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Covid19: i settori che hanno resistito all’attacco del virus

Covid19: i settori che hanno resistito all’attacco del virus

Casinò online, home delivery ed e-commerce: questi comparti non solo hanno risposto positivamente allo shock causato dalla pandemia, ma sono addirittura stati in grado di prosperare. A testimoniarlo ci sono indicatori come l’aumento dei fatturati, la crescita dei ricavi e l’ampliamento del personale

Roma – Il tema coronavirus sta catalizzando l’attenzione mediatica da mesi. Ed è sicuro che continuerà a farlo ancora per molto, dal momento che attualmente non esiste ancora un vaccino efficace contro il Sars-CoV-2. Del resto, di Covid se ne parlerà a lungo anche in conseguenza dell’impatto shock che la pandemia sta avendo e seguiterà ad avere sull’economia mondiale. Secondo le stime del Fondo monetario internazionale (Fmi), nell’anno in corso si subirà infatti una profonda recessione. La contrazione attesa a livello globale è quantificata in una perdita di ben 3 punti percentuali. E pensare che a gennaio 2020, quando il coronavirus ancora non faceva paura, l’Fmi aveva previsto una crescita economica del 3,3%.


Numerosi settori e mercati si sono trovati e continuano a trovarsi alle prese con il tentativo di contenere al meglio le perdite legate al crollo della domanda e della capacità produttiva. C’è da dire però che non tutti i bilanci e i fatturati sono stati impattati negativamente. Paradossalmente, in alcuni comparti le misure messe in atto per limitare il diffondersi dei contagi ne hanno accresciuto l’operatività e, di conseguenza, il volume d’affari generato. Vediamo allora quali sono i settori che hanno tratto un maggiore beneficio dal lockdown e dalla conseguente rivoluzione che ha investito i comportamenti dei consumatori.

Gambling online

I dati resi noti da Agimeg – l’Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco – parlano chiaro. Nel mese di marzo, e dunque in piena quarantena, gli Italiani hanno speso 94 milioni di euro nei casinò online, il 29,5% in più rispetto alla spesa di 72,6 milioni sostenuta nello stesso mese dell’anno precedente. Le ragioni del successo delle sale da gioco virtuali ai tempi del coronavirus si spiegano facilmente. Si guardi per esempio a Voglia Di Vincere casinò online, oggi un vero e proprio riferimento per i gambler del nostro Paese. La piattaforma offre una grandissima varietà di giochi da casinò targati Microgaming, accessibili 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, sia da postazione fissa che da mobile. Un gameplay sempre più autentico e reale contribuisce inoltre ad assottigliare definitivamente la differenza tra il gambling terrestre e quello virtuale.

Home delivery

Per non rinunciare al proprio cibo preferito e rendere meno amara la quarantena, evitando le interminabili file fuori dai supermercati, molti sono ricorsi alle consegne a domicilio “contactless”. Di fronte al boom delle richieste, diversi negozi di prossimità si sono trovati a dover gestire il problema della consegna degli ordini. Questo ha generato un aumento del numero di provider dotati delle infrastrutture fisiche e tecnologiche adatte a fornire questo genere di servizio. Convinti che il Covid abbia mutato definitivamente le abitudini di acquisto dei consumatori, gli analisti del settore ritengono peraltro che il mercato dell’home delivery sia destinato a crescere e a svilupparsi anche nel prossimo futuro.

E-commerce

Per comprendere in che misura la pandemia abbia positivamente impattato l’e-commerce è sufficiente guardare alle nuove assunzioni di Amazon. Lo scorso aprile il colosso di Jeff Bezos ha infatti reso nota l’intenzione di assumere 75mila persone in aggiunta alle 100mila unità già reclutate nei mesi precedenti per far fronte al boom di richieste generate dal coronavirus. Le modalità di acquisto dei clienti sono state completamente rivoluzionate; lo testimoniano le analisi effettuate da Netcomm, il Consorzio del Commercio Digitale Italiano. A partire dall’inizio dell’anno, nel nostro Paese ci sono 2 milioni di nuovi e-consumatori; di questi, più della metà hanno creato un profilo dopo l’esplosione della pandemia. Andando indietro di un anno, negli stessi mesi si contavano invece “soltanto” 700mila nuovi utenti.