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    Home » Politica » Paesi Bassi, Wilders non riesce a trovare una maggioranza e rinuncia a fare il premier

    Paesi Bassi, Wilders non riesce a trovare una maggioranza e rinuncia a fare il premier

    Il leader sovranista: "Posso diventare primo ministro solo se tutti i partiti della coalizione lo sostengono. Non l'hanno fatto". Ora sia attende di capire se tra i partiti che hanno negoziato sino ad ora è emergerà un'intesa con in diverso premier

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    14 Marzo 2024
    in Politica
    Paesi Bassi Geert Wilders

    (credits: Remko de Waal / Anp / Afp)

    Bruxelles – Neanche è riuscito a fare una breve passeggiata nel parco della bella residenza del primo ministro dei Paesi Bassi, appena fuori dal centro de L’Aia Geert Wilders, il leader della formazione di estrema destra Partito per la Libertà (PVV), che aveva stravinto le elezioni parlamentari di novembre. Ieri sera, con un messaggio su X, ha annunciato di aver rinunciato alla corsa perché non ha trovato il sostegno dei numerosi altri partiti necessari a formare una maggioranza.

    “Posso diventare primo ministro solo se tutti i partiti della coalizione lo sostengono. Non l’hanno fatto. Vorrei un governo di destra. Meno asilo e immigrazione. Gli olandesi al primo posto – ha scritto Wilders -. L’amore per il mio Paese e per gli elettori è grande e più importante della mia posizione. Amo i Paesi Bassi”. Ripetendo la sua retorica ha dovuto ammettere che non ce l’ha fatta.

    All’apertura delle urne il partito di estrema destra ha visto conquistato il 23,5 per cento delle preferenze, staccando di 8 punti percentuali la coalizione tra il Partito del Lavoro e la Sinistra Verde GroenLinks (PvdA/Gl), guidata dall’ex-responsabile per il Green Deal Europeo nella Commissione Ue, Frans Timmermans. Nonostante la crescita dei voti (+4,7 per cento) rispetto alle ultime elezioni del 2021 – quando le due forze correvano divise – la coalizione rosso-verde si ferma al secondo posto con 25 seggi, dietro ai 37 del Pvv. Terzo posto per il centro-destra del Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD, che a dispetto del nome non fa parte della famiglia del Partito Popolare Europeo, ma dei liberali di Renew Europe), con un crollo di 6,7 punti percentuali e 10 seggi in meno alla Tweede Kamer (da 34 a 24). Stessa sorte per i liberali di Democraten 66 (da 24 a 9 seggi) e per i cristiano-democratici di Appello Cristiano Democratico (da 15 a 5). Exploit per la nuova formazione di centro-destra Nuovo Contratto Sociale, NSC, che si è posizionata al quarto posto con il 12,8 per cento e 20 seggi. Da segnalare anche l’avanzata del Movimento Civico-Contadino BBB – partito populista che sostiene gli interessi degli agricoltori – con 7 seggi (+6 dalla scorsa legislatura). Oltre a questi, alla Camera bassa del Parlamento dei Paesi Bassi saranno rappresentanti altri 8 partiti.

    Sono 15 le formazioni politiche presenti nella Camera olandese, e le trattative per la formazione di una maggioranza, e per la scelta del primo ministro, sono state sin da subito in salita, trafitte da veti incrociati.

    Ora si attende un dibattito alla Camera per capire se i partiti coinvolti nei negoziati, PVV, il VVD, il BBB e NSC abbiano la possibilità di raggiungere un’intesa con un diverso premier o se tutto si è arenato. L’obiettivo è assicurare una maggioranza di almeno 76 seggi su 150 alla Tweede Kamer (la Camera bassa del Parlamento nazionale dei Paesi Bassi).

     

    Tags: Geert Wildersgovernopaesi bassitrattativewilders

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