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    Home » Politica Estera » Limitazione del diritto di veto e inclusione delle organizzazioni regionali. La spinta di Michel alla riforma delle Nazioni Unite

    Limitazione del diritto di veto e inclusione delle organizzazioni regionali. La spinta di Michel alla riforma delle Nazioni Unite

    Nel suo intervento all'Assemblea Generale dell'Onu, il presidente del Consiglio Ue ha avvertito che "oggi questa famiglia globale è disfunzionale" a causa di un sistema bloccato da "forze ostili". Presto un vertice con Unione Africana, Celac, Asean e il Segretario Generale António Guterres

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    22 Settembre 2023
    in Politica Estera
    Charles Michel Onu Nazioni Unite

    Bruxelles – I panni sporchi si lavano in famiglia. E se la famiglia è “globale e disfunzionale”, è necessaria un’azione drastica e incisiva. Come una riforma complessiva del sistema di funzionamento dell’Onu. Dal podio del Palazzo di Vetro, in occasione della 78esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, ha sostenuto con forza la necessità di una riforma dell’organizzazione intergovernativa nata nel 1945, dopo che il sistema “è bloccato e ostacolato da forze ostili”.

    Charles Michel Onu Nazioni Unite
    Il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, alla 78esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, New York (21 settembre 2023)

    Intervenuto a New York nella nottata europea (21 settembre), il numero uno del Consiglio ha messo in chiaro che “l’Unione Europea aspira a un mondo multipolare, un mondo che coopera e si muove verso una maggiore democrazia e rispetto dei diritti umani“. Tuttavia, “la fiducia si sta erodendo, le tensioni si moltiplicano e un pericoloso confronto bipolare ci minaccia, come se tutti dovessero schierarsi l’uno contro l’altro”, è l’avvertimento sul fatto che è più che mai necessario “rimettere in moto la cooperazione multilaterale e riparare il sistema delle Nazioni Unite”. Il punto di partenza rimane “la fiducia basata sul rispetto dei sacri principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite” – rispetto della sovranità, dell’integrità territoriale e dei diritti umani – e l’accusa a chi ha minato le fondamenta del progetto è netta: “Negli ultimi 19 mesi un membro permanente del Consiglio di Sicurezza, la Russia, ha condotto una guerra di conquista contro un Paese vicino che non l’ha mai minacciato”.

    Per tutti questi motivi il leader dell’istituzione comunitaria ha voluto far sentire la sua voce per portare “una nuova prospettiva” al dibattito sulla riforma delle Nazioni Unite, basata in particolare sulla questione del diritto di veto e sul ruolo che dovrebbero svolgere le organizzazioni regionali, come l’Ue e non solo: “Su questi punti chiedo un emendamento alla Carta delle Nazioni Unite”, ha annunciato Michel. In primis perché “il Consiglio di Sicurezza non riflette il mondo di oggi, ci sono 60 Paesi che non hanno mai avuto un seggio” e “intere aree del mondo – Africa, Sud America, Caraibi, Asia – sono poco o per nulla rappresentate”. Se “potere e legittimità vanno di pari passo”, la mancanza di rappresentatività del Consiglio di Sicurezza “sta minando la sua legittimità”.

    Consiglio Sicurezza OnuDa una parte c’è dunque la necessità di ragionare sul superamento dello “status quo” per quanto riguarda l’aumento del numero di membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. “Le Nazioni Unite, come suggerisce il nome, sono un club di nazioni”, ha ricordato il presidente Michel, tenendo fisso lo Stato nazionale come “unità di base” del sistema multilaterale, ma definendo “inevitabile” l’aumento dei membri permanenti. Allo stesso tempo però non potrà rimanere così com’è il diritto di veto, che “nella sua forma attuale è soggetto ad abusi e rende il Consiglio di Sicurezza imponente”. Gli esempi si sprecano – tutti dimostrati dalla guerra russa in Ucraina – dalla “violazione palese” della Carta e del diritto internazionale da parte dei membri permanenti al diritto di veto sulle sanzioni contro se stessi “ancora più scioccante”, fino alla propaganda e la disinformazione veicolata all’interno del Consiglio stesso. Bruxelles sostiene in particolare l’iniziativa di Francia e Messico che dovrebbe limitare il diritto di veto “nei casi di atrocità di massa”, ha puntualizzato Michel: “Sosteniamo il codice di condotta relativo all’azione contro il genocidio, i crimini contro l’umanità o i crimini di guerra”, così come “tutti gli sforzi per migliorare la trasparenza e la responsabilità del Consiglio di Sicurezza”. Nel contesto della riforma della Carta Onu si dovrebbe istituire un meccanismo “che combini il processo decisionale a maggioranza con un uso moderato e flessibile del diritto di veto”, ha voluto ribadire il numero uno del Consiglio Ue.

    Assemblea Generale OnuE poi, considerando la riforma del sistema di rappresentatività, non si può allargare l’orizzonte oltre gli Stati nazionali. “Il ruolo delle organizzazioni regionali e continentali sta crescendo“, come dimostra l’azione dell’Unione Europea, dell’Unione Africana, della Comunità degli Stati Latino-Americani e dei Caraibi (Celac) e dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean). “Queste organizzazioni riflettono un nuovo livello di legittimità nei forum internazionali e multilaterali“, dal momento in cui svolgono un “ruolo di coordinamento politico ed economico tra i loro membri” e creano “spazi per una cooperazione più stretta e dove si stabiliscono le regole”, è quanto messo in chiaro dal presidente Michel, che si è detto convinto che “le Nazioni Unite diventerebbero più legittime ed efficaci se dessero spazio alle organizzazioni regionali“. Un’inclusione che potrebbe dare vita a un circolo virtuoso, con una doppia azione: le stesse organizzazioni potrebbero “cooperare di più e meglio tra loro”, mentre “la loro influenza stabilizzatrice sarebbe ulteriormente rafforzata nella cooperazione multilaterale”. Con questo quadro chiaro il presidente del Consiglio Ue ha annunciato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che “presto prenderò l’iniziativa di organizzare un vertice istituzionale tra Unione Europea, Unione Africana, Celac, Asean e con il Segretario Generale delle Nazioni Unite”, António Guterres. L’obiettivo sarà proprio quello di “riflettere su come le nostre organizzazioni possano agire insieme per rafforzare il sistema multilaterale”. E lavare i panni sporchi in famiglia.

    Tags: charles michelnazioni uniteonuriforma Onuue-aseanUe-Celacue-unione africanaunione europea

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