Bruxelles – Contribuire a costruire un futuro migliore per i cittadini europei. Questo è l’obiettivo del Comitato economico e sociale europeo (CESE) e del Consiglio economico, sociale e ambientale francese. Lo hanno evidenziato in occasione della sessione plenaria di settembre, ribadendo la loro volontà di agire come partner saldi nella difesa del ruolo e del modello di democrazia partecipativa che incarnano.
La neoeletta presidente del Consiglio economico, sociale e ambientale francese, Claire Thoury, ha scelto il CESE come prima istituzione europea da visitare nella sua nuova veste. Durante il dibattito della plenaria di settembre, Thoury ha illustrato le sue priorità e ha messo in luce le questioni urgenti che l’UE deve affrontare: gli attacchi ai valori europei, la povertà, l’occupazione, l’intelligenza artificiale e il cambiamento climatico. “Affrontare le grandi sfide odierne richiede un’Europa forte e unita, capace di opporsi alle forze che cercano di dividerci“, ha sottolineato.
Attualmente, l’UE deve ripristinare la fiducia nelle istituzioni democratiche, in un contesto segnato dalla disinformazione e da una crescente polarizzazione. “Siamo confrontati ad attacchi aggressivi contro i nostri valori, ai quali dobbiamo rispondere con maggiore determinazione”, ha dichiarato il presidente del CESE, Séamus Boland. “Nessun organo consultivo, in Europa o altrove, può dare per scontata la propria legittimità. I ripetuti attacchi a tali istituzioni ci ricordano che dobbiamo restare uniti, continuare a dimostrare il nostro valore aggiunto, conquistare la fiducia e parlare con chiarezza e fermezza dell’importanza delle assemblee consultive”, ha osservato.
La presidente Thoury ha poi descritto il ruolo della società civile organizzata come fondamentale poiché, “mettendo alla prova le decisioni politiche nella realtà concreta, essa promuove l’equità”. E ha aggiunto: “Non dobbiamo aspettare che le nostre società vadano in pezzi prima di rafforzare i legami che ci uniscono. Dopotutto, è proprio questo che fanno i corpi intermedi: colmano il divario tra la vita reale e le autorità pubbliche. Difendendo la società civile organizzata, difendiamo la democrazia stessa. Non dobbiamo mai aver paura di dialogare con le persone e non dobbiamo mai arrenderci”.
Il dibattito ha chiarito che il CESE e il Consiglio economico, sociale e ambientale francese si muovono nella stessa direzione, dato che i rispettivi programmi di lavoro sono entrambi incentrati sulle persone. La cooperazione è in crescita, in particolare attraverso discussioni tematiche, la promozione di pareri e la partecipazione a eventi congiunti. Ciò dimostra una capacità di innovazione e, come ha affermato la signora Thoury: “Credo nella diplomazia della società civile”.
Ad esempio, il programma di scambio “Erasmus della società civile organizzata”, lanciato nel 2023, ha offerto ai membri e al personale del CESE e dei consigli nazionali l’opportunità di stringere legami più forti e di condividere opinioni su politiche e buone pratiche. Inoltre, tra qualche settimana, il Consiglio economico, sociale e ambientale francese lancerà la Convenzione dei cittadini sulle finanze pubbliche.
Nell’attuale difficile contesto geopolitico, “questo approccio costruttivo alla collaborazione con il Consiglio economico, sociale e ambientale francese e, più in generale, con tutti i consigli economici e sociali nazionali è fondamentale”, spiega il CESE in una nota stampa. È per questo che il CESE ha sviluppato progressivamente una rete di consigli economici e sociali nazionali; conta già 24 membri e consente di condividere competenze con maggiore frequenza.
“Se l’Europa vuole rimanere competitiva e al contempo diventare più sociale, rappresentativa e inclusiva”, ha concluso Boland. “Le nostre assemblee devono continuare a fungere da piattaforme vitali per il dialogo tra i cittadini e le autorità esecutive e legislative, sia a livello nazionale che dell’UE”, ha precisato.
Dunque, la società civile organizzata dell’UE chiede una cooperazione più forte. “Una cooperazione strategica costante tra il nostro Comitato e i consigli economici e sociali nazionali è essenziale per rafforzare la nostra capacità di adattamento e accrescere il nostro impatto. Insieme, le nostre istituzioni fungono da faro per la democrazia. Laddove un consiglio economico e sociale è forte, la società civile ha voce in capitolo e la democrazia ne esce rafforzata”, ha affermato Cillian Lohan, presidente del Gruppo “Organizzazioni della società civile” del CESE. Mentre Dumitru Fornea, membro del CESE, Gruppo ‘Lavoratori’ del CESE, ha sottolineato che “il Consiglio francese occupa un posto speciale nella nostra storia: il suo modello di dialogo istituzionalizzato ha contribuito a ispirare quello del CESE”. Perciò, “questa esperienza può rivelarsi preziosa ben oltre i confini dell’Unione, ad esempio nei paesi candidati e partner. Mettiamo in comune le nostre esperienze per aiutare ogni paese interessato a costruire un modello adatto alla propria realtà”, ha concluso. Per Michel Chassang, membro del CESE, Gruppo Datori di lavoro del CESE, “non esiste una democrazia vitale senza una società civile forte, organizzata e ascoltata”. “E le nostre organizzazioni – il Consiglio francese e il CESE europeo – svolgono esattamente questo ruolo, seppur a livelli diversi”. In questo scenario, “una più efficace coordinazione tra il livello nazionale e quello europeo rafforzerebbe la voce della società civile organizzata in Europa”.


![La Presidente del gruppo giovani del CESE, Nicoletta Merlo [fonte Eunews]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-22-at-12.21.14-350x250.jpeg)







