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Le incertezze colpiscono anche l'Italia, l'UE taglia la crescita dello 0,2 per cento

Le incertezze colpiscono anche l'Italia, l'UE taglia la crescita dello 0,2 per cento

Aumento del costo dell'energia e dell'inflazione, fiducia del consumatori ridotta. Nel 2022 rimbalzo al 4,1 per cento. Si dà per scontata una ripartenza nel secondo trimestre sulla scia dell'attuazione del piano nazionale di ripresa

Bruxelles – Le incognite sono soprattutto extra-italiane, ma in un conteste generale di crescita soggetta alle incertezze del caro-energia, inflazione crescente e tensioni geopolitiche, anche le stime della ripresa italiana sono ritoccate al ribasso. La Commissione europea taglia al Paese uno 0,2 per cento di crescita. Nel 2022 non sarà al 4,3 per cento come previsto lo scorso novembre, ma del 4,1 per cento. Comunque l’esecutivo comunitario certifica un rimbalzo più sostanzioso nel 2021. Se in occasione delle previsioni economiche d’autunno si attendeva un +6,2 per cento a fine anno, le previsioni economiche d’inverno premiano gli sforzi tricolori con un +6,5 per cento.

Sull’anno in corso e la sua ripresa, le prospettive a breve termine per l’Italia “sono offuscate da interruzioni prolungate dell’approvvigionamento e da prezzi energetici in forte aumento”. Non solo. Perché più in generale l’inflazione dovrebbe salire al 3,8 per cento quest’anno, prima di tornare all’1,6 per cento nel 2023. L’erosione del potere d’acquisto che deriva dal caro-prezzi e l’indebolimento della fiducia dei consumatori “dovrebbero intaccare la crescita del PIL reale nel breve termine, in particolare i servizi al consumo”. Per la Commissione, però, “supponendo che l’ondata attuale sia ripida ma di breve durata, si prevede che l‘attività economica riprenderà slancio nel secondo trimestre del 2022 e proseguirà il suo percorso di espansione nella seconda metà dell’anno”.

Il terreno perduto però non sarà recuperato. Quello che l’Italia vedrà erodere in termini di crescita nel 2022 non sarà trasferito al 2023, per cui le previsioni di crescita sono confermate al 2,3 per cento.

Se le crescita frena, la Commissione taglia anche sul fronte degli investimenti. Dopo il forte rimbalzo nel 2021, “la crescita della spesa per investimenti dovrebbe moderarsi nel 2022 e nel 2023”, ma continuerà ad espandersi “in modo solido”, trainata dalle misure previste dal Piano italiano per la ripresa. Nel caso italiano si prevede dunque l’efficienza delle politiche di rilancio, e l’attuazione delle riforme. 

“Ovviamente queste previsioni sono legate alla buona attuazione del piano nazionale di ripresa, come se tutto andasse nella direzione giusta”, chiarisce Gentiloni in conferenza stampa. “La componente degli investimenti è molto importante”, in questo senso.

Il taglio delle stime per l’Italia non deve essere visto come bocciature. L’Europa promuove Draghi. “Il contesto italiano è quello di un’economia che tende a tornare ai livelli pre-pandemia in queste settimane, quindi molto velocemente e anche più velocemente di quanto atteso”. Da lui ora si attende anche un riordino delle concessioni balneari, nel più ampio intervento per rilanciare il turismo. “Sulle concessioni balneari la Commissione indica la via della riassegnazione attraverso gara, senza favorire questo o quel soggetto rispetto alla concorrenza”.

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