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    Home » Economia » L’Eurocamera pronta al negoziato con gli Stati sul nuovo mercato elettrico. Simson incalza: “Accordo entro l’anno”

    L’Eurocamera pronta al negoziato con gli Stati sul nuovo mercato elettrico. Simson incalza: “Accordo entro l’anno”

    In alto mare il negoziato tra gli Stati membri, divisi (in particolare Francia e Germania) su alcune questioni che restano in sospeso, il ruolo dei meccanismi di capacità e le entrate dei contratti per differenza. La presidenza della Spagna alla guida dell’Ue ha messo sul tavolo dei governi un nuovo testo di compromesso per cercare di sbloccare lo stallo

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    14 Settembre 2023
    in Economia
    progetti interesse comune

    Bruxelles – Tentativo fallito. L’obiezione sollevata da un gruppo di oltre 140 eurodeputati di Ecr (Conservatori e riformisti), Sinistra e alcuni eurodeputati sciolti per affossare il mandato negoziale del Parlamento Ue sulla riforma del mercato elettrico è stata respinta e l’Eurocamera riunita in plenaria a Strasburgo ha adottato oggi (14 settembre) con 366 favorevoli, 186 contrari e 18 astenuti la posizione per avviare il negoziato con gli Stati membri Ue sulla proposta della Commissione europea, avanzata lo scorso 14 marzo.

    Il mandato del Parlamento europeo, a prima firma dell’eurodeputato spagnolo Nicolas Gonzalez Casares (S&D), aveva ricevuto il via libera in commissione Itre (Industria, energia e ricerca) lo scorso 19 luglio. E nella stessa riunione, con una votazione separata, la commissione Itre aveva deciso di avviare il negoziato interistituzionale con gli Stati membri mediato dalla Commissione europea direttamente sulla base del testo proposto in Itre, senza il passaggio in plenaria. Il via libera ai negoziati senza passare in plenaria doveva però essere confermato dalla plenaria stessa a settembre, con la possibilità per i gruppi di opporsi alla decisione.

    Nonostante l’obiezione, era improbabile che il testo fosse respinto dal momento che era frutto di un compromesso politico raggiunto nelle scorse settimane dai principali gruppi politici all’Europarlamento, Socialisti&Democratici (S&D), Renew Europe, Verdi e Partito popolare europeo (Ppe). Proprio il compromesso politico raggiunto tra i principali gruppi all’Eurocamera ha fatto sì che l’emendamento con il testo di Casares fosse approvato senza tensioni, portando gli eurodeputati a respingere o far decadere tutti gli altri emendamenti di compromesso.

    La posizione del Parlamento non prevede grandi stravolgimenti rispetto alla proposta originaria della Commissione europea, avanzata il 14 marzo scorso tra i tre pilastri normativi del Piano industriale per il Green Deal. I consumatori dovrebbero avere il diritto a contratti a prezzo fisso e contratti a prezzo dinamico. Il mandato prevede inoltre che gli Stati membri un divieto alla disconnessione elettrica, ovvero che i fornitori possano interrompere la fornitura di elettricità ai clienti vulnerabili. Rispetto alla proposta della Commissione, il Parlamento mantiene l’uso dei cosiddetti “contratti per differenza” (CFD) per incoraggiare gli investimenti energetici e suggerisce di lasciare la porta aperta a regimi di sostegno equivalenti dopo l’approvazione da parte della Commissione. Gli eurodeputati chiedono inoltre che l’esecutivo europeo lavori a un mercato per i contratti a lungo termine per l’acquisto di energia entro la fine del 2024.

    Sembra invece in alto mare il negoziato all’interno del Consiglio Ue, l’altro co-legislatore insieme all’Eurocamera. Gli Stati membri, in particolare Francia e Germania, restano divisi su alcune questioni che restano in sospeso, il ruolo dei meccanismi di capacità e le entrate dei contratti per differenza. La presidenza della Spagna alla guida dell’Ue ha messo sul tavolo dei governi un nuovo testo di compromesso per cercare di sbloccare lo stallo, mentre il monito ad approvare in fretta una posizione arriva anche dalla Commissione europea. “Continuerò a collaborare con la Presidenza spagnola per finalizzare la posizione del Consiglio e concludere i negoziati entro la fine dell’anno” sulla riforma del mercato elettrico dell’Ue, assicura su X (ex Twitter) la commissaria europea per l’Energia, Kadri Simson, salutando con soddisfazione l’adozione in plenaria a Strasburgo del mandato negoziale dell’Europarlamento, definendolo un testo “equilibrato”. Al Consiglio Ue manca ancora una posizione negoziale, per poter avviare il negoziato a tre tra Consiglio e Parlamento, mediato dall’esecutivo comunitario. “Grazie al sistema interno integrato del mercato elettrico sono stati risparmiati 34 miliardi di euro ogni anno. Ma dobbiamo rafforzarlo per garantire stabilità sia ai consumatori che agli investimenti in energia pulita e rendere i prezzi al consumo indipendenti dai costosi combustibili fossili”, ha dichiarato Simson.

    Tags: parlamento europeoriforma del mercato elettricounione europea

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