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Borrell in Marocco promette
Josep Borrell e Aziz Akhannouch (Ph account twitter di Josep Borrell)

Borrell in Marocco promette "nessuna impunità" sul Qatargate. Ma per Rabat il partenariato è "sotto attacco continuo"

Il capo della diplomazia europea, in visita ufficiale a Rabat, ha discusso con il capo del governo marocchino del caso su cui si indaga in Belgio, sottolineando le preoccupazioni di Bruxelles. Ma per il Marocco il Parlamento europeo vuole indebolire il partenariato, in primo luogo a causa della questione del Sahara occidentale

Bruxelles – Alla fine del Qatargate se n’è parlato eccome, tra l’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, Josep Borrell, e il capo del governo marocchino, Aziz Akhannouch. Ieri (4 gennaio) fonti interne alla Commissione europea avevano smentito che il presunto scandalo di corruzione al Parlamento europeo, in cui sembrerebbe implicato anche il Marocco, potesse essere nell’agenda della visita ufficiale di Borrell a Rabat, ma così non è stato.

Josep Borrell e Nasser Bourita in conferenza stampa

“Con il capo del governo marocchino Aziz Akhannouch e con il ministro degli Esteri Nasser Bourita abbiamo affrontato la questione del Qatargate. È una questione che evidentemente ci preoccupa, le accuse sono gravi. La posizione dell’Ue è chiara, non ci può essere impunità per la corruzione”, ha dichiarato Borrell nel corso della conferenza stampa congiunta con il ministro Bourita. Il capo della diplomazia europea ha poi aggiunto un invito, o forse un monito: “Dobbiamo attendere i risultati delle indagini in corso e ci attendiamo la piena collaborazione di tutti”. Anche del governo marocchino. Il ministro degli Esteri di Rabat ha però puntato il dito contro istituzioni e media europei, responsabili di “attacchi continui” al partenariato Ue-Marocco. “Il partenariato è sotto attacco giuridico e mediatico continuo”, ha affermato Bourita, “anche da parte di alcune istituzioni europee, in primo luogo all’interno del Parlamento, attraverso dibattiti che hanno come oggetto il Marocco e che sono il risultato di calcoli per indebolire questa relazione”.

L’accusa di Bourita riguarderebbe in particolare uno dei temi più caldi e dibattuti quando si parla di Marocco, la questione del Sahara occidentale, oggetto di una contesa storica tra Rabat e i ribelli del Fronte Polisario. La posizione dell’Ue sulla questione ricalca quella delle Nazioni unite, secondo cui l’obiettivo è raggiungere “una soluzione politica giusta, realista, pragmatica, durevole e mutualmente accettabile”, ma il regno del Marocco ritiene di essere il sovrano legittimo del territorio dei Sahrawi. Tant’è che nel partenariato Ue-Marocco, nell’accordo sulla pesca, Rabat insiste da anni per includere il pesce pescato al largo del territorio conteso, ma il Parlamento europeo prima e la Corte di giustizia poi si sono opposti, sospendendo la questione in attesa di un accordo internazionale tra il Marocco e la Repubblica democratica Araba dei Sahrawi. Sarebbe proprio questo uno degli accordi su cui, secondo gli inquirenti belgi, il Parlamento di Bruxelles avrebbe ricevuto pressioni indebite da Rabat.

L’incontro tra Borrell e il governo marocchino, pianificato ben prima dello scoppio del Qatargate, era in realtà l’occasione per rafforzare il partenariato tre Ue e Marocco e per rinsaldare la cooperazione su temi regionali e internazionali. “L’Ue continua ad essere un partner strategico del Regno del Marocco. Il partenariato tra Ue e Marocco è un partenariato di vicinanza geografica, di valori condivisi e di interessi convergenti. È su questi tre parametri che il Marocco continuerà a lavorare con l’Ue”, ha concluso il ministro Bourita, sottolineando il lavoro sul partenariato verde firmato lo scorso anno e su quello per la transizione digitale.