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Gallinella (M5S):

Gallinella (M5S): "La Farm to Fork non è un nemico, doveroso ragionare sulla sicurezza alimentare"

Secondo il presidente della commissione Agricoltura della Camera dei Deputati servono "strategie di lungo termine per raggiungere cibo di qualità, ambientalmente sostenibile e a prezzi accessibili", ma anche "un bottone rosso" per attivare misure di emergenza in caso di crisi

Roma – “La strategia Farm to Fork non è un nemico, perché non si può essere contro il concetto di produrre di più e meglio“. Lo ha dichiarato il presidente della commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Filippo Gallinella, intervenendo a un convegno organizzato da FIDAF (Federazione italiana dottori in scienze agrarie e forestali), Società Geografica italiana e UNASA (Unione nazionale delle accademie per le scienze agrarie).

Ragionando sulle conseguenze della crisi Ucraina, tra le quali la spinta al rialzo dei prezzi dei concimi e del grano, l’esponente del Movimento 5 Stelle ha affermato che “lo scenario globale ci pone dinanzi a nuove sfide ed è doveroso ragionare sulle scelte relative alla sicurezza alimentare”. Tra le strade da percorrere, a suo avviso, c’è la possibilità di “stringere partnership e accordi forti con più Paesi possibili, ma anche puntare sull’innovazione, sfruttando le tecnologie dell’agricoltura 4.0 e di miglioramento genetico, in modo da recuperare quella produttività che si è persa negli ultimi anni”.

Secondo Gallinella, sarà anche importante “cogliere le opportunità messe a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per aumentare la resilienza energetica delle aziende agricole”, mentre a livello UE “occorre promuovere un progetto di stoccaggio per garantire, in caso di crisi, la sicurezza alimentare per i cittadini europei”. Il deputato pentastellato è convinto che vadano perseguite “strategie di lungo termine”, come la Farm to Fork europea, per “raggiungere cibo di qualità, ambientalmente sostenibile e a prezzi accessibili”, ma anche per far fronte a nuove possibili difficoltà in ambito alimentare: “Occorre affiancare un ‘bottone rosso’ che racchiuda quelle misure potenzialmente attivabili solo in caso d’emergenza”, ha avvertito. Solo così “potremo essere davvero pronti ad affrontare le prossime crisi senza soccombere”.

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