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Nuovi edifici a emissioni zero entro il 2030, via libera del Consiglio dell'Ue alla direttiva sulla prestazione energetica

Nuovi edifici a emissioni zero entro il 2030, via libera del Consiglio dell'Ue alla direttiva sulla prestazione energetica

Nel testo di revisione della direttiva presentata dalla Commissione Europea che i 27 ministri hanno approvato, è prevista anche la ristrutturazione graduale di tutti gli edifici già esistenti per renderli a zero emissioni entro il 2050

Bruxelles – È arrivato nella mattinata di oggi (martedì 25 ottobre) il via libera del Consiglio dell’Ue alla revisione della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (Energy Performance of Building Directive – Epbd). I ministri dell’Energia dei Paesi Ue riuniti a Lussemburgo hanno raggiunto l’accordo che prevede che entro il 2030 tutti i nuovi edifici siano a emissioni zero e che gli edifici esistenti vengano ammodernati per raggiungere le zero emissioni entro il 2050.

A presiedere l’incontro il ministro dell’Industria ceco, Jozef Sikela, che ha commentato: “L’edilizia è un settore cruciale per raggiungere gli obiettivi energetici e climatici che l’Ue si è posta”. L’accordo raggiunto tra i ministri “aiuterà i cittadini europei a consumare meno energia, migliorando la qualità della vita e abbassando le bollette energetiche”.

Il 40 per cento dell’energia consumata in Ue è destinata proprio agli edifici pubblici e privati, responsabili inoltre del 36 per cento delle emissioni di gas serra legate al consumo energetico. Per questo motivo la proposta di revisione – che la Commissione Europea aveva presentato lo scorso 15 dicembre 2021 – assume un’importanza considerevole nel percorso verso la neutralità climatica che l’Unione Europea si è posta con il maxi pacchetto “Fit for 55”.

Se per i nuovi edifici viene introdotta la regola standard di emissioni zero – dal 2028 per quelli pubblici e dal 2030 per tutti gli altri – più complessa la questione della ristrutturazione degli edifici esistenti: il testo introduce standard minimi obbligatori di prestazione energetica, vincolando gli Stati a individuare almeno il 15 per cento del proprio patrimonio edilizio con le peggiori prestazioni e a ristrutturalo passando dalla classe energetica più bassa “G” al grado “F” entro il 2027 per gli edifici non residenziali e entro il 2030 per gli edifici residenziali. Con un approccio graduale, la direttiva prevede che i Paesi membri stabiliscano, nei loro piani nazionali di ristrutturazione, una road map basata su una traiettoria nazionale, che permetta di raggiungere classi di rendimento energetico più elevate in linea con il percorso verso le emissioni zero fissato al 2050.

Per arrivare all’adozione del testo definitivo sulla prestazione energetica degli edifici, la posizione degli Stati membri sarà vagliata nel corso del trilogo (negoziato inter-istituzionale) tra il Consiglio dell’Ue e il Parlamento Europeo, con la mediazione della Commissione.

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