- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 18 Gennaio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Net & Tech
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Salute
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Salute
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Economia » Italia attesa alla prova dei fatti, i fondi per la ripresa bisognerà saperli spendere

    Italia attesa alla prova dei fatti, i fondi per la ripresa bisognerà saperli spendere

    Il Paese ha un deficit di credibilità. Troppi i precedenti di risorse comunitarie con cui si è fatto fatica a capire cosa fare. Corruzione e pubblica amministrazione inefficiente altri punti interrogativi sull'affidabilità tricolore

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    28 Settembre 2020
    in Economia
    Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [archivio]

    Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [archivio]

    Bruxelles – L’Italia ha avuto tanto. Dal negoziato senza fine sulla strategia per il rilancio ha ottenuto circa 208,8 miliardi di euro tra sussidi (81,4 miliardi) e prestiti (127,4 miliardi). Solo per il Fondo di risoluzione (RRF) l’Italia ottiene circa 64 miliardi in garanzie. Nessuno come Giuseppe Conte è tornato così vittorioso dalla partita negoziale. Premessa: ottenere così tanto non si può considerare come un qualcosa di positivo, poiché implica che il Paese ha bisogno più di altri viste le maggiori difficoltà. Eppur tuttavia c’è un tesoretto europeo da usare per riparare i danni da coronavirus e ripartire. E qui si pone l’interrogativo d’obbligo: governo e sistema Paese sapranno usare le risorse messe a disposizione?

     

    I precedenti storici inducono, se non proprio allo scetticismo, quanto meno al dubbio. Tanto per avere un’idea, basta guardare gli ultimi dati sull’uso dei fondi strutturali, come aggiornati dalla Commissione europea. Al 30 giugno 2020 il Fondo europeo per lo sviluppo delle regioni (FESR), che per il periodo 2014-2020 destina all’Italia 31,4 miliardi di euro, è stato utilizzato al 35% delle sue dotazioni (10,9 miliardi spesi). E in questo caso va anche di lusso, se si considera che il 98% delle risorse è destinata a progetti e interventi già definiti. Ma se si guarda al Fondo sociale europeo (FSE), al 30 giugno di quest’anno risultava speso il 37% dei 16,8 miliardi di euro da utilizzare nello stesso settennato 2014-2020, con il 77% delle risorse destinate a misure stabilite.

    Ancora, al 31 dicembre risultava che appena il 66% del Fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale (FAESR) risultava impegnato in spese ‘decise’ ma non realizzate del tutto. In Italia in sostanza si fa fatica a capire cosa fare con I soldi messi a disposizione dall’Europa. E questo non è certo un bel biglietto da visita, specie nei confronti di chi non voleva concedere garanzie.

    Non è un problema di co-finanziamenti. Il co-finanziamento è la regola che vuole che lo Stato membro prima spende la propria quota per la realizzazione del progetti europeo, e poi l’UE mette il resto. L’Italia ha mostrato in passato incapacità di spesa, e non solo per via di regioni con ristrettezze economiche e un patto di stabilità interno da dover rispettare. Incapacità che hanno impedito ai fondi comunitari di arrivare. Il caso dei fondi strutturali è indicativo del problema Paese. Se non si riesce a decidere cosa fare delle risorse, è perché a monte c’è una difficoltà progettuale e strategica.

    La strategia nazionale chiesta agli Stati dalla Commissione europea per accedere alle risorse del fondo per la ripresa in tal senso offrono maggiori garanzie. Si vuole una lista precisa, rendicontata, delle cosa da fare. Ciò può aiutare a impegnare tutti i soldi e spenderli, traendo d’impaccio i governi nella loro definizione delle cose da finanziare. Almeno questo ostacolo può essere rimosso grazie all’Europa. Ma restano gli altri ostacoli tipici non solo dell’Italia, comunque molto tricolori: burocrazia e capacità.

    Lacci e laccioli amministrativi spesso legano le mani a imprese e soggetti desiderosi di contribuire al rilancio economico nazionale. E poi “il problema sta nella capacità amministrativa”, riconoscono a Bruxelles. Il messaggio è chiaro, ed è stato messo nero su bianco nella VII relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale. “L’Indice europeo della qualità di governo regionale per Italia, Grecia e Spagna, suggerisce che alcune regioni meno favorite di questi paesi potrebbero essere bloccate in una trappola in cui la bassa qualità amministrativa non consente di far decollare la crescita”.

    In un documento del 2018, la Commissione europea certificava “un peggioramento dei livelli di capacità e performance della Pubblica Amministrazione italiana in termini di rafforzamento della trasparenza e della responsabilità”. Le ragioni principali di questo deterioramento sono da ricercare nella “complessità della normativa, che è aumentata di pari passo di pari passo con l’incertezza dello Stato di diritto e la confusa ripartizione delle competenze tra i diversi livelli di governo”. C’è poi la questione della corruzione, “una delle principali preoccupazioni per il paese che occupa le posizioni più basse tra i paesi dell’Unione europea”. A Bruxelles sono consapevoli che “soprattutto a livello di governo locale, mancano sistemi di monitoraggio”.

    La situazione italiana è in sostanza nota a tutti. Quello che emerge, è che alla fine la Commissione europea è venuta in soccorso dell’Italia. Non è gratificante doverlo ammettere, ma dell’Italia ci si fida poco. Incapacità di spesa, incapacità progettuale, corruzione, cattiva amministrazione. Non sorprende che gli olandesi non volessero concedere all’Italia soldi a fondo perduto per timore che andassero perduti davvero. La Commissione nei fatti si fa garante. La lista delle cose da fare aiuta chi come l’Italia ha problemi a far tesoro delle risorse italiane.

    In tal senso il richiamo alle raccomandazioni specifiche per Paese è un altro tassello di questa strategia del sostegno della Commissione. All’Italia si chiede, da diversi anni ormai, la riforma della pubblica amministrazione. Anche qui vale la pena spendere qualche parola in più. Perché ci si ostina a chiedere una riforma di questo tipo all’Italia? Semplice. Sulla base delle informazioni a disposizione “la pubblica amministrazione italiana ha dovuto affrontare continue riforme dall’inizio degli anni novanta in quasi tutti i settori della gestione pubblica. Tuttavia, la performance del settore pubblico, compresa l’efficacia, non sembra influenzata“.

    L’Italia fa fatica a fare. Non sa progettare, e non sa innovare. La pubblica amministrazione, che giocherà una ruolo nel piano per la ripresa, ne è il fulgido esempio. L’Italia si presenta all’appuntamento con queste credenziali. La prima grande opera strutturale che serve è la credibilità, di cui il Paese è in forte deficit.

    Tags: coronavirusfondi europeigiuseppe conteinvestimentiitalianext generation eurecovery fundripresaspesa pubblicaue

    Ti potrebbe piacere anche

    Net & Tech

    Il Consiglio UE apre la strada alla creazione di gigafactory per l’Intelligenza artificiale

    16 Gennaio 2026
    Politica

    In Europa gli italiani cambiano alleanze per il Mercosur: il Pd con FdI e FI, Lega con M5S

    16 Gennaio 2026
    Difesa e Sicurezza

    Difesa, la Commissione propone primi esborsi SAFE per otto Paesi membri

    16 Gennaio 2026
    I voli Air Canada risultano cancellati all'aeroporto internazionale Pearson mentre gli assistenti di volo sono in sciopero a Toronto sabato 16 agosto 2025. [Photo by Sammy Kogan/CP/ABACAPRESS.COM]
    Mobilità e logistica

    Volo cancellato, le compagnie aeree devono rimborsare anche i costi di commissione

    15 Gennaio 2026
    Notizie In Breve

    Egitto, la Commissione UE eroga un miliardo di aiuti macro-finanziari

    15 Gennaio 2026
    Economia

    “Politiche di bilancio restrittive nel 2027 e nel 2028”: la BCE prepara a manovre lacrime e sangue

    15 Gennaio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    TikTok

    Tik Tok: nuovo meccanismo per limitare il social agli under 18

    di Enrico Pascarella
    16 Gennaio 2026

    Il social network implementa una procedura interna per controllare e sospendere i profili degli under 13. La pressione politica inizia...

    Il Consiglio UE apre la strada alla creazione di gigafactory per l’Intelligenza artificiale

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    Approvato un emendamento al regolamento sul calcolo ad alte prestazioni per consentire un maggiore sviluppo tecnologico e industriale. Le norme...

    In Europa gli italiani cambiano alleanze per il Mercosur: il Pd con FdI e FI, Lega con M5S

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    La sessione plenaria del Parlamento europeo ha nell'accordo di libero scambio con i Paesi del sud America il piatto forte...

    Difesa, la Commissione propone primi esborsi SAFE per otto Paesi membri

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    Chiesto al Consiglio di autorizzare l'erogazione per Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Portogallo, Romania e Spagna. Von der Leyen: "Fare...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Lettere al direttore
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione