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    Home » Cultura » Il film ‘Quo Vadis, Aida?” sul massacro di Srebrenica vince il Premio Lux: “In Ucraina non si ripeta la tragedia della Bosnia”

    Il film ‘Quo Vadis, Aida?” sul massacro di Srebrenica vince il Premio Lux: “In Ucraina non si ripeta la tragedia della Bosnia”

    La cerimonia del premio del pubblico per il cinema europeo alla plenaria del Parlamento UE. La pellicola della regista Jasmila Žbanić racconta il dramma in Bosnia nel 1995, ma emergono diversi elementi di attualità: "Le madri non debbano più piangere e seppellire i propri figli"

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    8 Giugno 2022
    in Cultura
    Premio Lux 2022
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    Bruxelles – Sono passati quasi 30 anni, ma il dramma della guerra in Bosnia ed Erzegovina sembra più attuale che mai. Nel 1995 le donne di Srebrenica erano testimoni del massacro dei propri familiari, nel 2022 le madri ucraine seppelliscono i propri figli e quelle russe li vedono partire per il fronte. Ed è una voce che ha conosciuto in prima persona quel passato e che guarda ora con occhi gonfi di lacrime al conflitto in Ucraina a lanciare un appello alla pace: “Mettete fine alla guerra, mettete fine alle sofferenze dei popoli e delle madri“. È l’appello della presidente dell’Associazione Madri di Srebrenica, Munira Subašić, ritirando il Premio Lux 2022 nell’emiciclo del Parlamento UE di Strasburgo, appena vinto dal film Quo Vadis, Aida? basato sugli eventi che l’hanno vista protagonista insieme a migliaia di altre donne bosniache.

    Premio Lux 2022
    La presidente dell’Associazione Madri di Srebrenica, Munira Subašić, e la regista del film ‘Quo Vadis, Aida?’, Jasmila Žbanić alla cerimonia del Premio Lux alla sede del Parlamento UE di Strasburgo (8 giugno 2022)

    L’annuncio del film vincitore del Premio Lux del pubblico per il cinema europeo e la relativa cerimonia di premiazione si sono svolti questa mattina (mercoledì 8 giugno) durante la sessione plenaria dell’Eurocamera. Cittadini comunitari ed eurodeputati hanno scelto il film co-prodotto da Bosnia ed Erzegovina, Austria, Paesi Bassi, Francia, Polonia, Norvegia, Germania, Romania e Turchia e diretto dalla regista bosniaca Jasmila Žbanić nella rosa dei tre finalisti. Gli altri due candidati al premio erano Flee, del regista danese Jonas Poher Rasmussen, e Great Freedom, del regista austriaco Sebastian Meise. Tre film che “hanno in comune la lotta per le libertà fondamentali dell’Unione Europea”, ha ricordato la presidente del Parlamento UE, Roberta Metsola, prima di annunciare la vittoria di Quo Vadis, Aida?: “Sono temi storici, ma di grande attualità con la guerra Ucraina e con gli sfollati che rischiano di essere sempre vittime di orrori”.

    Munira Subašić Premio Lux 2022
    La presidente dell’Associazione Madri di Srebrenica, Munira Subašić, alla cerimonia del Premio Lux (8 giugno 2022)

    Spiegando i punti di forza della pellicola vincitrice del Premio Lux 2022, Metsola ha sottolineato che si tratta di “un appello alla giustizia per le donne e le madri di Srebrenica, testimoni delle atrocità commesse contro ottomila amati massacrati”. Rivolgendosi a Žbanić e Subašić, la numero uno dell’Eurocamera ha ribadito che “nessun crimine contro l’umanità sarà mai dimenticato in questa casa della democrazia, della libertà e dei valori europei”. La pellicola del 2020 racconta la storia (liberamente ispirata a quella di Hasan Nuhanović, traduttore per il contingente Dutchbat III della Forza di protezione delle Nazioni Unite a Potočari) di Aida, traduttrice dei Caschi Blu dell’ONU, arrivati nell’estate del 1995 a Srebrenica. Aida, proprio in virtù del suo lavoro, viene a conoscenza di informazioni cruciali sul destino dei suoi concittadini, e cercherà di mettere al riparo gli uomini della sua famiglia dalla tragedia ormai inevitabile, che conterà 8.372 uomini massacrati dalle forze serbo-bosniache di Ratko Mladić.

    “Sono passati 27 anni dal genocidio di Srebrenica, io sono sopravvissuta, ma 22 membri della mia famiglia sono rimasti uccisi”, ha raccontato agli eurodeputati la presidente dell’Associazione Madri di Srebrenica. “Di mio figlio ho seppellito solo due ossa, mai una madre dovrebbe vivere quello che ho vissuto io“, ma ora la storia si ripete, ha denunciato Subašić: “Anche in Ucraina le madri piangono mentre seppelliscono i propri figli, e le madri russe piangono i figli che non sanno se rivedranno mai tornare dalla guerra, la tragedia della Bosnia non deve ripetersi”. Anche Žbanić si è detta “sconvolta” dal conflitto in Ucraina: “Pensavo che la guerra in Bosnia sarebbe stata l’ultima in Europa, vedete che dopo quasi 30 anni le conseguenze sono ancora molto dolorose”. Quello che gli ucraini stanno vivendo oggi “è una catastrofe”, ma la regista bosniaca ha acceso i riflettori anche sulle conseguenze del conflitto nella regione balcanica: “Non dimenticate i Paesi che non sono nell’UE e che vogliono entrare, come la Bosnia”, si è rivolta a eurodeputati e istituzioni comunitarie. “Abbiamo bisogno del vostro supporto contro i nazionalismi appoggiati da Vladimir Putin“, è l’ultimo appello che arriva dalla Strasburgo del 2022. Ma anche dalla Srebrenica del 1995.

    Trovi un ulteriore approfondimento nella newsletter BarBalcani, curata da Federico Baccini

    Tags: adesione ue bosniaallargamento Uebosniabosnia ed erzegovinaeu-balcaniinvasione ucrainamassacro di SrebrenicaPremio LuxPremio Lux 2022Quo Vadis AidaRatko Mladicrussia-balcanisrebrenicawestern balkans

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