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Il commissario Ue Reynders a Kiev nel giorno dell'attacco missilistico russo sulla capitale:
(credits: MARYNA MOISEYENKO / AFP)

Il commissario Ue Reynders a Kiev nel giorno dell'attacco missilistico russo sulla capitale: "Siamo corsi nei rifugi"

Il titolare della Giustizia nel gabinetto von der Leyen si trovava in Ucraina per sostenere le autorità nazionali nelle indagini sui crimini di guerra durante l'invasione dell'esercito del Cremlino: "La situazione è peggiorata negli ultimi giorni, soprattutto dopo l'attacco al ponte in Crimea"

Bruxelles – Dopo qualche mese di ritorno a una pseudo-normalità, Kiev è di nuovo sotto assedio, con i bombardamenti che hanno scosso la città nelle prime ore della mattinata di oggi (lunedì 10 ottobre). Una decina di esplosioni si sono registrate a Kiev (ma anche a Leopoli, Mykolaiv e altre città principali del Paese), con l’obiettivo di distruggere infrastrutture critiche, ma anche abitazioni civili, università, uffici governativi ed edifici non militari. A testimoniare il livello di gravità della situazione dopo il bombardamento è stato il commissario europeo per la Giustizia, Didier Reynders, che proprio questa mattina si trovava a Kiev: “È suonato il primo allarme alle 6 del mattino, le prime esplosioni sono arrivate un po’ più tardi. Alle 8 i servizi di sicurezza ci hanno chiesto di scendere al terzo piano interrato dell’hotel, dove siamo corsi con gli ospiti e il personale dell’hotel”.

Su Twitter è stato lo stesso commissario Reynders a far sapere di essere “al sicuro”, dopo essere stato “rapidamente trasferito nel rifugio dell’hotel” insieme al suo team: “Siamo in attesa di aggiornamenti“. Raggiunto al telefono da LesNews24, il titolare della Giustizia nel gabinetto von der Leyen ha testimoniato che “da quello che mi è stato detto dal personale, sono ormai tre mesi che non ci sono più fughe nei rifugi, perché non si è mai verificata nessuna esplosione dopo gli allarmi”. Tuttavia, “siamo di fronte a un attacco diretto, la situazione è peggiorata negli ultimi giorni soprattutto dopo l’attacco al ponte in Crimea” nella notte tra venerdì 7 e sabato 8 ottobre.

Nonostante la nuova escalation di violenza russa, “dobbiamo continuare a sostenere gli ucraini attraverso tutti i canali che abbiamo utilizzato fin dall’inizio, siano essi militari, umanitari o finanziari, ma anche nel campo della corretta applicazione delle sanzioni e della ricerca dei responsabili dei crimini di guerra”, ha assicurato Reynders. Il commissario europeo si trova in Ucraina proprio per sostenere gli sforzi delle autorità nazionali nel ricercare prove durante le indagini sui criminali di guerra nel corso dell’invasione del Paese da parte dell’esercito russo.

Durissima la condanna da Bruxelles per il bombardamento russo a Kiev. “Bombe su quartieri, palazzi, giardini pubblici. Solidarietà con Kiev, sostegno all’Ucraina”, ha commentato in un tweet il commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni. Si dice “profondamente scioccato” dagli attacchi contro i civili l’alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell: “Tali atti non hanno posto nel ventunesimo secolo, li condanno con la massima fermezza”. Per la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, “quello che sta accadendo ora a Kiev è nauseante”, ha attaccato su Twitter, con un affondo a Mosca: “Mostra al mondo, ancora una volta, il regime che abbiamo di fronte, un regime che prende di mira indiscriminatamente, un regime che fa piovere terrore e morte sui bambini”, con riferimento al cratere di un missile in corrispondenza di un parco giochi nella capitale ucraina.

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