primi ricollocamenti saranno verso il Lussemburgo, che già a inizio marzo si era reso disponibile ad avviare subito la procedura.

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