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L'Ue vuole redistribuire 40 miliardi di euro dai fondi strutturali per fronteggiare il caro energia

L'Ue vuole redistribuire 40 miliardi di euro dai fondi strutturali per fronteggiare il caro energia

Bruxelles valuterà le esigenze finanziarie del piano RepowerEu per capire se sono necessari ulteriori investimenti in infrastrutture transfrontaliere o stoccaggi di gas. La proposta nel nuovo pacchetto di misure contro il caro energia presentato oggi a Strasburgo

Bruxelles – Ridistribuire i fondi strutturali dell’Ue, tra cui i fondi di  inutilizzati dal precedente bilancio dell’UE (2014-2020) per sostenere famiglie e imprese contro il caro energia. E’ questa una delle proposte del nuovo pacchetto energia che la Commissione europea ha presentato questo pomeriggio (18 ottobre), anticipata in conferenza stampa a Strasburgo dalla commissaria europea per la Coesione, Elisa Ferreira, e dal presidente della commissione Sviluppo regionale (Regi) del Parlamento europeo, Younous Omarjee. 

I governi potranno utilizzare fino a 40 miliardi di euro di tutti i fondi strutturali 2014-2020, compresi i fondi di coesione, non utilizzati e rimpiegarli per sostenere le piccole e medie imprese colpite da prezzi elevati dell’energia, consumo energetico delle famiglie vulnerabili e schemi di lavoro a orario ridotto. In concreto, per rendere possibile la redistribuzione dei fondi, la Commissione europea dovrà approvare un emendamento al regolamento del piano ‘REPowerEU’, presentato dalla commissione per lo Sviluppo regionale (Regi) del Parlamento europeo, nel quadro dei negoziati in corso tra i co-legislatori di parlamento e Consiglio sul piano per affrancare l’Ue dalla dipendenza dai combustibili fossili russi.

A detta di Ferreira, la spesa per tali misure eccezionali sarà circa il 10 per cento dello stanziamento totale dei fondi nazionali della politica di coesione per il periodo 2014-2020. I 40 miliardi di euro si andranno ad aggiungere ai 26,9 miliardi di euro che Bruxelles aveva già proposto di mobilitare tramite i fondi di coesione nel ‘REPowerEu’ per trasferirli volontariamente per centrare gli obiettivi di indipendenza energetica nel Continente, per investirli in energie rinnovabili, idrogeno e infrastrutture principalmente. Lo scopo finale di questi fondi sarà quindi diverso: i 40 miliardi sono pensati espressamente per andare a sostenere famiglie e imprese contro il caro bollette, mentre i quasi 27 miliardi andranno investiti per centrare gli obiettivi del Repower. La commissaria ha spiegato che “il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione europeo e il Fondo sociale europeo, possono ora essere utilizzati assieme e in ogni regione, senza le limitazioni che generalmente sono imposte ai fondi di coesione europei”, ha aggiunto.

La Commissione europea aveva già espresso l’intenzione di sbloccare più risorse con fondi comuni aggiuntivi per finanziare l’indipendenza energetica dalla Russia e la transizione verde, senza andare a chiarire nella sostanza dove andare ad attingere. E oggi, presentato il nuovo pacchetto di misure contro il caro bollette, ha di fatto rilanciato lancia l’idea di potenziare finanziariamente il piano REPowerEu, annunciando che nei prossimi mesi effettuerà una valutazione delle esigenze finanziarie di ‘REPowerEU’, per analizzare se siano necessari maggiori investimenti “in infrastrutture transfrontaliere, comprese le interconnessioni paneuropee critiche, lo stoccaggio dell’energia, l’efficienza energetica e le energie rinnovabili che sono necessari per accelerare la transizione energetica pulita ed evitare la frammentazione del mercato unico”. L’esecutivo europeo spiega ancora nella comunicazione che “verrà inoltre considerata la capacità di assorbimento degli investimenti” del piano. I risultati di questa valutazione serviranno da  proposte della Commissione volte ad aumentare la potenza finanziaria dell’UE per REPowerEU in modo da garantire la competitività dell’industria europea e l’indipendenza energetica in tutta l’UE”. A maggio, quando ha presentato il piano, l’Esecutivo ha stimato di dover finanziare il piano con 300 miliardi di euro fino al 2027.

Una spinta sugli investimenti, ha poi chiarito la presidente Ursula von der Leyen in conferenza stampa presentando il piano dovuta al fatto che i piani per affrancare l’Unione europea dall’energia russa sono andati molto più rapidamente del previsto. “Tenendo conto di tutto questo, di questa accelerazione nella transizione che vediamo, abbiamo bisogno della stessa accelerazione anche nei nostri investimenti nelle infrastrutture transfrontaliere, nell’efficienza energetica e nelle energie rinnovabili”, ha detto la leader tedesca. Ha poi confermato che l’Ue effettuerà “una valutazione dei bisogni per REPowerEU” per valutare “cosa è necessario per promuovere questa transizione verso l’energia pulita e come possiamo evitare la frammentazione nel mercato unico in modo che questi investimenti nella transizione verso l’energia pulita siano disponibili in tutta l’Unione europea”.

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