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    Home » Economia » Africa’s economic future: un ponte tra Africa e Italia per creare business

    Africa’s economic future: un ponte tra Africa e Italia per creare business

    Una settimana densa di appuntamenti a Roma, che si è aperta con la Terza Conferenza Ministeriale Italia Africa con 50 Paesi ospiti

    Maria C. Ferrara di Maria C. Ferrara
    15 Ottobre 2021
    in Economia

    Da tempo la politica estera italiana ha un’assoluta priorità per l’Africa. L’interesse italiano, verso l’Africa è orientato a garantire sia la crescita equilibrata del Continente che il nostro interesse nazionale, anche in un quadro transnazionale ed internazionale. L’Italia avendo una posizione geopolitica, al centro del Mediterraneo estende un dialogo formativo con l’Africa, in vista della crescente centralità che il Continente sta avanzando di fronte a fenomeni globali sempre più articolati; necessita un’azione di politica estera strutturata su: pace, sicurezza, governance e diritti umani, migrazioni e mobilità, cooperazione e investimenti, sviluppo economico sostenibile, lotta ai cambiamenti climatici, collaborazione culturale e scientifica.

    Da questi obbiettivi comuni e condivisi, l’Italia ha dedicato all’Africa una settimana densa di appuntamenti a Roma, che si è aperta con la Terza Conferenza Ministeriale Italia Africa (7/8 ottobre) organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, vi hanno partecipato le delegazioni di circa 50 Paesi africani, tra cui i rappresentanti dell’Unione Africana e delle altre principali Organizzazioni Regionali africane, oltre a personalità istituzionali italiane, rappresentanti del mondo economico, accademico e del terzo settore. Successivamente, (9-10 ottobre) si è svolta la 5° edizione IABW 2021 (Italia Africa Business Week) ‘’Building back better together’’.

    Dopo l’apertura dei lavori, con il discorso introduttivo di Cleophas Adrien Dioma presidente esecutivo IABW, Marina Sereni viceministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Italia, Denis-Christel Sassou Nguesso ministro della Cooperazione Internazionale e della Promozione del Partenariato Pubblico-Privato – R.Congo, Abdoulaye Diop ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione – Mali, Patrick Rajoelina ministro degli Affari Esteri -Madagascar, Charles Keter ministro dell’Energia – Kenya. Al meeting hanno partecipato, oltre 35 ministri e viceministri africani, innumerevoli ambasciatori italiani, esperti, imprenditori.

    L’evento è stato articolato in conferenze, ciascuna suddivisa in tematiche: Building back better together. Terzo Ethio-Italian business forum. Presentazione della proposta italiana “Release G20”: un piano di rilancio per i paesi africani. Building back better with women. Italia e AFCFTA: Nuova piattaforma di collaborazione per una crescita sostenibile. Formazione e sviluppo. Tassazione e inclusione sociale per la crescita economica in Africa. Biomedicale nei paesi africani: ITC e Medical Devices, una opportunità per un partenariato “della salute” tra Italia & Africa. Industria della moda e Sviluppo sostenibile in Africa. Agri-tech, energie rinnovabili e nuove tecnologie. Strumenti di finanziamento per le imprese che operano in Africa. Ridisegnare lo sviluppo attraverso i digital media: l’esperienza dei giovani. Diaspore e cooperazione allo Sviluppo. Strumenti finanziari per l’imprenditoria migrante. Sahel: sicurezza e sviluppo.

    Panel introduttivi creavano confronti e discussioni sulle nuove frontiere della ricerca scientifica nel continente africano e sulle opportunità di crescita e sviluppo rappresentate dal mondo universitario, sulla conoscenza della cultura africana, sulle nuove prospettive e le opportunità per le PMI italiane in Africa, sull’opportunità professionali dei giovani, delle donne e del coinvolgimento della diaspora africana e dell’imprenditoria migrante e delle opportunità del microcredito nelle azioni di sviluppo territoriale e ripresa post pandemica.

    IABW 2021, si conferma il primo evento del suo genere in Italia, accende i riflettori su tematiche economiche e di libero scambio ed export, particolare attenzione è stata rivolta all’imprenditoria femminile africana, a tal proposito si segnala il desk dell’Etiopia con il suo caffè, innovazioni tecnologica e crescita infrastrutturale , alle start-up e alle piccole-medie imprese; grandi prospettive di business per operatori commerciali italiani ed africani nel racchiudere e intensificare relazioni transnazionali e finanziarie, dando credito a nuove opportunità di crescita economica per i due Paesi.

    L’Italia sarà in grado di concretizzare le varie opportunità, sfruttando la sua posizione privilegiata, ma solo ad una condizione: potenziare la sua competenza logistica ed annullare i troppi ritardi burocratici.
    Secondo quanto emerge dall’indicatore elaborato dalla Banca Mondiale per i 160 paesi, l’Italia è al 19° posto in termini di performance logistica. Per potenziare quest’interesse economico, fondamentale per la qualità delle connessioni l’Italia ha predisposto nel quadriennio 2013-2017 investimenti pari a 147 miliardi di euro, il 2,8 per cento del PIL. Al fine di attirare anche capitali esteri e nazionali per potenziare i porti sono state istituite le Zone Economiche Speciali (ZES), ovvero territori in cui è possibile ricevere delle agevolazioni fiscali e/o amministrative. Allo stato attuale l’iter burocratico previsto dalla legge 59/2017 (che prevede deroghe di natura economico-giuridica), è stato completato dalle ZES di Campania, Calabria e Taranto. L’interesse manifestato dagli investitori stranieri, in particolare arabi, cinesi e indiani ( il fashion business indiano ha un valore di mercato da 93 miliardi di dollari nel 2025), verso le ZES italiane conferma l’urgenza di completare i passaggi necessari per renderle operative. Non è un caso che i maggiori porti mediterranei – Tanger Med in Marocco, Port Said in Egitto e Istanbul in Turchia, abbiano delle ZES strutturate in maniera tale da riuscire ad attirare nella gestione dei terminal uno o più grandi player logistici. (dati Centro Studi Confindustria).

    Nel prossimo decennio, l’intero globo sarà soggetto a fenomeni di crescente urbanizzazione e l’Africa sarà uno dei paesi che vedrà maggiori cambiamenti. Soprattutto assisterà ad un processo di rigenerazione e trasformazione in modo particolarmente rilevante nelle infrastrutture. Analizzando il trend di sviluppo del continente africano, identificando l’area su cui si investirà maggiormente, da un punto di vista economico, tecnologico, immobiliare e infrastrutturale e su cui, quindi, bisognerà incrementare l’attenzione.

    Iniziative per trasformare zone del territorio in aree urbanistiche abitative, industriali o di servizio e crescita demografica stanno creando possibili opportunità di business, soprattutto infrastrutturali.
    Il report della World Bank avverte: ‘’dopo dieci anni di progressi nella tutela della salute e nell’educazione, con il Covid-19 è a rischio il capitale umano». Il presidente della Banca Mondiale, David Malpass, ha chiarito: “Il numero di persone che vivono in condizioni di estrema povertà è aumentato di oltre 100 milioni. Questo è per noi motivo di grande preoccupazione, perché la povertà causa problemi nell’istruzione e nella salute, e quindi mette in discussione la capacità di sviluppo di un Paese’’.

    La Banca Mondiale stima che le perdite di produzione associate alla pandemia di Covid-19 si attestano tra i 37 e i 79 miliardi di dollari nel 2020, le cause principali sono da ricercare in molteplici fattori: prevalentemente, nella chiusura degli scambi commerciali che ha penalizzato l’esportazioni di materie prime e la catene delle materie ad uso globale; la riduzione dei flussi finanziari esteri (esportazione, turismo, investimenti diretti esteri, aiuti esteri), la fuga di capitali, l’impatto diretto della pandemia sui sistemi sanitari e le interruzioni dovute alle misure di contenimento e alla risposta della popolazione.
    Africa, parola greca che deriverebbe da afriké che significa “senza freddo”, il continente dalla terra rossa, dagli orizzonti sconfinati, colori infuocati dell’alba, la bellezza struggente del tramonto e dall’odore forte che irrompe nella mente. Riuscirà a cogliere le sfide politiche-economiche che stanno caratterizzando il ventunesimo secolo! Non esiste una Africa ma tante ‘’afriche’’ e sarebbe giusto sperare che l’Africa sia unificata in una nazione forte indipendente e moderna senza dimenticare la specificità del territorio, il suo passato la sua storia. Solo ricordando il passato, si costruisce il futuro.

     

    Tags: Africa

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