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Le imprese tedesche frenano sulla volontà di assumere

Le imprese tedesche frenano sulla volontà di assumere

Lo rileva il sondaggio condotto dall'istituto IFO. Un ulteriore campanello d'allarme per il motore economico dell'UE e dell'Eurozona, sempre più in odor di recessione

Bruxelles – In Germania adesso è anche allarme lavoro. Di fronte alle incertezze economiche che la guerra Ucraina porta con sé, prima fra tutte i rischi di tagli completi delle forniture energetiche russe, le imprese tedesche stanno iniziando a riconsiderare i propri piani industriali. Se prima c’era la disponibilità di procedere con nuove assunzioni, adesso “la volontà delle aziende tedesche di assumere nuovo personale ha subito un forte colpo“, avverte l’Istituto di ricerca economica di Monaco (istituto IFO). “Nel complesso, le aziende stanno ancora pianificando di assumere nuovo personale, ma sono diventate più caute nella pianificazione del personale a causa dell’attuale elevato livello di incertezza”.

Questo mutato orientamento riguarda soprattutto il terziario e il turismo. Nel settore dei servizi l’indicatore sulle assunzioni “è sceso notevolmente”, mentre il comparto ricettizio “ha frenato” la stupila di nuovi contratti di lavoro. A questo si aggiunge il ristagno delle imprese commerciali ed edili, che “hanno ancora poco bisogno di assumere nuovo personale”.

Le cose dunque non si mettono bene. La Germania è già considerata ad un passo dalla recessione, e le novità riguardanti le prospettive per l’occupazione non fanno altro che conclamare lo stato di difficoltà del motore economico d’Europa e dell’Eurozona. Il rischio che possa ingolfarsi è sempre più reale, almeno questo dicono indicatori, sondaggi e soprattutto gli operatori del settore. 

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