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Angela Merkel - ©Zuma Press

Merkel: "Per la sanità sì alla modifica dei trattati europei, ma agendo con moderazione"

Per la cancelliera tedesca occorre tener conto delle diverse posizioni per non creare un'Europa divisa. Sulla Conferenza sul Futuro dell'Europa: "Spero si discuta di pochi argomenti e che riguardino la vita dei cittadini"

Bruxelles – Una modifica dei trattati europei? Angela Merkel si dichiara “sempre aperta all’ipotesi, a patto che abbia senso”. La domanda sull’opportunità di modifiche ai testi fondamentali per aumentare le competenze dell’Unione in materia sanitaria è stata posta durante un’intervista fatta alla cancelliera tedesca durante un evento organizzato dal Partito Popolare Europeo sul futuro dell’Europa.

Per Merkel la priorità è imparare dalla lezione della COVID-19 per migliorare il coordinamento tra gli Stati membri dell’UE, e nei suoi interventi il riferimento alle questioni nel campo sanitario è stato frequente. “La pandemia ci ha offerto una sfida globale e noi non eravamo preparati. La salute non è nelle competenze dell’UE, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci ha consigliato di comportarci guardando al mercato interno, perché il virus non si sarebbe fermato ai confini tra gli Stati”, ha il capo del governo federale. “Idealmente avremmo dovuto avere un approccio europeo anche nell’impostare le misure restrittive e di confinamento”.

Nel sottolineare i benefici di una risposta condivisa a livello europeo la cancelliera ha espresso il suo apprezzamento per la strategia dei vaccini seguita dall’UE. “Per quanto mi riguarda le decisioni prese sono state quelle giuste”, ha detto Merkel sottolineando l’importanza che la Commissione europea abbia direttamente provveduto all’acquisto delle dosi per conto degli Stati. “Una corsa al vaccino ci avrebbe turbato non poco. Molti Stati europei non avrebbero potuto accedere al siero e a soffrire della competizione sarebbero stati gli Stati più piccoli che non hanno siti di produzione dei vaccini”. E la cancelliera bacchetta chi rimprovera all’Unione Europea di non aver seguito l’esempio di Israele che “avrebbe somministrato pochissime dosi senza le esportazioni dell’UE”. Si dice meno entusiasta invece per la scelta di alcuni Paesi europei (Ungheria e Slovacchia) di provvedere all’acquisto dei vaccini non approvati dall’Agenzia Europea del Farmaco come il siero russo Sputnik V e quello cinese Sinopharm. “Quando non parliamo con un’unica voce ci mostriamo deboli come Unione Europea”, ha commentato.

In vista del lancio ufficiale della Conferenza sul Futuro dell’Europa Merkel chiede concretezza. “Spero che siano discusse poche cose e che esse riguardino la vita dei cittadini”, ha aggiunto. “Ci sono questioni strutturali che devono essere trattate, penso ad esempio alla proposta di un presidente della Commissione europea direttamente eletto dai cittadini europei. Ma alla luce della pandemia mi piacerebbe anche i cittadini per esempio si esprimano su una politica sanitaria europea comune, su cosa deve essere fatto insieme e cosa separatamente”.

La cancelliera è però più cauta sulla modifica delle leggi fondamentali dell’Unione Europea. “Sono gli Stati che decidono in merito”, ha affermato, invitando al rispetto del rispetto delle diverse posizioni. “Sono anche io d’accordo sulla necessità di superare il principio dell’unanimità che ostacola l’adozione delle decisioni in alcune materie in seno al Consiglio UE. Ma dobbiamo guardare avanti con moderazione altrimenti creeremo un’Europa divisa e ciascuno stato membro andrà per conto suo”. Concludendo ha detto: “C’è sempre stata una battaglia tra efficienza e tolleranza nell’UE, noi dobbiamo accettare la diversità europea, che è la forza della nostra Unione Europea”.

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