- L'Europa come non l'avete mai letta -
martedì, 20 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Elezioni in Montenegro, a rischio la maggioranza filo-europeista del presidente Dukanovic

    Elezioni in Montenegro, a rischio la maggioranza filo-europeista del presidente Dukanovic

    I tre blocchi di opposizione festeggiano la vittoria, anche se sembra difficile un accordo di governo tra moderati e filo-russi. I risultati definitivi non sono però ancora arrivati e potrebbero spostare i fragili equilibri del Parlamento

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    1 Settembre 2020
    in Politica Estera

    Bruxelles – Potrebbe essere la fine di un’era trentennale per il Montenegro. Dopo le elezioni parlamentari di domenica 30 agosto 2020, il partito filo-europeista del presidente della Repubblica Milo Đukanović (Partito democratico dei socialisti) ha ottenuto il 35,06% dei voti, ma per la prima volta dal 1990 potrebbe non bastare per ottenere la maggioranza in Parlamento. Su 81 seggi potrebbe averne solo 30, e la ricerca di alleati che portino in dote i restanti 11 sarà più complessa che mai nella storia dei socialisti montenegrini.

    Celebra invece la vittoria l’opposizione: “Il Muro di Berlino è caduto anche in Montenegro. La libertà è arrivata, dopo 30 anni di potere assoluto doveva accadere”, ha commentato il leader di ‘Per il futuro del Montenegro’, Zdravko Krivokapić. Ma anche per gli auto-dichiaratisi vincitori potrebbe rivelarsi più complicato del previsto formare un governo stabile. Anche la possibilità che il Montenegro si allontani dalla sua recente vocazione europeista non sembra ancora essere un’opzione credibile.

    Il leader del blocco di opposizione ‘Per il futuro del Montenegro’, Zdravko Krivokapić

    Vincitori senza certezze

    A sfidare il Partito democratico dei socialisti – ininterrottamente al potere dal 1990 – si sono formati tre blocchi di opposizione: la coalizione filo-serba ‘Per il futuro del Montenegro’ (32,55%), la lista moderata ‘La pace è la nostra nazione’ (12,53%) e la piattaforma civica di ‘Nero su bianco’ (5,53%). Se dall’inizio della campagna elettorale i tre blocchi si sono promessi di trovare un’alleanza in caso di sconfitta dei socialisti di Đukanović, ora che la vittoria è quasi certa si rivelano tutte le divergenze politiche e strategiche.

    L’opposizione più forte, ‘Per il futuro del Montenegro’, è dominata dal partito populista di destra Fronte Democratico. Guidato dal professore universitario Zdravko Krivokapić, Fronte Democratico si oppone con forza alla presenza del Montenegro nella Nato (dal 2017) ed è a favore di una più stretta alleanza con la Russia.

    Al contrario, ‘La pace è la nostra nazione’ è composto dai Democratici del Montenegro, Demos e una serie di piccoli partiti e organizzazioni centriste (sia di centro-destra che di centro-sinistra). Moderati e filo-europeisti, difficilmente cambieranno traiettoria politica per assecondare un partito apertamente anti-europeista e filo-russo.

    L’opposizione liberale ‘Nero su bianco’ è invece guidata dai verdi di Azione Riforma Unita (Ura), oltre che da attivisti civici e giornalisti indipendenti. La lista si è schierata a favore del processo di integrazione del Montenegro nell’Unione Europea e si oppone con forza alle divisioni etniche e identitarie nel Paese.

    Viste le posizioni politiche, è chiaro che l’unico cemento che può reggere questo tipo di alleanza è l’opposizione al regime di Đukanović, considerato autocrate e corrotto dalle opposizioni e sotto osservazione da parte delle agenzie internazionali (nel 2020 un report dell’organizzazione non-governativa Freedom House ha declassato il Montenegro da democrazia a regime ibrido). L’unica soluzione praticabile potrebbe essere un “governo di esperti e tecnici”, come affermato dai tre blocchi durante la giornata elettorale, qualsiasi cosa – politicamente – voglia dire.

    Il presidente del Montenegro e leader del Partito Democratico dei Socialisti, Milo Đukanović

    La prima sconfitta del presidente

    Sette volte primo ministro e due volte presidente della Repubblica, Đukanović ha guidato la transizione del Montenegro prima durante il crollo dell’ex-Jugoslavia, poi nella separazione dalla Serbia e infine nella sua candidatura a Stato membro dell’Unione Europea: il 15 ottobre 2007 ha firmato l’Accordo di stabilizzazione e associazione e il 26 giugno 2012 il Consiglio dell’Unione europea ha approvato l’apertura dei negoziati di adesione.

    La campagna elettorale del presidente Đukanović è stata tutta impostata sulla stabilizzazione del Montenegro in ottica europeista e sulla questione religiosa. Dal dicembre 2019 lo Stato può confiscare terreni, monasteri e chiese che non siano in grado di provare i loro diritti di proprietà: la cosiddetta “legge sulla libertà religiosa” mira a scalfire l’influenza politica della Chiesa ortodossa serba nel Paese. Proprio Đukanović ha accusato la Serbia e la Russia di “sfruttare la Chiesa e l’opposizione pro-serba per minare l’indipendenza del Montenegro e il suo orientamento occidentale”.

    Nelle prime dichiarazioni che hanno seguito il voto, Đukanović ha poi affermato che con l’aiuto dei tradizionali alleati (in particolare le minoranze etniche albanesi e bosniache) il Partito democratico dei socialisti si potrà assicurare 40 seggi in Parlamento. Ne mancherebbe però ancora uno. Per questo motivo il presidente ha ammesso che il partito è senza maggioranza e che qualsiasi risultato definitivo sarà rispettato. In attesa delle elezioni presidenziali del 2023, questa tornata elettorale potrebbe essere la prima scheggia che scalfisce il potere quasi assoluto del presidente Đukanović.

    L’unica speranza per il mantenimento del suo potere risiede in un 1,5% di schede non ancora spogliate. Se all’apparenza può sembrare ininfluente, in realtà c’è la possibilità che si riveli determinante per gli equilibri parlamentari: basterebbe lo spostamento di uno o due seggi per rilanciare perfino le speranze di governo del Partito democratico dei socialisti.

    La commissione elettorale non ha ancora diffuso i risultati definitivi, che arriveranno nei prossimi giorni. Per il conferimento dell’incarico di formazione del governo è necessario attendere il quadro ufficiale dell’esito elettorale, prima di aprire le danze sulla ricerca di una qualsiasi delicata maggioranza parlamentare. Comunque difficilmente schierata su posizioni contrarie al processo di integrazione del Montenegro nell’Unione Europea.

    Tags: Consiglio dell'Unione europeaelezionimontenegrorussiaserbiaunione europea

    Ti potrebbe piacere anche

    ll presidente della sezione NAT del CESE, Stoyan Tchoukanov. Crediti: CESE
    Agrifood

    INTERVISTA / Stoyan Tchoukanov (CESE): “Necessario un coordinamento globale per rafforzare la sicurezza alimentare”

    20 Ottobre 2026
    Il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, e la commissaria europea per l'Allargamento, Marta Kos
    Le Brevi

    Elezioni in Serbia, sette eurodeputati osservatori al voto del 25 ottobre

    16 Ottobre 2026
    Zelensky, Costa, von der Leyen, allargamento
    Politica Estera

    Allargamento UE, Costa a Zelensky: “Puoi contare su di noi”. I Ventisette puntano sulle riforme

    16 Ottobre 2026
    La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Senato per le dichiarazioni prima del Vertice UE. 14 Ottobre 2026. Source: Imagoeconomica
    Politica

    Meloni prima del Vertice UE: la risposta al caro energia sia coordinata e rapida

    14 Ottobre 2026
    Scudo europeo per la democrazia. Crediti: Commissione europea
    Le Brevi

    Allargamento, il Centro europeo per la resilienza democratica coopererà con Paesi candidati all’adesione UE

    13 Ottobre 2026
    Bandiera del Montenegro. Crediti: Anna Kharkivska via Unsplash
    Le Brevi

    Il Montenegro si avvicina all’UE: chiusi tre capitoli negoziali su economia, statistica e politica sociale

    12 Ottobre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    [foto: imagoeconomica]

    Accordo tra popolari, socialisti e liberali al Parlamento UE sul pacchetto automotive

    di Giulia Torbidoni
    20 Ottobre 2026

    Secondo le prime informazioni trapelate, l'intesa raggiunta da PPE, S&D e Renew Europe scardina l'obiettivo di emissioni 0 sulle nuove...

    proteste contro il caro vita Italia Strasburgo

    Le proteste contro il caro vita accendono lo scontro a Strasburgo sulle risposte di Italia e UE

    di Annachiara Magenta annacmag
    20 Ottobre 2026

    Scuderi (Verdi) a Eunews: "Qualcuno fa profitto e quel qualcuno in Italia è ENI: quei profitti non vengono tassati per...

    Fonte: Servizio audiovisuale dell'Unione europea

    Il Parlamento chiede un centro europeo per le materie prime critiche e limiti all’export di rifiuti

    di Iolanda Cuomo
    20 Ottobre 2026

    L'Eurocamera approva la revisione del Regolamento UE, lanciata dalla Commissione a dicembre, ed è ora pronta ad avviare i negoziati...

    L'Alta rappresentante UE per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, e il commissario ai Partenariati internazionali, Jozef Síkela. Conferenza stampa a Strasburgo, 20 ottobre 2026. Source: EC Audiovisual

    L’UE rinnova la sua Strategia per l’Artico, von der Leyen: “Regione cruciale per il nostro futuro”

    di Annachiara Magenta annacmag
    20 Ottobre 2026

    Il nuovo documento aggiorna il quadro d'azione stabilito nel 2021 per rispondere alle profonde trasformazioni geopolitiche e ambientali degli ultimi...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione