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Merkel avverte sulla variante Delta:
Angela Merkel

Merkel avverte sulla variante Delta: "L'Europa a rischio quarta ondata, non abbassare la guardia"

"La pandemia non è finita, non è neanche vicina a esserlo", mette in guardia la cancelliera di Berlino al termine dell'ultimo Consiglio europeo che la vede alla guida della Germania. Contro il premier ungherese Orbán, il monito a continuare a discutere dei valori che uniscono l'UE: "Non siamo solo un mercato unico, ma un'Unione sulla base di valori comuni e condivisi. Se mancano questi abbiamo un problema"

Bruxelles – La pandemia non è finita, non abbassate la guardia. Così ha esordito Angela Merkel alla conferenza stampa che conclude il Consiglio Europeo del 24 e 25 giugno a Bruxelles, molto probabilmente l’ultimo che la vede alla guida della cancelleria tedesca prima dello scioglimento del Parlamento per le nuove elezioni, il 26 settembre. Mentre i casi di COVID legati alla variante Delta del Coronavirus continuano ad aumentare in tutta Europa, la cancelliera avverte che il Continente è “sul ghiaccio sottile” e di non abbassare la guardia se si vuole scongiurare una quarta ondata, probabilmente dopo l’estate.

Parla proprio di una possibile quarta ondata e usa toni preoccupati, tanto da ritornare sull’argomento più volte durante la conferenza stampa. Nel corso della giornata di ieri, quando i leader hanno discusso di COVID, la Germania era proprio tra i Paesi che hanno chiesto maggiore cautela e un approccio misurato e coordinato alle riaperture delle frontiere. Anche senza evocare direttamente la variante Delta, i leader nelle conclusioni insistono sul rimanere “vigili e coordinati per quanto riguarda gli sviluppi, in particolare l’emergere e la diffusione di varianti”. Anche se – ha precisato Merkel – per ora non hanno discusso le misure di frontiera da adottare per prevenire la diffusione della variante.

La situazione epidemiologica ora è buona, “riscontriamo progressi sulle vaccinazioni”, spiega. E’ quindi ora il momento giusto per intervenire ed evitare un deterioramento della situazione. Porta il caso di Paesi come il Regno Unito e Israele che sono più avanti dell’Europa sulle vaccinazioni, ma che mostrano sempre più incidenza nei contagi o ricoveri legati alla variante Delta. Da capo di governo Merkel si premura di sfruttare le telecamere per “sottolineare l’importanza di continuare con le accortezze negli spazi chiusi: indossate la mascherina, mantenete il distanziamento sociale per scongiurare una quarta ondata”. 

I leader hanno però parlato anche del Certificato digitale COVID dell’UE,” una grande storia europea di successo”, la definisce la tedesca. Non nasconde una nota di malumore per il fatto che i Paesi possano scegliere in autonomia se accettare nel certificato vaccini non autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA), come il vaccino russo Sputnik (in uso solo in Ungheria e in Slovacchia). Su questo la Germania ha chiesto alla Commissione di supervisionare per un approccio comune e coordinato, anche se essendo gli Stati padroni dei propri confini non c’è modo di costringerli a non andare in ordine sparso.

Merkel si mostra accalorata anche quando parla del premier di Ungheria, Viktor Orban, dopo che la controversa legge che vieta di discutere di omossessualità e orientamenti sessuali in luoghi pubblici frequentati da giovani ha fatto capolino sul tavolo dei capi di Stati e governo. “Rispetto e tolleranza per tutti sono alla base dei valori su cui l’Unione Europea si fonda”, ricorda Merkel. “Non è accettabile la discriminazione. Al Vertice abbiamo avuto una profonda discussione su quali sono i nostri valori comuni” e non è stata una discussione facile. “E’ stata onesta e importante, e non sono mancate polemiche”. Merkel definisce “un problema serio” il fatto che ci siano idee “così profondamente diverse” su cosa sia l’Unione Europea. Ed è chiaro che l’UE “non è solo un mercato interno, ma è una Unione sulla base di valori comuni e condivisi”. E se sono questi valori condivisi che mancano “bisogna continuare a discuterne”, ha aggiunto. Anzi, all’Unione Europea toccherà continuare a discuterne in futuro e a una Germania che, dopo oltre 15 anni, rimarrà senza la cancelliera Merkel.

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