- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 15 Agosto 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Opinioni » Il team von der Leyen insiste sulla prospettiva strategica, senza prospettive e poche strategie

    Il team von der Leyen insiste sulla prospettiva strategica, senza prospettive e poche strategie

    Il rapporto 2021 vidimato dal collegio dei commissari fa l'elenco di tante cose note, senza offrire vie d''uscita

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    8 Settembre 2021
    in Opinioni

    Bruxelles – I problemi sono stati trovati e identificati, ora qualcuno faccia qualcosa. La Commissione europea è brava a fare l’elenco delle cose che non vanno e che ancor di più non andranno da qui in avanti, ed è bravissima a non offrire soluzioni o suggerimenti innovativi. Il Rapporto di prospettiva strategica, il documento prodotto ogni anno, dall’insediamento di Ursula von der Leyen alla testa dell’esecutivo comunitario, per fare il punto della situazione e avere uno strumento utile per il programma di lavoro a medio-lungo periodo dell’UE, individua quattro grandi “megatrend” fonte di lavoro: cambiamenti climatici, accelerazione tecnologica, deterioramento dello Stato di diritto, crisi demografica. Un documento ‘datato’ nei contenuti nonostante pubblicato oggi (8 settembre).

    E’ fuori dubbio che le sfide individuate dal team von der Leyen nuove non sono. Nessuna novità, nessuna nuova crisi. Buone notizie, almeno su questo fronte. Ma come procedere? Parlando con gli Stati, come prassi consolidata vuole. Ma con un pizzico di novità. Il team von der Leyen propone “ministri per il futuro“, come se i governi non lavorassero per organizzare l’avvenire. Ma così si definiscono nel rapporto titolari di dicasteri a cui viene affidato qualche compito in più, nello specifico quello di “riunirsi informalmente almeno una volta all’anno” con la Commissione. Vuol dire niente possibilità di incontri decisionali.

    Non si capisce in cosa e quanto queste riunioni differiscano dai diversi formati ministeriali del Consiglio dell’UE, dove i responsabili per Ambiente, Affari interni, Lavoro, Competitività, una volta al mese si riuniscono alla presenza del membro dell’esecutivo comunitario responsabile per discutere dossier specifici, inclusi quelli toccati dai grandi megatrend individuati dalla Commissione. Si apre un canale di confronto in più per fare il punto della situazione, che replica un modello già esistente.

    Poi ancora, il capitolo immigrazione. Tema mai superato perché mai risolto. I Ventisette si dividono, e la Commissione UE avverte: complice la crisi climatica “entro il 2050, si prevede che 200 milioni di persone su base annua avranno bisogno di assistenza umanitaria“. Vuol dire che lo stress climatico “metterà alla prova i gruppi vulnerabili e contribuirà allo spostamento della popolazione e alla migrazione“. Non se ne esce, purché gli Stati non trovino un modo di risolvere una volta per tutte l’annosa questione della riforma delle regole comuni in materia di accoglienza e asilo. Dossier di competenza dei governi, e allora si rinnova l’invito a muovere passi avanti. Un film già visto, così come la ricetta in salsa a dodici stelle.

    Di fronte alla pressione migratorio in aumento la Commissione pone l’accento sulla necessità di lavorare in politica estera, con cooperazione internazionale, nel rispetto del multilateralismo. Tradotto: sì alla dimensione esterna del fenomeno migratorio, guai a parlare di redistribuzione. Anche qui niente di originale, nessun passo avanti.

    La Commissione dalle pretese geopolitiche resta incapace di far fronte alle grandi sfide, non prende iniziative e fa attenzione a non lavorare in modo da inimicarsi gli Stati. “Sentiamo che l’Europa deve adattare la sua politica estera a un ordine mondiale in mutamento”, il messaggio che la presidente dell’istituzione, Ursula von der Leyen, affida al comunicato stampa di rito che accompagna una conferenza stampa al responsabile per le Relazioni interistituzionali, Maros Sefcovic, forse perché imbarazzata essa stessa dalla pochezza di un documento di cui si fatica a comprendere portata e l’utilità. Un mix di ovvietà e vacuità sono il prodotto della riunione del collegio dei commissari alla prima sessione di lavoro dalla fine dell’estate e della pausa vacanze, dove sembra essere rimasto.

    Le dieci azioni utili a rispondere alle quattro grandi sfide prevedono formazione e qualificazione professionale, cooperazione internazionale per promuovere pace e stabiltà, sviluppare sistemi economici a prova di futuro, creare un sistema sanitario efficiente, fare in modo di avere accesso alle materie prime fondamentali. Tutti passi contenuti già nelle misure anti-crisi COVID e nella altre linee d’azione sviluppate dalla Commissione. Una ripetizione di quanto già detto e stabilito. A Bruxelles si concedono un rientro dalle ferie ‘soft’.

    Tags: climaimmigrazionemigrantiteam von der Leyenueursula von der leyen

    Ti potrebbe piacere anche

    rischi climatici, sviluppo sostenibile
    Green Economy

    Green Deal, UE verso la neutralità climatica al 2050 per ridurre la sua dipendenza energetica

    8 Settembre 2021
    Net & Tech

    Strategia UE 2050, iperconnettività e tecnologie emergenti al centro del progetto europeo di sovranità digitale

    8 Settembre 2021

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Migranti entrano a nuoto nella citta' di Ceuta, enclave della Spagna in nord Africa [foto: imagoeconomica]

    Nel 2026 gli ingressi irregolari calano, e la crisi migranti non c’è: Frontex sbugiarda i Paesi UE

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    14 Agosto 2026

    I dati preliminari di Frontex mostrano che tra gennaio e luglio gli attraversamenti contrari alle registrano complessivamente un 37 per...

    Emissioni Gas serra UE Eurostat

    Emissioni di gas serra, nell’UE aumentano dello 0,3 per cento nel primo trimestre 2026

    di Annachiara Magenta annacmag
    14 Agosto 2026

    Bruxelles - Le emissioni di gas serra dell’economia dell’Unione europea tornano a crescere nel primo trimestre del 2026, ma a...

    ASILO EUROSTAT

    Domande d’asilo di maggio 2026 in calo del 22 per cento nell’UE; l’Italia prima per richieste

    di Annachiara Magenta annacmag
    14 Agosto 2026

    I dati di Eurostat rilevano che ci sono state 9,4 prime richieste di asilo ogni 100.000 abitanti, un numero in...

    Carbone fossile Eurostat UE

    Uso del carbone ai minimi storici nell’UE: nel 2025 copre appena il 9,2 per cento dell’elettricità

    di Annachiara Magenta annacmag
    13 Agosto 2026

    Come rilevato dai dati di Eurostat, c'è una tendenza di lungo periodo che ha portato il carbone a passare da...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione