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4 europei su 100 sono stati senzatetto: il Comitato Economico e Sociale Ue rilancia

4 europei su 100 sono stati senzatetto: il Comitato Economico e Sociale Ue rilancia "Housing first"

Abitazioni sociali adeguate e a basso prezzo sono il primo requisito per affrontare il problema, accompagnate da misure a supporto della persona per il reinserimento nella società. Il fenomeno crescerà a causa della crisi dell'energia e dell'aumento del costo della vita

Bruxelles – 4 cittadini europei su 100 sono stati senzatetto almeno una volta nella vita, con un preoccupante aumento del 70 per cento nell’ultimo decennio. Questo il dato da cui è partito il Comitato Economico e Sociale Europeo (Cese), che lo scorso 7 ottobre ha tenuto una conferenza sulla condizione dei senza dimora in Europa e sulle strategie da mettere in campo per eradicare il fenomeno entro il 2030. Presenti al meeting, organizzato assieme alla Federazione Europea delle organizzazioni nazionali che lavorano con i senzatetto (FEANTSA), rappresentanti della società civile, esperti e cittadini che hanno vissuto sulla propria pelle il dramma di non avere un’abitazione.

Dalla conferenza si è levato un grido d’allarme: il numero di senzatetto crescerà ancora a causa della situazione geopolitica e del conseguente rialzo dei prezzi dell’energia e del costo della vita, e nonostante molti Stati Membri stiano varando piani nazionali per affrontare il fenomeno, la “questione senzatetto” non è ancora stata inquadrata nel modo giusto ai livelli europeo e nazionale.

Secondo il Cese il principio guida per affrontare il problema è riassumibile nell’espressione “housing first”: abitazioni sociali adeguate e a basso prezzo sono il primo requisito per allontanare i senzatetto dalle strade. “Il ruolo delle associazioni della società civile, in particolare le organizzazioni dei consumatori, le comunità locali e gli attori sul campo, è fondamentale per promuovere una politica abitativa a prezzi accessibili”. Ha aperto così la conferenza la presidente del Cese Christa Schweng, ricordando come il Comitato abbia già invitato la Commissione Europea a presentare un piano europeo sul diritto alla casa.

Approccio olistico e azione collettiva, questo è quanto è emerso dalla conferenza. Complementari al pilastro dell’ “housing first”, sono necessarie tutta una serie di misure a supporto della piena integrazione delle persone senzatetto nella società: l’inserimento lavorativo, un’istruzione adeguata e un percorso di sostegno psicosociale. Il presidente dell’area Occupazione, Affari Sociali e Cittadinanza Laurentiu Plosceanu, promotore in prima persona della conferenza, ha concluso i lavori affermando in modo chiaro che “l’obiettivo deve essere porre fine al fenomeno dei senzatetto, non limitarsi a gestirlo. C’è bisogno di una strategia europea più ambiziosa sul diritto all’abitare, in linea con il quadro legislativo previsto dall’Unione Europea”.