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    Home » Cronaca » Negoziati in corso tra i governi Ue per sbloccare l’impasse sul bando al petrolio russo

    Negoziati in corso tra i governi Ue per sbloccare l’impasse sul bando al petrolio russo

    Ultime ore per finalizzare un accordo prima del Vertice dei capi di stato e governo in programma lunedì e martedì a Bruxelles. Tra le ipotesi per superare il veto spunta l'esenzione dall'embargo per l'oleodotto Druzhba che attraversa Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria, i tre paesi senza sbocco sul mare che si oppongono di più al bando

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    27 Maggio 2022
    in Cronaca
    price cap gas von der leyen

    Interno dell'Europa building, sede del Consiglio europeo dove si riuniscono i leader [archivio]

    Bruxelles – Quarantotto ore per chiudere un accordo di principio sul sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, prima del Vertice dei capi di stato e governo in programma lunedì a Bruxelles. Difficile, ma non impossibile. Nella giornata di oggi (27 maggio) sono proseguite le consultazioni “a gruppi” di ambasciatori degli Stati membri presso l’UE sull’embargo graduale sul petrolio russo, proposto dalla Commissione europea nel sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca per l’aggressione dell’Ucraina iniziata lo scorso 24 febbraio. Si cerca di superare a livello tecnico lo stallo politico, che ormai va avanti da oltre 20 giorni.

    I contatti sono in corso per capire se è possibile superare a livello tecnico il veto imposto dall’Ungheria sul pacchetto. Budapest si oppone proprio all’embargo sul petrolio, insieme ad altri Paesi UE che dipendono di più dal petrolio russo per ragioni di vicinanza, come la Slovacchia e la Repubblica Ceca, o che per conformazione geografica non hanno sbocco sul mare (quindi hanno più difficoltà a diversificare gli approvvigionamenti). Budapest e Bratislava hanno già ottenuto, rispetto a tutti gli altri Stati membri, un’esenzione per continuare a importare petrolio russo fino alla fine del 2024, mentre per Praga la deroga è prevista fino alla metà del 2024. Finora non è bastato. Budapest vuole maggiori garanzie finanziarie per riadattare le raffinerie (adattate al petrolio russo) e costruire nuovi oleodotti.

    Fonti dell’UE spiegano che sono ancora in corso consultazioni politiche a livello di Capitali. Un incontro tra gli ambasciatori per finalizzare il testo delle conclusioni del Vertice è in programma domenica, ma non è escluso che la questione delle sanzioni possa entrare in agenda. Ancora non si sa, in effetti, se l’embargo petrolifero entrerà all’ordine del giorno del Summit Ue: formalmente non è menzionato nell’ultima bozza delle conclusioni datata 24 maggio, ma sarà il grande elefante nella stanza.

    Secondo Reuters, che cita fonti qualificate, i governi potrebbero valutare di una esenzione temporanea dall’embargo solo per l’oleodotto Druzhba, che fornisce all’Ungheria il petrolio russo. Questo potrebbe andare incontro alle richieste di Budapest e portare il premier magiaro Viktor Orban a sbloccare l’impasse sul pacchetto. Anche se, solo pochi giorni fa, una fonte diplomatica dell’UE ci spiegava che al Consiglio c’era tutto l’interesse a mantenere una posizione solida e unitaria sul pacchetto e specialmente sull’embargo. Per restituire anche a Putin l’immagine di una Europa unita.

    Tags: consiglio europeoguerra russia in ucrainapetrolio russoukraine

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