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'Recovery bond' garantiti dal Bilancio UE: la proposta degli eurodeputati contro il Covid-19
L'emiciclo del Parlamento europeo

'Recovery bond' garantiti dal Bilancio UE: la proposta degli eurodeputati contro il Covid-19

Bruxelles – Concordare un piano comune di ripresa dalla pandemia Covid-19 nel quadro di un Quadro finanziario pluriennale (Qfp) dell’Unione europea più ambizioso. Questa la richiesta congiunta degli eurodeputati liberali di Renew, dei socialdemocratici, dei popolari e dei verdi che in una proposta di risoluzione chiedono alla Commissione UE di valutare l’introduzione di  ‘recovery bond’ – obbligazioni vincolate alla ripresa – che sarebbero garantiti dal bilancio dell’Unione europea, da inserire nel pacchetto per la ripresa economica dei paesi UE post-pandemia.

Dopo che l’opzione di ricorrere agli Eurobond è stata di fatto esclusa dalle conclusioni dell’ultimo vertice Eurogruppo, il tema torna centrale anche in Parlamento e sarà discusso dai gruppi politici domani mattina insieme ad Ursula von der Leyen e Charles Michel. I vertici di Commissione e Consiglio UE interverranno domani nel corso della seconda plenaria virtuale della storia dedicata a come rafforzare il coordinamento dell’UE contro il Covid-19.

Nel testo dell’atto di indirizzo gli eurodeputati chiedono alla Commissione un pacchetto finalizzato alla ripresa economica post-Covid, e menzionano la necessità di un Quadro finanziario pluriennale più sostanzioso, da aggiunge ai fondi e strumenti finanziari dell’UE già esistenti e alle obbligazioni di recupero o recovery bond che sarebbero garantite dal bilancio dell’Unione. Non si parla, viene specificato, di una mutualizzazione del debito esistente ma il provvedimento dovrebbe essere orientato solo agli investimenti futuri. Agli Stati membri dell’area euro è rivolto inoltre l’appello ad attivare “i 410 miliardi di euro del Meccanismo europeo di stabilità (MES) con una linea di credito specifica”.

I firmatari della risoluzione contemplano l’idea di un pacchetto di recupero e ricostruzione che vada oltre il solo ricorso al MES, alla Banca europea per gli investimenti e alla Banca centrale europea, ma che sia legato al nuovo quadro finanziario pluriennale. Proprio il prossimo Qfp – su cui le trattative tra i governi dei Ventisette si erano arenate ormai mesi fa – dovrà essere necessariamente più ambizioso, con un bilancio più elevato e in linea con gli obiettivi dell’Unione. Non solo, ma gli eurodeputati invitano gli Stati membri a raggiungere rapidamente un accordo su questa nuova proposta di bilancio e invitano (nuovamente) la Commissione a presentare un piano B di emergenza in caso di mancato accordo tra i 27.

La ripresa economica del continente europeo, come sottolineato in precedenza anche dall’Esecutivo comunitario, dovrà essere orientata sul Green Deal europeo e sulla trasformazione digitale, per “rilanciare l’economia, migliorare la sua resilienza e creare posti di lavoro e allo stesso tempo aiutare nella transizione ecologica”.

Le modalità di voto

Causa Coronavirus, la sessione plenaria straordinaria di domani e dopodomani (16 e 17 aprile) si svolgerà a Bruxelles, invece di Strasburgo – come tutte le sedute plenarie previste da qui a settembre – con le stesse modalità telematiche previste nella scorsa seduta del 26 marzo: il voto sarà organizzato attraverso l’indirizzo e-mail dei deputati.

Le altre votazioni

Insieme alla proposta di risoluzione per “rafforzare la cooperazione alla risposta dell’UE alla crisi economica e sanitaria”, gli eurodeputati voteranno per sbloccare un totale di 3,08 miliardi di euro dal bilancio dell’UE per sostenere i sistemi sanitari nazionali. Tali fondi saranno incanalati principalmente attraverso lo Strumento di sostegno alle emergenze (2,7 miliardi di euro) e il rescUE della Commissione europea (380 milioni di euro).

All’ordine della due-giorni anche la votazione sulle misure aggiuntive di sostegno ai pescatori e agli acquacoltori dell’UE “gravemente colpiti dalla pandemia”; il rinvio dell’applicazione del nuovo regolamento sui dispositivi medici, per evitare carenze o ritardi nell’immissione nel mercato; la votazione su misure aggiuntive che prevedano aiuti alimentari e assistenza alle persone in difficoltà a causa della pandemia.

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