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    Home » Cronaca » Appello degli scienziati alla Commissione UE: si faccia una valutazione del danno potenziale delle sigarette elettroniche rispetto a quelle tradizionali

    Appello degli scienziati alla Commissione UE: si faccia una valutazione del danno potenziale delle sigarette elettroniche rispetto a quelle tradizionali

    Una lettera alla commissaria alla Salute: “L'Europa deve avere una discussione completa e completa sulle sigarette elettroniche e, più in generale, intorno a tutti i sistemi alternativi di somministrazione della nicotina"

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    14 Giugno 2021
    in Cronaca
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    Bruxelles – La Commissione europea dovrebbe promuovere uno studio sul danno potenziale creato dalle sigarette “elettroniche” rispetto a quelle tradizionali. Ne è convinto un folto gruppo di scienziati e accademici che, in una lettera alla commissaria alla Salute Stella Kyriakides, contestano che una recente ricerca effettuata per conto dell’esecutivo europeo si sia concentrata solo sull’impatto delle sigarette elettroniche sulla salute dei fumatori rispetto ai non fumatori, non considerando così eventuali minori danni potenzialmente portati dalle “svapo” rispetto alle sigarette tradizionali.

    La lettera, precisano gli scienziati, tra i quali ci sono gli italiani Fabio Beatrice, Riccardo Polosa e Fabio Lugoboni, è stata scritta con l’intento di “contribuire a ridurre il carico sanitario dovuto al fumo…. causa di gravi malattie della salute sia nei fumatori che nelle persone indirettamente esposte all’emissione di fumo”. E per questo hanno seguito “con grande interesse il lavoro svolto dal Comitato Scientifico on Health, Environmental and Emerging Risks (SCHEER) sulle sigarette elettroniche”. Tuttavia, lamentano i firmatari della lettera, “lo SCHEER è stato incaricato dalla Commissione Europea di concentrarsi solo sull’impatto sulla salute delle sigarette elettroniche da parte di chi le usa rispetto ai non fumatori”.

    Dunque per questi esperti “l’opinione sulle sigarette elettroniche lascia gli utenti di sigaretta elettronica senza guida e informazioni chiare sul livello di rischio di questi prodotti rispetto alle sigarette tradizionali. Senza informazioni chiare sul rischio relativo associato alle sigarette elettroniche, gli utenti di le sigarette elettroniche possono essere portate alla conclusione errata che le sigarette elettroniche siano dannose come le sigarette tradizionali e quindi tornare a fumare sigarette”.

    “Essere talebani, puntando sui divieti assoluti, non serve se si vuole raggiungere l’obiettivo”, perché “quando una persona non vuole smettere o ha cercato di farlo senza riuscire, continuerà con la sigaretta classica. Sulle alternative in grado di diminuire il rischio derivante dal tabacco non servono ambiguità, ma informazioni, anche ai medici”, spiega Claudio Cricelli, presidente la Società italiana medici di medicina generale e delle cure primarie (SIMG).

    I firmatari della lettera, che citano autorevoli studi commissionati ad esempio dai governi britannico e francese, ammettono che “chiaramente le sigarette elettroniche non sono esenti da rischi. Tuttavia, hanno aiutato i fumatori a stare lontano dalle sigarette”, e questo, sostengono, è “un beneficio netto per la salute pubblica” perché questi prodotti “sono meno nocivi delle sigarette e di altri prodotti combusti”.

    Per avere anche a livello europeo un’indicazione “vorremmo chiedere alla Commissione Europea e SCHEER – esorta la lettera – ad avviare quanto prima un secondo parere scientifico sulle sigarette elettroniche per esaminare il profilo di rischio relativo” rispetto al fumo tradizionale.

    “Pensare, come ha affermato la Commissione europea, di intervenire solo sulla dipendenza da nicotina, vuole dire non aver esperienza del problema del tabagismo”, spiega ad ADNKRONOS Salute il professor Fabio Beatrice, docente della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università degli Studi di Torino e direttore del Centro antifumo San Giovanni Bosco di Torino. “Gli inglesi – aggiunge – hanno scelto la via della riduzione del rischio e sta funzionando, ci sono i dati. Non abbiamo certezze sul fatto che il fumo elettronico possa aiutare a smettere, ma sappiamo invece che è utile per ridurre il rischio tabagico da combustione”. Secondo Beatrice “il passaggio di un fumatore alle sigarette elettroniche o ai dispositivi a rischio ridotto descrive il desiderio di avere un’attenzione per la propria salute ed è un aspetto che deve essere preso in considerazione dalle istituzioni”.

    Per questo nella lettera alla Commissaria Kyriakides gli scienziati affermano che “l’Europa deve avere una discussione completa e completa sulle sigarette elettroniche e, più in generale, intorno a tutti i sistemi alternativi di somministrazione della nicotina. Ma questa discussione deve essere basata su una valutazione scientifica aggiornata. Non c’è altro modo che continuare a trovare tutti i potenziali modi per aiutare i fumatori che per qualsiasi motivo non vogliono o non possono smettere di fumare nicotina”. Per cui, concludono gli scienziati “un secondo o mandato complementare allo SCHEER sul rischio relativo delle sigarette elettroniche rispetto a continuare a fumare è quindi un logico passo successivo per completare la valutazione corrente e fornire a consumatori e fumatori informazioni accurate”.

    Tags: fumosigarette elettronichetabacco

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