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Il Digital Services Act e il Digital Markets Act

Il Digital Services Act e il Digital Markets Act

Di Davide Bevacqua

Roma – Il 15 dicembre scorso la Commissione europea ha presentato la proposta per un pacchetto di due Regolamenti in ambito digitale: il Digital Services Act (DSA) e il Digital Markets Act (DMA). Le due proposte sono centrali nell’ambito della strategia digitale dell’Unione, denominata “Plasmare il futuro digitale dell’Europa”, e vanno a regolare, sulla base dell’attuale Direttiva sull’E-commerce, i cosiddetti servizi digitali. Il termine identifica un largo insieme di servizi online – siti web, infrastrutture internet e soprattutto piattaforme online come i social network e i marketplace che vendono servizi e contenuti multimediali. L’esigenza di regolamentare tali servizi deriva da una serie di problemi che li affliggono. Tra questi possiamo annoverare le regole diverse tra gli Stati membri, la presenza e lo scambio di beni, servizi e prodotti illegali, la presenza di algoritmi poco trasparenti dietro le pubblicità presenti online e l’eccessiva influenza esercitata da poche grandi piattaforme.

Le due proposte, presentate dalla Commissione, verranno ora sottoposte al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione secondo la procedura legislativa ordinaria. Una volta approvati, il DSA e il DMA diverranno direttamente applicabili in tutti gli Stati membri, come tutti i Regolamenti dell’UE.

Il Digital Services Act

Il DSA armonizza una serie di vincoli sulla gestione dei servizi digitali, al momento regolamentati in maniera differente dai singoli Stati membri. Lo scopo dichiarato è quello di migliorare e potenziare il Mercato unico digitale sostenendo innovazione e crescita per le imprese che fanno uso o si occupano di servizi digitali. In particolar modo, si vuole favorire lo scambio di tali servizi anche tra Stati membri diversi. Allo stesso tempo, regole più uniformi e chiare saranno in grado di proteggere i consumatori e i loro diritti online, nonché di migliorare la trasparenza e chiarire le responsabilità delle piattaforme online.

Tali piattaforme sono al centro della proposta della Commissione, insieme ai cosiddetti fornitori di servizi di intermediazione, ovvero in grado di connettere tra loro gruppi di consumatori con gruppi di aziende e compagnie. Nello specifico, il DSA identifica quattro categorie, dalla presenza e influenza online crescente: i servizi di intermediazione, che facilitano lo scambio di informazioni tra un mittente e un ricevente; i servizi di hosting, che conservano temporaneamente o meno le informazioni ricevute; le piattaforme online, che oltre a conservare le informazioni le disseminano pubblicamente; e le piattaforme online di dimensioni molto grandi, che raggiungono oltre il 10% dei 450 milioni di consumatori digitali europei. Queste ultime sono l’oggetto principale del DMA.

A ognuna di queste categorie vengono imposti degli obblighi allo scopo di migliorare le trasparenza, la collaborazione con autorità nazionali, chiarire i termini e le condizioni imposti ai consumatori, fornire più strumenti per segnalare e rimuovere contenuti illegali. La Commissione europea e, nello specifico, il nuovo European Board for Digital Services godranno inoltre di maggiori strumenti per assicurare il rispetto delle nuove regole.

 

Servizi di intermediazione (obblighi cumulativi) Servizi di hosting(obblighi cumulativi) Piattaforme online(obblighi cumulativi) Piattaforme online molto grandi (obblighi cumulativi)
Relazioni sulla trasparenza
Obblighi in materia di termini di servizio, in modo che rispettino i diritti fondamentali degli utenti
Cooperazione con autorità nazionali
Punti di contatto unici e, dove necessario, rappresentanti legali
Avviso e obbligo di fornire informazioni agli utenti
Meccanismo di reclamo e di ricorso e risoluzione extragiudiziale delle controversie
Segnalatori affidabili
Misure contro comunicazioni offensive
Controllo delle credenziali di fornitori di terze parti
Trasparenza della pubblicità online proposta agli utenti
Segnalazione di reati
Obblighi nella gestione del rischio e responsabile della conformità
Controllo dei rischi esterni e responsabilità pubblica
Trasparenza dei sistemi di raccomandazione e possibilità di scelta agli utenti per l’accesso alle informazioni
Condivisione dei dati con autorità e ricercatori
Codici di condotta
Cooperazione nella risposta alle crisi

Fonte: tradotto dal sito della Commissione Europea

I nuovi obblighi vertono su due punti fondamentali: facilitare l’individuazione e la rimozione di contenuti, prodotti o servizi illegali, e definire le responsabilità dei fornitori di servizi digitali attraverso la standardizzazione delle regole in tutta l’Unione.

(Approfondimento a cura de Lo Spiegone. Vai sul loro sito per leggere tutto il testo)