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    Home » Politica Estera » La NATO invierà più armi all’Ucraina. Monito alla Cina: “Si astenga da supporto militare o economico alla Russia”

    La NATO invierà più armi all’Ucraina. Monito alla Cina: “Si astenga da supporto militare o economico alla Russia”

    Via libera dei leader all'assistenza armata di Kiev contro l'aggressione russa e al rafforzamento del fronte orientale dell'Alleanza. "Forti e uniti come non lo siamo mai stata prima", ha confermato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    24 Marzo 2022
    in Politica Estera
    NATO
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    Bruxelles – Armi anti-carro, difese anti-missili e droni. L’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO) ha annunciato oggi (giovedì 24 marzo) che aumenterà l’assistenza armata all’Ucraina per la difesa dall’aggressione russa. Lo hanno deciso i leader NATO nella riunione di Bruxelles, prima del vertice del G7 e del Consiglio Europeo, rispondendo parzialmente all’appello del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, per “l’invio di una quota pari all’uno per cento dei vostri 20 mila carri armati”. Al termine della riunione il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha confermato che “la decisione risponde alla necessità di garantire il diritto all’autodifesa” e che “da Zelensky è arrivato un ringraziamento per il supporto degli alleati”.

    NATO battle groupSottolineando a più riprese che “il conflitto non deve espandersi oltre”, i leader NATO hanno approvato il rafforzamento del fianco orientale dell’Alleanza, secondo le anticipazioni della presentazione del vertice di ieri (mercoledì 23 marzo). Si tratta di quattro nuovi battaglioni in Ungheria, Bulgaria, Romania e Slovacchia, in aggiunta a quelli già presenti nei Paesi baltici e Polonia: “Ora avremo otto battaglioni multinazionali dal Mar Baltico al Mar Nero“, ha ricordato Stoltenberg. Per quanto riguarda il numero di soldati dispiegati, “sono 100 mila quelli statunitensi a supporto degli alleati, mentre altri 40 mila sono sotto il diretto comando della NATO sul fianco orientale”. Si devono poi aggiungere cinque carrier strike group [gruppi di attacco di portaerei, ndr] nel Mare del Nord e nel Mediterraneo e la decisione di aumentare la difesa sul lungo termine “non solo con più forze a Est, ma anche con più armi, equipaggiamento, jet, sottomarini e missili difensivi in stato di allerta“, ha aggiunto il segretario generale dell’Alleanza.

    Spesa NATOLa NATO non andrà a schierare truppe direttamente sul territorio dell’Ucraina (sempre per la questione che “un’ulteriore escalation avrebbe un impatto devastante”), ma è necessaria “maggiore preparazione contro minacce nucleari, batteriologiche e chimiche” e un sostegno agli alleati contro l’espansionismo russo: “La Georgia è può essere concretamente minacciata, la Bosnia ed Erzegovina è a rischio di destabilizzazione per interferenze esterne”. Dal punto di vista della NATO, “l’allargamento ha portato pace e sicurezza in Europa, ma l’ambiente è cambiato da quando la Russia ha invaso l’Ucraina”, ha messo in chiaro il segretario generale Stoltenberg e in questo senso si inserisce il via libera dei leader dell’Alleanza a “raddoppiare gli sforzi dei piani per l’aumento nella spesa per la difesa” in tutti i Paesi membri. Stoltenberg ha fatto appello alla “una nuova normalità per la sicurezza europea”, rievocando le parole utilizzate una settimana prima dell’inizio della guerra tra Russia e Ucraina: “In questi tempi di insicurezza dobbiamo essere pronti a difenderci, questa invasione l’ha dimostrato”.

    Come dichiarato dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, da Washington è arrivata la decisione di fornire “un miliardo di dollari come nuova assistenza alla sicurezza dell’Ucraina”, tra cui sistemi antiaerei, armi anti-carro, droni e milioni di munizioni. “Accolgo con favore i passi di molti altri alleati per fornire supporto difensivo all’Ucraina e, insieme, siamo impegnati a identificare ulteriori attrezzature, compresi i sistemi di difesa aerea, per aiutare il Paese”, ha sottolineato. Sul piano del rafforzamento dell’Alleanza sul fronte orientale, “la nostra dichiarazione congiunta chiarisce che la NATO è forte e unita come non lo è mai stata prima“, come dimostra la risposta unitaria e rapida all’invasione russa dell’Ucraina e il dispiegamento di nuovi battaglioni nell’Europa orientale: “Difenderemo e proteggeremo collettivamente ogni centimetro del territorio dell’Alleanza”, ha ribadito con forza Biden. Appuntamento al vertice di Madrid a giugno per l’adozione di un “concetto strategico aggiornato per assicurare che la NATO sia pronta ad affrontare qualsiasi sfida”.

    Cittadini ucraini a Bruxelles che chiedono alla NATO di essere “coraggiosa come noi” e di “darci le armi” per la difesa.

    Importante anche il capitolo del possibile appoggio di Pechino a Mosca: “La Cina non deve dare supporto militare ed economico alla Russia, ma promuovere una soluzione pacifica e immediata del conflitto”, è stato il secco commento del segretario generale della NATO. Nella dichiarazione dei leader è esplicito l’appello alle autorità cinesi a “sostenere l’ordine internazionale, compresi i principi di sovranità e integrità territoriale” e ad “astenersi da qualsiasi azione che aiuti la Russia ad aggirare le sanzioni“. La preoccupazione è legata all’amplificazione delle “false narrazioni del Cremlino, in particolare sulla guerra e sulla NATO”. Fonti europee fanno riferimento in particolare alla dichiarazione congiunta del 4 febbraio tra Mosca e Pechino, che “evidenzia un chiaro riavvicinamento tra Cina e Russia“. Nonostante non ci siano “prove concrete” sulla richiesta russa di supporto militare alla Cina, le stesse fonti affermano che “prenderemo estremamente sul serio” l’eventualità in cui Pechino fornisse assistenza militare.

    Tags: borncinacina-russiainvasione ucrainaJens Stoltenbergnato-russiarussiaukraineVladimir Putin

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