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Moretti (PD/S&D):

Moretti (PD/S&D): "Piano per la lotta al cancro pilastro dell'Unione europea della salute"

L'europarlamentare convinta del cambio di passo, ma chiede una commissione Salute permanente in Parlamento e scorporarla dalla commissione Ambiente. "Nei prossimi anni avremo un'emergenza"

dall’inviato Strasburgo – Impossibile parlare di vere e proprie rivoluzioni immediate, ma l’Europa muove un passo importante nella creazione di un’Unione della salute. La portata del piano per la prevenzione e la lotta al cancro è solo l’inizio di un cambiamento epocale. Parola di Alessandra Moretti, europarlamentare del PD e coordinatrice per il settore del gruppo S&D, consapevole di limiti giuridici e dell’impatto del provvedimento adottato dall’Aula. “Sulla salute gli Stati conservano competenza esclusiva, è vero, ma questo piano rappresenta il pilastro dell’Unione europea della salute”, dice nell’intervista concessa a Eunews. “Col COVID si è capito quanto sia fondamentale la salute, tanto che adesso i cittadini chiedono un’Europa più protagonista. E’ un primo passo”.

Eunews: Questo piano non è un testo legislativo. Quindi che messaggio arriva da Strasburgo?

Alessandra Moretti: “Intanto il Parlamento investe quattro miliardi di euro sul cancro, e manda un forte messaggio alla Commissione europea. Questo non vuol dire che seguirà un testo legislativo, il piano serve per i futuri file regolatori, future direttive e proposte di regolamenti che avranno ricadute positive sulla vita dei cittadini”.

E: Un esempio?

AM: “Educazione. Qui si parla di prevenzione, e la prevenzione passa anche per campagne informative, corretti stili di vita e alimentari. Si pone l’accento sul problema dell’obesità tra i bambini, la necessità di attività sportive, promozione nelle scuole”.

E: Ci saranno quattro miliardi di euro solo per il cancro. Da dove arrivano?

AM: “Dal bilancio pluriennale dell’UE. Arrivano dal programma per la ricerca Horizon, per favorire ricerca scientifica, sviluppo di cure innovative, screening preventivi, focus su tumori pediatrici”.

E: Possiamo immaginare che da oggi in poi ogni bilancio pluriennale avrà un capitolo specifico sul tema tumori?

AM: “Proprio perché dobbiamo costruire l’Unione della Salute, dovremo costituire una commissione parlamentare Salute permanente, che oggi non c’è. E’ accorpata alla commissione Ambiente. In questo modo, con una commissione Salute permanente, si può avere più voce in capitolo sul bilancio e su questo tema in particolare. Lavorerò per questo, per questa commissione che oggi non c’è”.

E: L’Unione della Salute intende rispondere alle emergenze. Siamo in emergenza tumori?

AM: “Nell’UE si registrano più di 100 milioni di diagnosi mancate negli ultimi due anni a causa della pandemia. Solo in Italia ci sono 600mila interventi mancati e altrettanti casi di screening non eseguiti. Vuol dire che avremo un’emergenza nei prossimi anni, e il numero dei casi non diminuirà. Per questo abbiamo forzato la mano sulla prevenzione. Non dimentichiamo che il 40 per cento dei casi potrebbe essere evitato”.

E: Come ha preso il fatto che si sia parlato tanto di vino?

AM: “Mi è dispiaciuto molto. E’ stato fatto un lavoro molto equilibrato, il testo così com’era era completo. Purtroppo una parte della politica strumentalizza le cose ben fatte e mortifica il proprio lavoro. Qui l’interesse è la salute dei cittadini, non ci possono essere altri interessi. Ho trovato inutili gli emendamenti (in materia, ndr), non si parlava di bollino nero. Il testo andava votato così com’era. C’è evidenza scientifica sulla natura cancerogena di determinati elementi. La politica deve schierarsi sempre dalla parte della scienza, e poi decidere. Ma il consumatore deve essere informato, e sapere che non bisogna abusare di dati elementi”.

E: Diritto all’oblio. Onorevole Moretti, perché è così importante? Cosa non va in Europa?

AM: “C’è una discriminazione che subisce la persona guarita dal cancro, con la negazione di diritto come l’accesso al mutuo o all’assicurazione. In alcuni Stati questa battaglia è stata vinta, ma dobbiamo garantire a tutti questa vittoria. Ecco perché dopo la guarigione queste informazione devono poter sparire dalle cartelle cliniche. E’ una battaglia giusta da portare avanti”.

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