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Pechino nega l'origine cinese del Coronavirus e censura una lettera degli ambasciatori UE

Pechino nega l'origine cinese del Coronavirus e censura una lettera degli ambasciatori UE

Bruxelles – Continua lo scontro tra Bruxelles e Pechino sulla narrativa relativa al Coronavirus. L’UE ha indirizzato a Pechino una lettera degli ambasciatori dell’UE per il 45mo anniversario dell’istituzione di legami diplomatici tra le due potenze (6 maggio 1975), in cui chiede maggiore cooperazione con Pechino. Ieri il China Daily, giornale/portavoce del Partito Comunista al governo cinese, ha pubblicato la lettera degli ambasciatori dell’UE in Cina, rimuovendo il riferimento all’origine cinese del virus che da mesi ha costretto il mondo a gravi restrizioni.

Secondo una ricostruzione di Politico, nel quarto paragrafo del testo pubblicato dal China Daily sparisce infatti il riferimento al fatto che il Coronavirus sia scoppiato in Cina e da lì si sia diffuso in tutto il resto del mondo negli ultimi tre mesi. Un portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) ha riferito a Politico che Bruxelles si rammarica che la lettera originale “non sia stata pubblicata integralmente dal China Daily”, osservando inoltre che la missiva non avrebbe potuto essere stata pubblicata senza il via libera da parte del ministero degli Esteri cinese.

Di questo era a conoscenza anche la Commissione europea, fa sapere un portavoce dell’Esecutivo comunitario nel corso del briefing con la stampa. “La delegazione europea in Cina ha già espresso le proprie preoccupazioni sull’accaduto al ministero degli Esteri cinese, aggiunge, e richiama l’importanza di una stampa libera e di altre libertà fondamentali”.  Bruxelles ha acconsentito alla pubblicazione del testo su China Daily, consapevole che avrebbe dovuto prima ricevere l’ok del governo di Pechino, perché ha ritenuto più importante diffondere alcune “delle priorità politiche dell’Unione europea, come il cambiamento climatico, la risposta globale al Coronavirus, la sostenibilità” sostiene la portavoce.

La versione pubblicata dal China Daily:

“As recently as mid-January, the year 2020 had been hailed as a crucial one for EU-China relations, with numerous high-level meetings aimed at deepening EU-China cooperation. But the outbreak of the coronavirus has meant that our pre-existing plans have been temporarily side-tracked as both the EU and China are fully mobilized to tackle what has now become a challenge of truly global proportions”.

La versione originale della lettera:

“As recently as mid-January, the year 2020 had been hailed as a crucial one for EU-China relations, with numerous high-level meetings aimed at deepening EU-China cooperation. But the outbreak of the coronavirus in China, and its subsequent spread to the rest of the world over the past three months, has meant that our pre-existing plans have been temporarily side-tracked as both the EU and China are fully mobilised to tackle what has now become a challenge of truly global proportions”.

Politico rileva inoltre che alcune delle ambasciate dei paesi membri in Cina, tra cui quella italiana, hanno pubblicato la versione originale della lettera, senza censura.

Il tutto avviene mentre gli Stati Uniti continuano a puntare il dito contro il governo di Pechino e la sua responsabilità nella diffusione del virus. Oggi il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, ha rinnovato le accuse nei confronti della Cina: “Loro sapevano. La Cina avrebbe potuto prevenire la morte di centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo e risparmiare l’entrata del mondo nella recessione economica globale”, ha detto Pompeo nel corso di una conferenza stampa. La Cina, dal canto suo, insiste nel respingere ogni accusa di un proprio coinvolgimento nella diffusione del virus. Non ci sono prove che il “virus abbia avuto origine in un laboratorio di Wuhan”, dice il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying.

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