- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 18 Gennaio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Net & Tech
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Salute
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Salute
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Cronaca » I ‘rifugiati climatici’, quei migranti che l’UE non vuole riconoscere

    I ‘rifugiati climatici’, quei migranti che l’UE non vuole riconoscere

    Di loro si è iniziato a parlare nel 1985. Da allora nessun passo avanti giuridico. Al contrario, gli Stati non vogliono riconoscere questa categoria, per i relativi problemi di accoglienza

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    29 Dicembre 2021
    in Cronaca
    Una famiglia di sfollati. Sempre di più ci sarà la questione dei rifugiati climatici, che non si vuole riconoscere [foto: International Organization for Migration]

    Bruxelles – Sono reali, eppure non esistono. Sono tanti, e saranno sempre di più, ma di loro continua a non curarsi nessuno. Sono i “rifugiati climatici“, cioè coloro che sono vittime di eventi meteorologici estremi a seguito del surriscaldamento del pianeta. Assistono alla distruzione del loro mondo, e l’indifferenza di tutto il restante mondo. L’Unione europea resta a guardare, per ovvie ragioni politiche. Riconosce uno status in più ai disperati accenderebbe un nuovo capito nella mai risolta questione migratoria. L’UE non riconosce i migranti economici, e nei fatti non li vuole chiunque essi siano. Riconoscere nuove categorie aggiungerebbe un problema in più ad un dossier su cui i Ventisette non riescono a fare a meno di dividersi.

    Eppure il fenomeno non è per nulla di limitata entità. Secondo le statistiche pubblicate dall’Internal Displacement Monitoring Centre, dal 2008 oltre 318 milioni di persone in tutto il mondo sono state sfollate con la forza a causa di inondazioni, tempeste, terremoti o siccità. Solo nel 2020 il numero di queste persone ha toccato quota 30,7 milioni. Il Croce Rossa e Mezza Luna Rossa stimano che il numero di persone colpite dai cambiamenti climatici potrebbe raddoppiare entro il 2050, e si rende dunque necessario affrontare lo spostamento annuale di milioni di donne, uonini e bambini  in tutto il mondo a causa di disastri ambientali. Purtroppo, poco o nulla è stato fatto.

    Il Cento di ricerche del Parlamento europeo, mettendo insieme diversi studi sull’argomento, giunge alla seguente conclusione: “La risposta nazionale e internazionale a questa sfida è stata limitata e la protezione delle persone colpite rimane inadeguata“. L’UE, che fa della sostenibilità e della lotta ai cambiamenti climatici, riconosce il clima impazzito ma ancora non i rifugiati climatici, tutti coloro alle prese con un territorio in cui vivere diventa ancor più impossibile per l’avanzata del degradamento ambientale.

    Ciò che aumenta ulteriormente il divario nella protezione di queste persone è che non esiste né una definizione chiara di questa categoria di persone, né sono coperte dalla Convenzione sui rifugiati del 1951. Si trovano dunque in un limbo giuridico, nonostante di ‘rifugiati climatici’ si sia iniziato a parlare nel 1985. O meglio, il programma ambientale dell’ONU (UNEP), usò la dicitura di ‘rifugiati ambientali’ per sollevare il tema di tutte le persone strappate dai loro territori a causa di calamità naturali. Dopo 36 anni da allora, poco si è mosso. Il mondo sviluppato, con i membri UE inclusi, ha continuato a produrre in modo insostenibile, creando nuovi sfollati climatici di cui non ci si vuole curare.

    E’ solo a partire dagli accordi di Parigi che la comunità internazionale ha iniziato a occuparsi seriamente del problema, ma non in termini di accoglienza. L’obiettivo, da quel momento in avanti, è diventato fare in modo che le persone non abbandonino il territorio. E’ questa la grande differenza. Non si è agito per riconoscere un rifugiato climatico, si è piuttosto riconosciuto che i cambiamenti climatici possono produrre immigrati.

    L’obiettivo della COP26 è costruire un quadro preventivo con difese, sistemi di allerta e infrastrutture resilienti e agricoltura, per rispondere alla perdita di case, mezzi di sussistenza e persino vite causate dai disastri climatici, in modo da prevenire la migrazione indotta dal clima. Tanto è vero che sebbene molti paesi in via di sviluppo abbiano esortato l’UE a concedere lo status di rifugiato ai migranti climatici, i singoli Stati membri dell’UE non hanno sostenuto l’idea di creare una nuova categoria, quella dei “rifugiati climatici”

    Tags: cambiamenti climaticiclimamigrantiRifugiatiue

    Ti potrebbe piacere anche

    Politica Estera

    Juncker: “Senza sforzo di tutti da qui al 2050 250 milioni di rifugiati climatici”

    7 Giugno 2017
    Politica Estera

    Il riconoscimento dello status di ‘rifugiato climatico’ divide il Parlamento europeo

    6 Giugno 2017

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    TikTok

    Tik Tok: nuovo meccanismo per limitare il social agli under 18

    di Enrico Pascarella
    16 Gennaio 2026

    Il social network implementa una procedura interna per controllare e sospendere i profili degli under 13. La pressione politica inizia...

    Il Consiglio UE apre la strada alla creazione di gigafactory per l’Intelligenza artificiale

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    Approvato un emendamento al regolamento sul calcolo ad alte prestazioni per consentire un maggiore sviluppo tecnologico e industriale. Le norme...

    In Europa gli italiani cambiano alleanze per il Mercosur: il Pd con FdI e FI, Lega con M5S

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    La sessione plenaria del Parlamento europeo ha nell'accordo di libero scambio con i Paesi del sud America il piatto forte...

    Difesa, la Commissione propone primi esborsi SAFE per otto Paesi membri

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Gennaio 2026

    Chiesto al Consiglio di autorizzare l'erogazione per Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Portogallo, Romania e Spagna. Von der Leyen: "Fare...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Lettere al direttore
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione