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'Cartello dei tondini', nuova condanna del Tribunale Ue alle imprese italiane
Barre d'acciaio per calcestruzzo armato. il 'cartello dei tondini' è stato condannato dal Tribunale Ue [foto: Wikimedia Commons]

'Cartello dei tondini', nuova condanna del Tribunale Ue alle imprese italiane

Uno scontro legale che si trascina dal 2002, e che con ogni probabilità finirà nuovamente all'attenzione della Corte. Per i gruppi italiani multe fino a 5,1 milioni di euro

Bruxelles – Ferriera Valsabbia spa e Valsabbia Investimenti spa, Alfa Acciai spa, Feralpi Holdings spa e Ferriere Nord spa devono pagare la multa per il cartello nel mercato del tondo in acciaio per cemento armato. Il Tribunale respinge il ricorso, chiarendo che non si applica prescrizione a una causa vecchia di vent’anni, contraddistinta da errori di valutazione e procedurali. Il ‘cartello dei tondini’ è stato in vigore da dicembre 1989 a luglio 2000, con l’esecutivo comunitario che ha condannato l’irregolarità a dicembre 2002, anno di inizio della controversia.

Nell’associazione atta a fissare e stabilire i prezzi di vendita e acquisto, la Commissione Prodi vide allora violazioni del trattato Ceca, ma il testo sulla comunità economica per il carbone e l’acciaio ha cessato di essere in vigore a luglio 2002, e per questo il Tribunale dell’Ue, nel 2007, ha respinto le accuse. E’ stata la prima Commissione Barroso, nel 2009, a riaprire il caso con una nuova condanna stavolta sulla base del mancato rispetto del trattato sulla Comunità europea e del regolamento sulla concorrenza del 2003. Il Tribunale ci mette cinque anni per emettere un pronunciamento, e nel dicembre 2014 condanna i ‘furbetti’ del ‘cartello dei tondini’. Ma la Corte annulla, perché a distanza di anni la Commissione Barroso I non ha sentito le imprese accusate, e il Tribunale avrebbe dovuto richiedere una nuova audizione.

La Commissione Juncker riprende in mano il dossier e nel luglio del 2019 rinvia nuovamente alla Corte di giustizia dell’Ue le imprese. Pena dimezzata a causa di un procedimento che si trascina nel tempo, ma che comunque vale dai 2,2 ai 5,1 milioni di euro. Altri tre anni per il ricorso, e adesso la decisione del Tribunale: la Commissione può adottare una decisione sanzionatoria quasi 30 anni dopo l’inizio dei fatti costitutivi dell’infrazione senza violare i diritti di difesa delle parti interessate o  il principio del termine ragionevole.

Per i giudici di Lussemburgo, tenuto conto della “rilevanza” della controversia per gli interessati, della “complessità” del caso, del “comportamento” delle parti ricorrenti e di quello delle autorità competenti, la durata delle fasi amministrative del procedimento “non era stata irragionevole nel caso di specie”. Peraltro, la durata complessiva del procedimento era in parte imputabile alle interruzioni legate al numero di ricorsi proposti dinanzi al giudice dell’Unione sui diversi aspetti del caso.

Ferriera Valsabbia spa e Valsabbia Investimenti spa, Alfa Acciai spa, Feralpi Holdings spa e Ferriere Nord spa hanno adesso la possibilità di opporsi, ancora una volta, alla decisione del Tribunale e confidare in una decisione della Corte che ribalti la sentenza. Una cosa è certa: la battaglia legale sui tondini in acciaio per il cemento armato non è ancora finita.

(ha collaborato Emanuele Bonini)

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