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Il PPE riparte da Weber (e Tajani).
Il PPE ha eletto Manfred Weber nuovo capo del partito [foto: Manfred Weber, account twitter]

Il PPE riparte da Weber (e Tajani). "Viviamo tempi da Partito popolare europeo"

Il tedesco eletto alla guida della principale forza politica europea, il coordinatore unico di Forza Italia confermato vicecpresidente. Affondo del nuovo presidente su Sanchez: "Basta spese folli"

Bruxelles – Tutto secondo programma, il PPE si rinnova come da attese. Manfred Weber è il nuovo presidente del Partito popolare europeo, e Antonio Tajani resta all’interno del centrodestra europeo nella veste di vicepresidente. Il vertice del PPE di Rotterdam ridisegna la principale forza politica a dodici stelle. Sono esponenti popolari le presidenti di Commissione e Parlamento europeo, Ursula von der Leyen e Roberta Metsola, sono popolari gli europarlamentari più numerosi ed espressione del primo gruppo all’Eurocamera.

Nessuna sorpresa. La candidatura di Weber alla testa del partito era la sola sul tavolo. “Sono onorato, grato e determinato”, le prime parole del tedesco da nuovo capo del partito. “Questo è solo l’inizio”. Cerca di accreditarsi fin da subito come leader vero, affidabile. Parla dell’aggressione russa in Ucraina e di quello che ne deriva. Lo spettro di una nuova recessione se non addirittura di una stagflazione. “Tempi politici seri, sono tempi del PPE”. Vuole assumersi l’onere di traghettare l’Ue fuori dalla burrasca. “Non sono tempi di esibizione ma tempi di responsabilità, credibilità, determinazione e le migliori idee per il futuro. Tempi di PPE”.

Metsola, per cui Weber tanto si era speso nella corsa alla successione per lo scranno più alto del Parlamento, riconosce i meriti di un uomo di casa non solo nel PPE, quanto in Europa. “E’ un grande difensore dei nostri valori e ha grande conoscenza della nostra famiglia”. Arriva anche il plauso di von der Leyen, preferita proprio a Weber per la guida dell’esecutivo comunitario. “Congratulazioni dal profondo del mio cuore a Weber, non ti nascondi dalle sfide e hai una grande forza”.

E’ il giorno di Weber, ma pure quello di Tajani. La conferma del  vicepresidente e coordinatore unico di Forza Italia permette al suo partito di restare protagonista. “Cittadini, crescita, occupazione, futuro per i giovani: questa è la nostra identità, e non è possibile vincere senza identità”, ricorda Tajani, che di fatto traccia l’agenda del partito e del suo gruppo all’Europarlamento.

Con il nuovo presidente, “l’amico e collega” Weber, Tajani e tutti i membri del partito popolare europeo continueranno a lavorare per “una forte Europea politica, più unita e inclusiva”. Anche se le parole di Weber non sono delle più concilianti.

Il nuovo presidente del PPE veste i panni del rigorista, con toni che e ragionamenti certamente utili a faccende domestiche di uno Stato membro di cui i popolari europei hanno perso la leadership, e funzionali ad un dibattito tutto europeo mai accantonato: austerità e spesa. “Non accetto che i socialisti spendano denaro con noncuranza e lascino al PPE il compito di raccogliere i pezzi quando l’economia crolla”, tuona da Rotterdam il capo dei popolari europei.Questo non è più accettabile”. Parole rivolte al governo di Madrid, a guida socialista, nell’intento di agevolare il Partido Popular di Alberto Núñez Feijóo, ora all’opposizione. In Spagna si voterà alla fine del 2023, ma Weber decide di giocare d’anticipo.

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