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Ceuta, 6.000 migranti sbarcano dal Marocco. Per il primo ministro spagnolo Sánchez è
Una parte della recinzione

Ceuta, 6.000 migranti sbarcano dal Marocco. Per il primo ministro spagnolo Sánchez è "crisi"

Rabat reagisce contro la decisione di Madrid di offrire cure mediche al leader del Fronte Polisario, il movimento indipendentista del Sahara Occidentale e usa l'arma dei migranti. Johansson: "La frontiera spagnola è una frontiera europea"

Bruxelles – Sono circa 6.000, di cui 1.500 minori. Dalle prime ore di lunedì 17 maggio migliaia di migranti hanno fatto ingresso a Ceuta, l’enclave spagnola a confine con il Marocco. La “crisi”, come l’ha definita il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, sarebbe stata la conseguenza della ritorsione del Marocco alla scelta di Madrid di fornire cure mediche a Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario, il movimento che dagli anni Settanta si batte per l’indipendenza da Rabat del Sahara Occidentale. Il Paese magrebino più volte utilizza l’arma dei migranti ospitati sul suo territorio nei suoi rapporti con la Spagna.

Si tratta di un flusso senza precedenti per Ceuta, che ha reso necessario il potenziamento dei militari già disposti al confine per il controllo della frontiera. Il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha affermato che 2.700 migranti irregolari sono già stati rimpatriati in Marocco. Nei video che circolano in queste ore si osserva una grande quantità di persone ammassata alla recinzione che divide l’enclave spagnola dal resto dello Stato nordafricano e altre che tentano di raggiungere la parte opposta a nuoto. Una persona è morta mentre cercava di raggiungere Ceuta via mare.

La situazione in corso a Ceuta è stato un argomento toccato dalla commissaria europea agli Affari interni Ylva Johansson nel suo intervento in Parlamento europeo martedì mattina (18 maggio) durante una discussione sugli ultimi eventi accaduti nel Mediterraneo. “La frontiera spagnola è una frontiera europea. L’Unione Europa vuole costruire una relazione con il Marocco basata sulla fiducia e su impegni condivisi”, ha affermato Johansson richiamando il partner africano all’obbligo di contrastare l’immigrazione irregolare.

“Piena solidarietà alla Spagna”, ha scritto in un tweet in spagnolo il vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas, il cui portafoglio comprende anche responsabilità in materia di immigrazione. “Abbiamo bisogno di un Patto per la politica migratoria europea: accordi con i paesi terzi; una protezione più robusta della frontiera; solidarietà tra gli Stati membri e una politica per l’immigrazione legale”.

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