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Seconda ondata di Coronavirus: Il Belgio è interamente zona arancione

Seconda ondata di Coronavirus: Il Belgio è interamente zona arancione

Il numero dei positivi è aumentato esponenzialmente nelle ultime settimane anche nelle regioni di Bruxelles e di Liegi. Riguarda principalmente i giovani tra i 20 e i 40 anni che non rispettano le misure di "distanziamento sociale"

Bruxelles- Non sono più solo le Fiandre ad essere colorate d’arancione nella mappa regionale dell’epidemia pubblicata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC). Nell’ultima settimana (tra il 24 e il 30 Luglio) sono aumentati di 3.435 i positivi al Coronavirus in Belgio, di cui 2.338 registrati nelle Fiandre, 727 in Vallonia e 370 nella regione di Bruxelles, ed è ora l’intero territorio ad essere al di sopra dei 20 casi ogni 100.000 abitanti facendone l’unico paese europeo a essere interamente arancione nella mappa pubblicata il primo agosto dall’ECDC.

Carta regionale dell’epidemia in Europa pubblicata dall’ECDC

Di fronte ad un aumento esponenziale di casi negli ultimi giorni (siamo passati da + 591 di giovedì 30 Luglio a + 745 di domenica 2 agosto) e con una media di 25 nuove ospedalizzazioni al giorno nell’ultima settimana (+ 84% rispetto alla settimana precedente) i paesi Baltici (Lituania, Estonia, Lettonia) hanno già messo il Belgio nella lista dei paesi a rischio contagio e altri Paesi europei potrebbero fare lo stesso nei prossimi giorni.

Nella conferenza stampa del Centro di crisi sull’evoluzione del Covid-19 in Belgio tenutasi lunedì 3 Agosto, il capo del Dipartimento delle Malattie Virali dell’Istituto Superiore di Sanità belga Steven Van Gucht non ha esitato a parlare di seconda ondata che sta colpendo il Paese.

“C’è un reale aumento dei casi a partire dal 15 Luglio che non è giustificato dall’aumento del numero dei test che è solo del 20%. Il virus non si è preso nessuna vacanza e adesso non rappresenta un problema soltanto ad Anversa ma in tutte le province del Belgio, principalmente nei quartieri densamente popolati e a basso livello socio-economico”.

La provincia di Anversa continua ad avere il maggior numero di nuovi casi diagnosticati (1.418 tra il 24 e il 30 luglio) ed è soggetta a misure speciali (tele-working obbligatorio, coprifuoco tra le 23 e 30 e le 6 del mattino) ma è significativo l’aumento dei casi anche in Vallonia e nella regione di Bruxelles. La città di Liegi ha fatto registrare 305 nuovi casi nell’ultima settimana (+162 rispetto alla settimana precedente), a Namur la media è di 10 nuovi casi al giorno e nell’Hainault la progressione è costante da almeno due settimane.

Bruxelles è una delle città più colpite da questa seconda ondata, il numero di positivi è più che duplicato nell’ultima settimana (+353) e alcuni quartieri come Schaerbeek e Bruxelles-Ville fanno registrare una media di 10 nuovi casi giornalieri.

Sono i giovani tra i 20 e i 40 anni i più colpiti da questa ripresa estiva dell’epidemia, perlopiù asintomatici e raramente ospedalizzati. Il nuovo contagio è da interpretare alla luce della ripresa delle attività economiche e della vita sociale nei bar e nelle case, ma per evitare che raggruppamenti spontanei e feste siano il vettore di una nuova ondata che possa colpire di nuovo le fasce più deboli della popolazione, la prima ministra Sophie Wilmès ha fatto adottare nuove misure di distanziamento sociale. A partire dal 29 Luglio sono state ridotte da 15 a 5 il numero delle persone che possono far parte della “cerchia sociale” con cui non è necessario mantenere 1,5 metri di distanza ed è consentito ad un massimo di 10 partecipanti di poter assistere ad eventi e festeggiamenti privati, compresi compleanni e matrimoni.