- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 29 Luglio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Green Economy » Idrogeno, i dubbi degli ambientalisti: “UE aggrava crisi idrica nel mondo”

    Idrogeno, i dubbi degli ambientalisti: “UE aggrava crisi idrica nel mondo”

    Uno studio di impatto di Transport & Environment (T&E) mette in luce le criticità dell'azione a dodici stelle in Oman, Marocco, Namibia e Cile. "Manca confronto con la realtà"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    13 Febbraio 2024
    in Green Economy
    idrogeno

    Bruxelles – Idrogeno, ovvero l’insostenibile sostenibilità dell’Unione europea. La politica di sicurezza energetica, unita alla necessità di affrancarsi dai combustibili fossili responsabili di inquinamento ed emissioni a gas serra rischia di produrre effetti indesiderati con ricadute non solo di natura ambientale, ma pure sociale. Perché chiedere ai Paesi terzi di produrre quell’H2 di cui l’Ue avverte la necessità implica aggravare una situazione già di per sé precaria soprattutto per quanto riguarda la sicurezza idrica.

    A porre l’accento su un’azione a dodici stelle presa “frettolosamente in seguito all’invasione russa dell’Ucraina” è Transport & Environment (T&E), l’ombrello di organizzazioni non governative per il trasporto sostenibile, attraverso uno studio dedicato alle politiche per l’idrogeno.

    L’UE si sta rivolgendo principalmente a sei Paesi per le sue necessità tra Europa (Norvegia), sud America (Cile), Africa (Egitto, Marocco e Namibia) e Medio Oriente (Oman). In questa sua ricerca di partner l’EU sta però producendo effetti collaterali di vasta portata. Soprattutto per quanto riguarda l’accesso all’acqua. Per produrre le 2,6 milioni di tonnellate di H2 che si prevede di esportare nell’UE nel 2030, “sarebbero necessari tra 55 e 80 milioni di tonnellate di acqua, l’equivalente di 32mila piscine olimpioniche ogni anno”. Per cui, sottolinea il documento, tutti i paesi esaminati, tranne la Norvegia, “si troveranno ad affrontare una significativa scarsità d’acqua nei decenni a venire”.

    Questo perché “mentre l’acqua necessaria per la produzione di H2 appare relativamente bassa rispetto agli attuali usi idrici nei Paesi selezionati”, tale ulteriore consumo di acqua “avverrebbe in un contesto in cui si trova la maggior parte dei paesi studiati affrontano sempre più problemi di scarsità idrica”. Nello specifico questi Paesi “già soffrono degli effetti del cambiamento climatico, come la mega-siccità in Cile, i bassi tassi di ricarica in Marocco e l’intrusione di acqua di mare in Oman”.

    Chiedere a questi Paesi di attingere all’acqua sempre meno disponibile ha anche delle ripercussioni pratiche, che si traducono in uomini e donne in marcia alla ricerca di risorse di base sempre più rare. In altre parole: nuovi flussi migratori, con tutte le implicazioni politiche del caso per un’Europa poco incline all’accoglienza. L’Unione europea, con le sue azioni, rischia di aggravare un fenomeno, quello dei rifugiati climatici, già molto presente nel dibattito politico e oggetto di studi.

    Quello prodotto per T&E, di studio, ipotizza il ricorso alla desalinizzazione. Rendere l’acqua di mare dolce così da evitare di attingere a risorse idriche potabili è certamente un’opzione, non priva però di incognite. Intanto gli impianti di desalinizzazione sono energivori, richiedono cioè un grande consumo. Inoltre la tecnologia in questione “potrebbe affrontare sfide ambientali se residui di salamoia venissero rilasciati nell’oceano, esercitando pressione sulla biodiversità e quindi delle popolazioni locali”.

    La via delle importazioni da questi Paese non sembra dunque una scelta sostenibile, né dal punto di vista ambientale né dal punto di vista socio-economico. Tanto più che l’UE, in questo momento, non sembra avere una reale necessità dei partner oggetto di studio. “L’Europa potrebbe produrre tra i 6 e i 7,5 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile entro il 2030 a livello nazionale”, rileva il documento d’analisi realizzato per conto di Transport & Environment (T&E). Concentrare azioni e politiche per la produzione nell’UE “sarebbe sufficiente a soddisfare i bisogni del continente se si limitassero le forniture di idrogeno e di carburanti elettronici a settori che hanno poche altre alternative come il trasporto marittimo, l’aviazione e i fertilizzanti”.

    Geert Decock, responsabile Elettricità ed energia presso T&E avverte: “Un confronto con la realtà è quanto mai necessario”. Si sta insistendo troppo su un’opzione di politica economica e industriale che non è sostenibile alle attuali condizioni: “La maggior parte dei paesi da cui l’Europa fa affidamento per le importazioni non sono affatto pronti ad aumentare la produzione”.

    Tags: acquacrisi idricaenergiaidrogenosostenibilitàTransport & Environment.ue

    Ti potrebbe piacere anche

    Idrogeno Pulito
    Economia

    Via libera Ue al regime di aiuti di Stato dell’Italia da mezzo miliardo per l’idrogeno a scopi industriali

    30 Gennaio 2024
    Il direttore generale di Eurofer, Axel Eggert [foto: Eurofer]
    Economia

    Eggert (Eurofer): “Europa rischia di produrre meno acciaio, ma verde. Idrogeno la sfida dei prossimi anni”

    24 Gennaio 2024
    Maros Sefcovic Ue Regno Unito
    Economia

    Bruxelles lancia la prima asta da 800 milioni per la produzione idrogeno verde in Europa

    23 Novembre 2023

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Gas - stoccaggi

    Gli stoccaggi di gas in Europa sono ai minimi storici

    di Rodolfo Fabbri @ErreFabbri
    29 Luglio 2026

    Il Paese con il maggiore livello di gas nei depositi è il Portogallo, con un riempimento dell’84 per cento; segue...

    diplomatici - Francia - Iran

    Scontro sul caso dei diplomatici francesi in Iran: l’UE denuncia una violazione del diritto internazionale

    di Annachiara Magenta annacmag
    28 Luglio 2026

    Secondo l'Alta rappresentante Kaja Kallas, l'accaduto violerebbe l'articolo 29 della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche: "La persona dell'agente diplomatico...

    La periferia di Kiev colpita da attacco missilistico russo. Crediti: Carlo Cremonesi via Imagoeconomica

    L’UE convoca l’incaricato d’affari russo dopo i droni in Romania e l’attacco al Consolato lettone in Ucraina

    di Iolanda Cuomo
    28 Luglio 2026

    La decisione arriva dopo il sorvolo di droni russi nello spazio aereo della Romania e la distruzione del Consolato onorario...

    [foto: imagoeconomica]

    L’allarme BCE: “Dieci anni dopo gli accordi di Parigi sforzi insufficienti sul clima”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    28 Luglio 2026

    La Banca centrale europea produce uno studio che identifica pochi progressi nella lotta al surriscaldamento del pianeta

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione