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    Home » Agrifood » L’UE non è a rischio “insicurezza alimentare” per la guerra in Ucraina. Ma a preoccupare gli esperti è l’aumento dei costi nella filiera

    L’UE non è a rischio “insicurezza alimentare” per la guerra in Ucraina. Ma a preoccupare gli esperti è l’aumento dei costi nella filiera

    Il gruppo di esperti per le crisi di sicurezza alimentare assicura che l'Unione Europea al momento "non è a rischio di scarsità di cibo" ma l’impatto della guerra di Russia è piuttosto "nell'aumento dei costi in tutta la catena di approvvigionamento alimentare e nei flussi commerciali deviati da e verso l'Ucraina". La Commissione prepara per il 23 marzo un piano con misure eccezionali per la stabilità del mercato agricolo

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    10 Marzo 2022
    in Agrifood, Economia
    sicurezza alimentare ucraina
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    Bruxelles – Misure eccezionali di mercato e interventi mirati per la sicurezza alimentare colpita dagli effetti della guerra in Ucraina scatenata dalla Russia. Il conflitto sta minacciando la produzione mondiale di grano, la fornitura di oli commestibili e le esportazioni di fertilizzanti (che risentono anche dei costi elevati del gas), facendo aumentare i prezzi delle materie prime e rispecchiando la crisi del mercato dell’energia.

    Dopo aver varato in settimana il piano contro il caro energia, la Commissione Europea sta ora valutando quali interventi fare con urgenza per limitare l’impatto economico della crisi in Ucraina sugli agricoltori e presenterà una nuova comunicazione sulla sicurezza alimentare il 23 marzo, secondo l’ultima agenda aggiornata all’8 marzo (che potrebbe sempre essere modificata).

    Al vaglio c’è l’idea di introdurre misure eccezionali di mercato (per mantenerlo stabile), interventi per aumentare la capacità produttiva dell’Europa che potrebbe risentire del blocco delle importazioni di materie prime da parte di aree di conflitto (come l’utilizzo di terreni incolti per colture proteiche, eliminando i vincoli attuali all’utilizzo di tutti i terreni disponibili) e anche un programma di ammasso privato per le carni suine, che insieme al pollame risente del blocco commerciale.

    La comunicazione arriverà dopo le consultazioni della Commissione Europea con gli Stati membri e con l’Europarlamento nelle prossime due settimane. Ieri mattina (9 marzo) si è tenuta la prima riunione in assoluto del gruppo di esperti del Meccanismo europeo di preparazione e risposta alle crisi di sicurezza alimentare, convocato d’urgenza la settimana scorsa, il quale è arrivato alla conclusione che l’Unione Europea al momento “non è a rischio di scarsità di cibo” ma l’impatto immediato della guerra di Russia in Ucraina è piuttosto “nell’aumento dei costi in tutta la catena di approvvigionamento alimentare, nei flussi commerciali deviati da e verso l’Ucraina e la Russia, nonché nel loro impatto sulla sicurezza alimentare globale”, ci spiega una fonte. Un nuovo incontro del gruppo di esperti – che fa capo alla Commissione Europea ed è composto da esperti di tutta la catena alimentare, con i rappresentanti degli Stati membri e di alcuni Paesi terzi come attori di tutte le fasi della catena alimentare – ci sarà il 23 marzo.

    Ucraina e Russia rappresentano circa il 30 per cento del commercio mondiale di grano, il 32 per cento di orzo, il 17 per cento di mais e oltre il 50 per cento di olio di girasole e semi. L’Ucraina è il 4° fornitore esterno di prodotti alimentari dell’Unione Europea, fornendo il 52 per cento delle importazioni di mais, il 19 per cento del grano tenero e il 23 per cento degli oli vegetali. La forte dipendenza che anche l’UE ha dalle materie prime che vengono prodotte in queste aree potrebbe portare a “gravi conseguenze” per il settore agroalimentare dell’UE, ha detto qualche giorno fa la Commissione. Possibili conseguenze anche sul commercio di prodotti animali, in particolare carne di maiale e di pollame, che spinge l’Esecutivo a prendere in considerazione l’introduzione di un programma di ammasso privato. Nonostante non ci siano, per ora, problemi di approvvigionamento, gli esperti consigliano di guardare con attenzione “già ora alle condizioni in cui i produttori primari (agricoltori e pescatori) pianificheranno il loro prossimo ciclo di produzione”, ovvero il periodo 2022-23.

    La Commissione ha avuto un lungo scambio lunedì con i coordinatori dei gruppi politici all’Europarlamento, che hanno chiesto di rivedere l’approccio europeo alla sicurezza alimentare, di fatto limitando la dipendenza dalle importazioni e aumentando la capacità di produzione. Le preoccupazioni a Bruxelles sulla sicurezza del cibo europeo potrebbero in questo momento rimandare ogni decisione della Commissione UE sulla strategia di settore Farm to Fork, che invece erano attese entro la fine dell’anno (come la divisiva etichetta nutrizionale fronte pacco). Stati membri e Commissione si incontreranno di nuovo nel comitato speciale per l’agricoltura (CSA) lunedì 14 marzo e nella prossima riunione del Consiglio agricoltura e pesca il 21 marzo. Ma il tema della sicurezza alimentare potrebbe finire anche sul tavolo dei capi di Stato e di governo che oggi e domani si riuniranno a Versailles, in Francia, per un vertice che da informale è diventato particolarmente importante per affrontare le conseguenze della guerra di Putin in Europa, anche quelle sul cibo.

    Tags: cibocommissione europeaputinsicurezza alimentare

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