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    Home » Cronaca » Stipendi degli insegnanti in Europa: dai “poveri” italiani, ai benestanti francesi, ai ricchi lussemburghesi

    Stipendi degli insegnanti in Europa: dai “poveri” italiani, ai benestanti francesi, ai ricchi lussemburghesi

    I dati vengono dal nuovo rapporto della rete Eurydice per il 2021/2022, che spiega e confronta i sistemi educativi. I salari italiani sono diminuiti dell'8 per cento negli ultimi 6 anni

    Marta Di Donfrancesco</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@Marta_DD95" target="_blank">@Marta_DD95</a> di Marta Di Donfrancesco @Marta_DD95
    5 Ottobre 2023
    in Cronaca, Cultura

    Bruxelles – Un insegnante del Lussemburgo può arrivare a guadagnare più del triplo di uno italiano. È uno dei dati emersi dal nuovo rapporto Eurydice, che ha pubblicato oggi (5 ottobre) il suo rapporto annuale sugli stipendi e le indennità degli insegnanti e dei capi di istituto. Il rapporto, che riguarda gli stipendi degli insegnanti e dei presidi nelle scuole pubbliche preprimarie, primarie e secondarie generali per il periodo 2021-2022, mostra grandi differenze nei guadagni degli insegnanti in tutta Europa. Differenze che riguardano non solo gli stipendi iniziali degli insegnanti, ma anche il potenziale aumento degli stipendi nel corso della loro carriera. In media, gli insegnanti del livello preprimario tendono a guadagnare di meno mentre gli insegnanti del secondario superiore di solito guadagnano di più, anche se in alcuni Paesi europei tutti gli insegnanti ricevono lo stesso stipendio all’inizio della loro carriera.

    In Italia, lo stipendio annuo lordo iniziale per un insegnante della scuola dell’infanzia ammonta a 24.297 euro, che arriva a 35.373 euro a fine carriera. Nella scuola secondaria di secondo grado, invece, si parte da 26.114 euro per arrivare fino a un massimo di 40.597 euro con l’ultimo scatto di anzianità. L’Italia, tra l’altro, rientra tra quei Paesi che vedono una crescita stipendiale modesta durante la carriera (26.639 euro per la scuola dell’infanzia e 29.530 euro per la secondaria di secondo grado dopo 10 anni) e il suo massimo dopo un lungo periodo di tempo, ovvero dopo 35 anni di insegnamento.

    Lo stipendio iniziale per gli insegnanti francesi (che hanno la qualifica più alta per svolgere questo mestiere) non è di molto superiore: 28.385 euro alla scuola dell’infanzia 35.309 euro per la secondaria di secondo grado. La differenza, però, si vede a fine carriera (che anche qui arriva dopo 35 anni): 48.183 euro per l’infanzia e 60.832 euro annui per un insegnante delle scuole superiori (50.985 euro con una qualifica più bassa). Cifre non troppo diverse dalla Spagna, dove, però, c’è un aumento di salario minore durante la carriera, con l’ultimo scatto di anzianità che arriva dopo 39 anni di insegnamento. Qui si inizia con 31.847 euro alla scuola materna e 35.595 euro alle superiori e si finisce rispettivamente con 46.203 e 51.500 euro.

    Tra i Paesi in area euro che pagano i salari più alti ai loro insegnanti si trovano Germania e Lussemburgo. Berlino (che non ha fornito i dati per gli insegnanti delle scuole dell’infanzia) ha previsto uno stipendio iniziale dei professori della secondaria di secondo grado pari a 64.009 euro, che arriva fino a 87.323 euro alla fine della carriera. I maestri del Lussemburgo, invece, entrano in classe il primo anno con una retribuzione di 71.540 euro e arrivano, dopo 30 di insegnamento, al massimo dello stipendio, pari a 126.389 euro. Per i professori delle superiori i numeri sono ancora più alti: 81.079 euro annui lordi alla prima firma del contratto e 140.935 euro a fine carriera. Nell’ultimo anno scolastico, rispetto a quello 2014/2015 preso in considerazione dalla relazione di Eurydice, gli stipendi iniziali annuali degli insegnanti sono aumentati nella maggior parte dei sistemi educativi nazionali per adeguarsi all’inflazione. Non è però il caso dell’Italia, dove gli stipendi sono diminuiti per tutti i livelli di istruzione dell’8 per cento, così come è avvenuto in altri Paesi dell’Europa (Belgio, Grecia, Spagna, Cipro, Portogallo, Finlandia, Norvegia e Turchia).

    Tra i docenti europei con i salari più bassi ci sono quelli della Grecia, con uno stipendio iniziale pari a 13.104 euro sia per i maestri sia per i professori. Anche a fine carriera lo stipendio non cambia tra i due ordini di scuola: i docenti dell’infanzia e della secondaria di secondo grado escono dalla scuola greca, dopo almeno 36 anni di servizio, entrambi con un salario pari a 25.848 euro. Ancora peggio va per gli insegnanti dell’Ungheria, dove si entra nella scuola dell’infanzia con uno stipendio pari a 7.388 euro annuo e si esce con 11.710 euro, poco meno di un terzo del corrispettivo italiano. Nella scuola superiore i dati non sono molto diversi. Stesso stipendio dei docenti della scuola dell’infanzia al momento della firma del contratto, ma leggermente superiore a fine carriera (che si raggiunge dopo 42 anni di servizio): 13.011 euro. A non arrivare neanche alla doppia cifra è, invece, l’Albania, dove si inizia con 6.256 euro per l’infanzia e 7.331 euro per la secondaria di secondo grado e si finisce, rispettivamente, con 7.244 e 8.320 euro, dopo 20 anni di insegnamento.

     

    “Nel quadro della creazione dello Spazio europeo dell’istruzione, la Commissione sta collaborando con gli Stati membri e le parti interessate per affrontare queste questioni, in particolare sotto forma di un gruppo di lavoro regolare sulle scuole in cui si condividono esperienze e pratiche per ispirare un cambiamento positivo in tutta l’Ue. Queste sono diffuse tramite corsi di sviluppo professionale e risorse sulla piattaforma educativa scolastica europea. Entro il 2025 verranno sviluppate 27 accademie per insegnanti Erasmus+ per offrire sostegno agli insegnanti all’inizio e nel corso della carriera”, si legge in una nota della Commissione. Non solo: l’esecutivo comunitario sta anche attuando il premio annuale europeo per l’insegnamento innovativo per celebrare il lavoro degli insegnanti e delle scuole e dare credito al loro operato e, nel febbraio 2023, ha pubblicato orientamenti per lo sviluppo di quadri nazionali di carriera per insegnanti e dirigenti scolastici.
    Tags: commissione europeaeurydicefranciagermaniainflazioneitaliaLussemburgoScuolastipendi docenti

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