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L'UE vicina a nuove norme per la tutela dei consumatori

L'UE vicina a nuove norme per la tutela dei consumatori

Approvato all'unanimità in commissione parlamentare il progetto di direttiva per rafforzare gli strumenti di ricorso contro la violazione dei diritti

Bruxelles- Con 20 voti a favore e nessuno contrario la Commissione giuridica del Parlamento europeo ha approvato oggi, 7 Luglio, l’accordo raggiunto tra il Consiglio dell’UE e il negoziatori dell’Eurocamera sul progetto di direttiva sulle azioni per la tutela degli interessi dei consumatori.

Lo scopo della direttiva, che fa parte del “New Deal per i consumatori”, è di garantire una maggiore protezione dei consumatori  attraverso il rafforzamento degli strumenti di ricorso e risarcimento in caso di violazione delle norme commerciali europee.

L’accordo prevede l’attivazione di strumenti legali di protezione da parte degli Stati membri che dovranno assicurare procedure di ricorso comuni attraverso la creazione di organi rappresentativi volti a garantire i diritti dei consumatori all’interno del mercato UE.

La normativa affida agli “enti qualificati” riconosciuti dagli Stati membri la funzione di avviare azioni di ingiunzione o di ricorso, compresi il risarcimento e la sostituzione, per conto di gruppi di consumatori danneggiati da commercianti che abbiano violato uno degli atti giuridici dell’UE elencati nella direttiva .

Tra i settori commerciali protetti dalla normativa Ue figurano i servizi finanziari, le telecomunicazioni , la protezione dei dati, la salute, l’energia, i diritti dei passeggeri e l’ambiente.

Per quel che concerne i criteri di ammissione degli enti abilitati, la direttiva distingue due tipi di azioni rappresentative: le “azioni domestiche” avanzate da enti riconosciuti dai paesi membri che operano a livello nazionale e le azioni transfrontaliere mosse da enti qualificati ad operare in altri Stati membri al di fuori dei confini nazionali.

Al fine di evitare conflitti d’interesse , questi ultimi dovranno soddisfare una serie di criteri di trasparenza quanto alle modalità di finanziamento dimostrando la loro indipendenza da “interessi terzi”, dichiarare di non avere fini di lucro ed esercitare attività di difesa dei consumatori da almeno 12 mesi.

La direttiva stabilisce inoltre norme chiare sui costi relativi alle azioni rappresentative per il risarcimento dei danni basate sul principio di “chi perde paga” per non fomentare l’abuso di cause legali volte all’arricchimento dei servizi di consulenza giuridica.

Spetta ora al Consiglio dell’Ue e al Parlamento (nelle loro plenarie) di approvare in prima lettura l’accordo definitivo. La direttiva entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE , i Paesi membri avranno quindi 24 mesi per convertirla all’interno del proprio sistema giuridico e ulteriori 6 mesi per farla applicare .