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Zelensky all'Ue:

Zelensky all'Ue: "Avvio negoziati adesione quest'anno, il 2023"

L'appello ai leader ai presidente delle istituzioni comunitarie. "Per motivare noi stessi e per motivare il nostro esercito"

Bruxelles – Fare il possibile per permettere l’avvio dei negoziati di adesione dell’Ucraina all’Ue entro la fine dell’anno. Volodymir Zelensky, tra le richieste ai capi di Stato e di governo dei Ventisette e ai presidenti delle istituzioni comunitarie, presenta quelle relative al futuro politico del suo Paese. Il presidente ucraino ringrazia per quanto fatto finora, il riconoscimento dello status di candidato è un certamente un passo avanti anche più che gradito. Adesso però si vorrebbe evitare di attendere troppo a lungo. ” Vorremmo molto l’avvio di questi negoziati quest’anno, il 2023, per motivare noi stessi” ma soprattutto “per motivare il nostro esercito” impegnato a rispondere all’aggressione dell’armata russa.

Zelensky è consapevole del procedimento e delle sue tappe, e sa che occorre innanzitutto attendere il risultato delle raccomandazioni che la Commissione europea dovrà produrre nei prossimi mesi. Ma, e lo ribadisce con forza nel corso della conferenza stampa con i presidenti di Consiglio e Commissione Ue, “vogliamo molto l’adesione”. Dal podio della sala stampa del Consiglio europeo ricorda la situazione di un Paese e di un popolo alla prese con una guerra che “sfortunatamente va avanti”. Tenuto conto questo, “c’è bisogno di sostegno psicologico”, e un’eventuale concessione dell’avvio negoziale servirebbe non poco.

Zelensky trova dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, la massima disponibilità. “Sappiamo che la Commissione presenterà le sue valutazioni, e farò il massimo perché il Consiglio non scappi dalle sue responsabilità”. Un lavoro di convincimento sembra servire, dato che sull’accelerazione del procedimento dell’allargamento i 27 si mostrano con idee diverse. La Lituania vorrebbe che la Commissione li raccomandi per ottobre, “così che il Consiglio possa dare il via libera entro fine anno”. L’auspicio del presidente lituano Gitanas Nauseda è condivisa dal premier irlandese, mentre il lussemburghese Xavier Bettel invita al pragmatismo. “Non promettiamo ciò che non siamo certi di poter mantenere”.

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